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Regioni Verdi/ Il Veneto taglia le emissioni: per la prima volta un ddl impone gli "alimenti a km zero"

Venerdí 11.07.2008 14:15



Basta prodotti alimentari extraregionali, in Veneto si cambia musica
. Questo è quanto stabilisce la nuova regola del consiglio regionale di Venezia, che ha messo il timbro su un disegno di legge (pdl 225) nato da una proposta di Coldiretti Veneto sottoscritta da 25mila consumatori. Nota come “legge del km zero”, costituisce la prima norma regionale nella Penisola a imporre la preferenza ai prodotti regionali da servire in mense collettive, ristorazione privata e grande distribuzione.

Il disegno di legge mira a promuovere la produzione agroalimentare nostrana, ma serve anche indirettamente come strumento anti-inquinamento: riducendo le importazioni si riducono i trasporti e quindi si inquina di meno. L’obiettivo in termini numerici è di introdurre almeno il 50% di prodotti veneti nei pasti di scuole elementari, istituti scolastici superiori, università, ospedali e caserme. “Una percentuale di questo tipo non discrimina il prodotto di origine extraregionale o straniera – sottolinea il presidente di Coldiretti Veneto, Giorgio Piazza – ma valorizza le tipicità locali consentendo ai consumatori di fare scelte consapevoli, sostenibili in termini di prezzo e meno impattanti sull’ambiente”.

Un’altra conseguenza dell’approvazione del disegno di legge è il fatto che verranno riservati precisi spazi agli agricoltori nei mercati rionali, senza penalizzare altre categorie di commercio. “In questo modo – continua Piazza – sarà possibile integrare la gamma delle offerte stagionali  ai consumatori attraverso la filiera corta”. Si prevede, infine, una campagna di informazione puntuale su questi temi e l’introduzione di attività di supporto dei principi che riconoscono la reale portata innovativa di questa legge.

In alcune realtà, tuttavia, ciò che è previsto dal nuovo disegno di legge è già una realtà da tempo: alcuni ristoratori infatti hanno già adottato “menù a km zero”, nei quali vengono presentati piatti rigorosamente a base del 30% di specialità provenienti dalle campagne circostanti. E non sono da meno alcune amministrazioni comunali come Galliera Veneta, Tombolo, Porto Viro, Rosolina e Vittorio Veneto, che per i  pasti degli alunni hanno disposto bandi coerenti agli obiettivi della legge.

“Scelte come queste  premiano in termini di risparmio economico, energetico, ma anche in termini di salute e qualità della vita, favorendo un’educazione alimentare basata sulla stagionalità e sulla tradizione culinaria” è la conclusione del presidente Piazza.


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