UniCredit2/ Scatta il totonomine per il dopo-Profumo

Mercoledì, 22 settembre 2010 - 14:30:00

Chiusa tra polemiche (non ultima quella sulla sua buonuscita) l'era di Alessandro Profumo, in UniCredit si cerca di trovare quanto prima un sostituto in grado di non far rimpiangere il banchiere genovese che, al di là dei tratti caratteriali e della coloritura politica, è stato in grado in 15 anni di far lievitare la capitalizzazione di borsa dell'istituto "da 1,5 miliardi a circa 37 miliardi di euro" ed anche durante la crisi finanziaria globale ha portato il gruppo a realizzare utili in ogni trimestre.

Un compito che Dieter Rampl, presidente cui sono stati dati ad interim i poteri dell'ex Ceo, deve cercare di svolgere nel minor tempo possibile per le pressioni sia di Banca d'Italia, che teme conseguenze negative da una eccessiva "vacatio" sulla poltrona più alta del principale gruppo bancario italiano, sia del ministro dell'Economia e finanze, Giulio Tremonti, che si sarebbe fino all'ultimo speso, vanamente, per cercare di evitare lo strappo tra le Fondazioni vicine alla Lega Nord e Profumo (dopo che quest'ultimo aveva dato il via libera all'eventuale cessione del Mediocredito Centrale, ereditato da Capitalia, a Poste Italiane e Iccrea Holding per costituire il veicolo attorno a cui far decollare il progetto della Banca del Mezzogiorno tanto caro allo stesso Tremonti).

Certo, sostituire Profumo con un banchiere di "profilo altissimo e internazionale" come necessario per un gruppo presente in tutta Europa, non sarà facile ma occorre farlo al più presto e bene, tanto che ieri sera Rampl e i deputy Ceo si sono messi subito all'opera, iniziando a valutare se fosse meglio dare un segnale di continuità con una nomina "interna" o se optare per un candidato esterno al gruppo.

Nel primo caso il nome di Roberto Nicastro, deputy Ceo a cui fa capo dal 2003 la divisione retail di UniCredit, poteva essere quello giusto, ma alla fine sembra aver prevalso il timore di fornire ai mercati un pretesto per continuare a penalizzare il titolo, dato che Nicastro è un manager considerato da sempre vicino a Profumo e prosecutore dell'attuale piano riorganizzativo a lungo inviso alle Fondazioni e invece fortemente voluto dall'ex numero uno.

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