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Economia
UniCredit, i mal di pancia di Verona. Le due stoccate scaligere a Mustier

CariVerona, oltre quaranta milioni di buoni motivi per preoccuparsi di UniCredit. Certo, non sono i tempi di Paolo Biasi, prima del 2016, in cui l’ex deus ex machina della fondazione scaligera era un autentica spina nel fianco di Alessandro Profumo nella gestione della più internazionale degli istituti di credito italiani. Con i banchieri di UniCredit che spesso dovevano fare da pontieri per calmare le acque fra Piazza Cordusio e il riottoso ente sotto l’Arena.

Però le parole che oggi Alessandro Mazzucco, numero uno della fondazione veronese, tra i principali azionisti italiani della banca di piazza Gae Aulenti con l’1,8% del capitale, ha riservato a Jean Pierre Mustier rivelano un certo malessere fra i piccoli soci storici della banca e sanno tanto di stoccata per i banchiere francese che sta chiudendo il nuovo piano industriale. Strategie che il Ceo di UniCredit, consapevole di dover dare agli investitori un nuovo storytelling in grado di dare nuovo slancio al titolo, comunicherà al mercato il 3 dicembre.

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Nel nuovo piano industriale “ci auguriamo” ci sia “una manovra straordinaria”, è infatti l'auspicio del presidente della Fondazione Cariverona, “una manovra straordinaria che dia attenzione, visibilità, attrattività”, ha replicato Mazzucco a chi gli chiedeva se facesse riferimento a un’aggregazione europea, operazione transfrontaliera su cui però il numero uno di UniCredit ha avanzato delle perplessità per i costi di merger che comporta. E poi la prima critica neanche tanto velata al banchiere: “Finchè le uniche cose sono i tassi negativi…", ha aggiunto riferendosi alla recente proposta di Mustier che è anche presidente della Federazione Bancaria Europea per girare sulla clientela l'impatto dei tassi negativi Bce.

Una proposta che ha fatto molto discutere nel nostro Paese, su cui il Ceo ha dovuto fare una parziale inversione di marcia (alzando il limite dell’intervento sui correntisti da 100 mila a un milione di euro) e che non è stata seguita da altri istituti in Italia. “Siamo ovviamente piuttosto attenti, non senza preoccupazione, all'andamento del titolo - ha notato ancora Mazzucco - Ha avuto un exploit più di un anno fa e poi... Quindi questo ci impone una grande attenzione”.

HQ UniCredit Italy 12 into the blue lucia laura esposto
 

Infine, la seconda stoccata. “Mustier è bravo però tende a tenere un po' tutto nella sua testa”, ha aggiunto il numero uno di CariVerona. Verona non ha il potere dell’era Profumo fra gli azionisti di una banca che ormai è una public company internazionale dove le Fondazioni, che in passato manovravano le leve, oggi hanno in mano poco più del 5% del capitale che per il 65% è nei portafogli degli investitori istituzionali, quasi interamente esteri, fra cui spicca il 5% di Dodge & Cox, società a stelle e strisce di fondi comuni d’investimento.

E non è neanche la prima fra gli azionisti tricolori, perché la sua quota dell’1,8% (quota analoga posseduta dalla Fondazione CariTorino) è superata dal 2% di Leonardo Del Vecchio, che con Mustier va d’amore e d’accordo. Però il messaggio rischia di avere un'eco, anche perché, complici un anno e mezzo di caro-spread nell’epopea giallo-verde, il rallentamento economico europeo e una politica monetaria espansiva dell’Eurotower più lunga del previsto, UniCredit a Piazza Affari non si schioda dagli 11,45-11,50 euro, un 5% al di sotto dei livelli dove si trovava un anno fa e ben distante anche solo dai 17 euro già toccati nel 2018, "exploit" a cui ha fatto riferimento Mazzucco, per non dire dei 30 euro a cui aveva oscillato tra il 2014 e il 2015, o agli 88 euro di picco post-crisi toccati nell’ottobre 2010.

Difficile dar torto al numero uno di CariVerona che ha bisogno di dividendi e di titoli azionari magari da valorizzare per continuare a sostenere il territorio scaligero con generose erogazioni. L'ente veneto detiene 40.097.626 titoli UniCredit iscritti a bilancio (valori 2018) a 24,37 per azione, valore che resta ad un livello più che doppio di quelli di borsa e che fa sì che sotto l’Arena attendano con ansia il nuovo storytelling industriale di Mustier. Quasi come un regalino natalizio.

twitter11@andreadeugeni

 

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