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Economia
Risparmio/ Nicastro ad Affari : "UniCredit lancia un fondo dedicato ai mini-bond . Italiani fra i più ricchi del mondo"

@andreadeugeni
"Il mercato dei mini-bond è in avvio e noi, come Pioneer, stiamo per lanciare un fondo dedicato a questo tipo di strumenti". Lo annuncia in una videointervista ad Affaritaliani.it Roberto Nicastro, direttore generale di UniCredit in occasione della presentazione del secondo Rapporto dell'Osservatorio del Risparmio promosso dalla banca e dalla controllata Pioneer Investments. Un rapporto da cui emerge "che malgrado una crisi, la cui intensità e profondità tutti conosciamo, il risparmio in questi cinque, sei anni ha tenuto e gli italiani continuano ad essere tra le popolazioni con le famiglie più ricche del Pianeta", spiega il banchiere. Che commenta anche il prossimo avvio dell'asset quality review della Bce su 130 banche europee, fra cui anche 15 istituti italiani: "Si realizzerà in un contesto in cui esiste una consapevolezza, anche fuori dai nostri confini, che la Banca d'Italia è sempre stata un regolatore particolarmente severo".
L'INTERVISTA

Dal secondo Rapporto dell'Osservatorio del Risparmio promosso da UniCredit e da Pioneer Investments emergono risultati abbastanza positivi e incoraggianti per l'Italia. Può riassumerli?
"I dati dimostrano che malgrado una crisi, la cui intensità e profondità tutti conosciamo, il risparmio in questi cinque, sei anni ha tenuto. Gli italiani continuano ad essere tra le popolazioni con le famiglie più ricche del Pianeta, malgrado una crisi così forte. Questo evidentemente è il risultato, da una parte, di un approccio che è stato sobrio e attento da parte dei risparmiatori, ma credo anche di una grande attenzione e prudenza che il settore dell'intermediazione finanziaria ha avuto nel supportare i risparmiatori in questo periodo".
nicastro

 

Un altro risultato importante è che nel 2012 le attività finanziarie come azioni, obbligazioni e fondi comuni, hanno continuato ad apprezzarsi, arrivando a colmare il gap rispetto ai valori pre-crisi di fine 2007. In mezzo ci sono state la crisi dei mutui subprime e il fallimento della Lehman Brothers che hanno generato la peggiore crisi del dopoguerra e un ritorno in recessione con la crisi europea del debito. Cos'ha accelerato questo sorprendente recupero?
"Il recupero del 2012 credo vada forse anche molto imputato a quello che era stato il crollo, francamente esagerato, visto nell'anno precedente legato ai timori di una possibile caduta dell'Eurozona. I timori esagerati hanno portato a una correzione altrettanto esagerata e nel 2012 si è verificata una sorta di rimbalzo che ha in qualche modo normalizzato le quotazioni".

Lei ha sottolineato come ora sia importante, per il risparmiatore a caccia di maggiori rendimenti, diversificare il rischio, contribuendo allo stesso tempo anche alla crescita delle imprese, sottopatrimonializzate, e in seconda battuta del Paese. A che punto è lo sviluppo del mercato dei mini-bond? Cosa fa UniCredit, tramite Pioneer, in questo settore?
"Il mercato dei mini-bond è in avvio. Noi come Pioneer stiamo per lanciare un fondo dedicato a questo tipo di strumenti. Credo sia importante tener presente che la crescita di un mercato di questo tipo ha bisogno di una grande maturità di tutti gli operatori che vogliono parteciparvi". 

Quali?
"Le banche, i fondi e anche le imprese che vorranno emettere i mini-bond dovranno impegnarsi moltissimo dal punto di vista della trasparenza, della flessibilità nella gestione della finanza e anche dal punto di vista della leva finanziaria che adottano".

Mercoledì, la Bce ha comunicato al mercato gran parte dei criteri che adotterà nell'asset quality review che partirà a novembre e durerà quasi tutto il 2014. Come partono le banche italiane rispetto a questi dettami?
"Innanzitutto, credo che ieri sia stata una giornata importante per il fatto che in qualche modo ha marcato l'avvio del processo di Unione Bancaria Europea. E' questo il grande significato di una giornata come quella di ieri. L'Unione Bancaria Europea è un pezzo fondamentale per ricostruire un'architettura europea di sviluppo e l'asset quality review è proprio il primo passaggio ipotizzato".

E per quanto riguarda il nostro Paese?
"Le analisi della Bce si realizzeranno in un contesto in cui esiste una consapevolezza, anche fuori dai nostri confini, che la Banca d'Italia è sempre stata un regolatore particolarmente severo".

Alcuni imprenditori italiani temono che fra il livello crescente delle sofferenze e l'arrivo degli stress test della Bce l'erogazione dei prestiti subirà altri rallentamenti. Timori fondati?
"L'andamento del credito sarà sostanzialmente legato a due variabili. La prima, che è fondamentale, è la fiducia nel futuro che tutti gli operatori hanno. Negli ultimi 12 mesi, anche in un Paese super liquido come la Germania, in cui i tassi sono molto bassi e la liquidità è molto ampia, il credito è andato giù, perché le aspettative verso il futuro erano molto stagnanti. Quindi, il tema dell'aspettativa, di cui si parla poco, è forse l'elemento cruciale nella dinamica degli aggregati creditizi futuri".

 

CLICCA QUI PER LEGGERE INTEGRALMENTE  IL SECONDO RAPPORTO DELL'OSSERVATORIO DEL RISPARMIO PROMOSSO DA UNICREDIT E PIONEER 

Tags:
unicreditpioneerrisparmionicastroinvestimenti
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