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Economia
XIX Workshop Annuale sulle Utility: presentati gli Studi e assegnati i Premi

XIX Workshop annuale dell'Osservatorio sulle utilities organizzato da Agici e Accenture: "Utilities, un patrimonio per la crescita del Paese. Quali politiche per accelerare gli investimenti?". Programma ricco sul tema dell'energia e delle utilities con più influenti manager del panorama italiano e internazionale. 

L'evento è anche l'occasione per consegnare i premi Manager Utility 2018 della Rivista "Management delle Utilities e delle Infrastrutture". I vincitori di quest' anno sono Luigi Ferraris (Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna) al quale è stato assegnato il "Premio 2018 – Energia" e Roberto Sancinelli (Presidente del Gruppo Montello S.p.A) che si è aggiudicato il "Premio 2018 - Servizi Pubblici Locali".

Ferraris ha dichiarato ad Affaritaliani.it: “Un premio importante, un bel riconoscimento al lavoro fatto in questi ultimi due anni non solo da me ma soprattutto dalle persone che lavorano da me e con me, ossia i 4000 colleghi e in più fornitori che ogni giorno ci accompagnano nella realizzazione delle nostre opere. È importante il ruolo che Terna sta giocando nell’accompagnare questa transizione energetica e nel favorire l’integrazione delle energie rinnovabili. Uno stimolo dunque ad andare avanti su questa strada”.

VIDEO - Ferraris (Terna): "Un premio che va a tutto il team"

Osservatorio Utilities Agici - Accenture

Nonostante il rallentamento registrato dall'economia italiana nella seconda metà dell'anno scorso e i rischi di recessione che hanno contrassegnato l'inizio del 2019, il comparto delle utilities si dimostra tra i più dinamici del sistema produttivo nazionale. Anche nel 2018 le società del settore hanno migliorato le proprie performance economico-finanziarie, confermando una tendenza che prosegue ininterrottamente dal 2014. E se per l’anno in corso (2019) non è escluso un leggero ridimensionamento dei profitti, complice il rallentamento congiunturale dell’area dell’euro, il flusso di investimenti già pianificati per i prossimi anni sembrano denotare una certa fiducia nelle possibilità di recupero nel medio periodo. Nei prossimi anni il sistema elettrico italiano dovrà affrontare una profonda trasformazione e le infrastrutture esistenti dovranno evolversi in considerazione di due fattori principali: l’aumento dei consumi (dovuto soprattutto alla diffusione della mobilità elettrica e delle pompe di calore) e il maggior utilizzo delle fonti rinnovabili non programmabili che, quindi, non possono variare, in base alla richiesta di energia. Inoltre, anche il calo della capacità termica in esercizio avrà un impatto negativo sull’intero sistema. 

"Partiamo dall’idea che il sistema delle utilities sia una risorsa per il Paese -ha detto Andrea Gilardoni (Presidente AGICI) ad Affaritaliani.it - una importante risorsa dal punto di vista sociale e economico. In questa fase critica del Paese in cui siamo in recessione tecnica è interessante chiedersi se e in che misura il comparto delle utilities possa dare un contributo forte e deciso nella direzione che abbiamo detto, sia attraverso investimenti che operazioni tecnologiche. L’obbiettivo è vedere da un lato che cosa si può fare e dall’altro identificare possibili interventi governativi in modo da accelerare certi processi, ad esempio di modernizzazione”.

VIDEO - Gilardoni (AGICI): "Utility, comparto dinamico in contesto difficile"

Secondo lo studio di Accenture “Flessibilità: Un’opportunità per la transizione energetica” nei prossimi anni il sistema elettrico italiano dovrà affrontare una profonda trasformazione. Le infrastrutture esistenti dovranno evolversi in considerazione di due fattori principali: l’aumento dei consumi e il maggiore impego delle fonti rinnovabili non programmabili che, quindi, non possono variare la loro produzione in base alla richiesta di energia.

“In pochi anni il sistema elettrico italiano sarà messo sotto stress e, senza cambiamenti radicali, nel 2030 la domanda elettrica potrebbe non essere soddisfatta: il rischio è che si creino dei picchi di domanda che in alcune ore potrà essere significativamente superiore alla capacità installata - fino a 1700h/anno, pari al 19% del totale - con un gap da 6 fino a 16 GW” ha dichiarato Pierfederico Pelotti, Responsabile Utilities di Accenture in Italia.

Mauro Marchiaro (Responsabile Energia Accenture) ha detto ad Affaritaliani.it: “Lo studio che abbiamo condiviso oggi si basa su un modello definito a livello europeo e calato all’interno del contesto italiano per definire quello che è il modello di flessibilità atteso da qui al 2030. Per fare questo abbiamo preso in considerazione molte variabili, da un lato l’espressione della domanda e quindi l’utilizzo dei veicoli elettrici o delle pompe di calore e dall’altro lato abbiamo preso in considerazione l’evoluzione attesa delle energie rinnovabili. Questo ha portato alla definizione di quattro scenari che hanno evidenziato un forte stress del sistema, quindi una forte richiesta di flessibilità. Abbiamo identificato quelle che saranno le fonti di flessibilità per sopperire il gap che si verificherà di qui al 2030, definendo anche le nuove tecnologie e i nuovi scenari regolamentatori”.

VIDEO - Marchiaro (Accenture): "Con il nostro Studio abbiamo definito 4 scenari"

Flessibilità: modelli di business e tecnologie abilitanti

Tra gli interlocutori della tavola rotonda dal titolo "Flessibilità: modelli di business e tecnologie abilitanti", coordinata da Pierfederico Pelotti di Accenture, erano presenti anche Camerano di A2A e Venier del Gruppo Hera.

Valerio Camerano (Amministratore Delegato A2A) ha dichiarato ad Affaritaliani.it: “Credo ci sia stato un sovradimensionamento degli effetti di garanzia di domanda, tuttavia mi sembra uno studio direzionalmente corretto. È un Paese che avrà bisogno di maggior equilibrio tra gas e rinnovabili, avrà bisogno anche di flessibilità. La flessibilità viene data dalle tecnologie, dai clienti e dai player. Sarà una sfida interessante sotto il profilo industriale che consentirà il progresso di questo mercato. Un mercato più flessibile, più competitivo e allo stesso momento più sostenibile”.

VIDEO - Camerano (AD A2A): "Sfida interessante sotto il profilo industriale"

Stefano Venier (Amministratore Delegato Gruppo HERA) ha dichiarato ad Affaritaliani.it: “Oggi abbiamo fatto delle giuste considerazioni e abbiamo provato a immaginare come sarà il futuro 2030. Tuttavia come sappiamo l’evoluzione della tecnologia è di natura esponenziale e i cambiamenti che dovremo affrontare di qui ai prossimi dieci anni saranno tali da rendere estremamente complesso riuscire a immaginare come sarà il contesto nazionale e europeo. L’invito è quello di ragionare di più sul breve periodo; e in questo senso anche la fase di transizione che abbiamo iniziato a vivere deve vedere l’utilizzo e lo sfruttamento di altre leve che sono a nostra disposizione. Prima di tutto dovremmo sollecitare e alimentare la competizione tra elettrico e gas. Il gas ha ancora un potenziale importante e ben si adatta alle infrastrutture e alle specificità del nostro Paese. Penso per questo che possa offrirci nuove opportunità che ancora non abbiamo esplorato. Così come l’efficienza energetica, che possiamo sempre definire il quinto combustibile, quello ambientalmente più sostenibile, quello più economico, che anche grazie agli ottimi risultati che questo Paese ha ottenuto negli ultimi dieci anni ha la possibilità di essere rilanciato e, attraverso un quadro di norme incentivanti, anche offrire delle nuove opportunità che aiuteranno a ridisegnare quella curva di domanda con la quale ci dovremo confrontare di qui ai prossimi anni”.

VIDEO - Venier (HERA): "Ragioniamo sul breve periodo per cogliere nuove possibilità"

Le prospettive degli investimenti delle Utilities in Italia

Tra gli interlocutori della tavola rotonda dal titolo "Le prospettive degli investimenti delle Utilities in Italia", coordinata da Andrea Gilardoni di AGICI, erano presenti anche Enrico De Girolamo di CVA e Massimiliano Bianco di Iren.

Massimiliano Bianco (Amministratore Delegato Gruppo Iren) ha detto ad Affaritaliani.it: “Gruppo Iren ha un piano di investimenti al 2023 di 3 mld di euro. Noi siamo una multiutilities del territorio, operiamo nel nord ovest (Piemonte, Liguria ed Emilia occidentale). Tutti i 3 miliardi sono nella nostra area e nei nostri mestieri. Noi abbiamo un portafoglio di attività ampio. Reti, ambiente ed energia. Su tutti questi settori andremo ad investire. Certamente alcuni settore come quello delle reti assorbono più investimenti, ma anche l’energia e in particolare il teleriscaldamento anche ambiente e, nello specifico, impianti per il recupero di materie”.

VIDEO - Bianco (Iren): "Ecco le aree dove investiamo"

Enrico De Girolamo (Amministratore Delegato CVA) ha dichiarato ad Affaritaliani.it: “CVA, essendo un operatore completamente focalizzato sul mondo della filiera dell’energia elettrica, sta pensando a investimenti su due fasce di possibili target: quelli più core e quelli legati a nuovi modelli di business. Rispetto agli investimenti più innovativi c’è il sistema delle aggregazioni e cioè le unità virtuali di aggregazione di produzione e di consumo di energia elettrica che si determina in funzione di un mix energetico sempre più spostato sulle fonti rinnovabili. Rispetto agli investimenti sulle cosiddette REC, Renewable Energy Community, c’è una grande attenzione a possibili abbinamenti di questi impianti con sistemi di storage. L’ideale sarebbe poter riutilizzare con efficienza anche sistemi di pompaggio di energia idroelettrica. Dal punto di vista della parte più tradizionale degli investimenti, quella core, stiamo ponendo particolare attenzione alle infrastrutture di ricarica delle colonnine elettriche e ad investimenti di M&A su impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili con una tendenza del mercato che andrà sulla green parity e quindi attenzione alle nuove forme di contrattualistica tipo PPA, Power Purchase Agreement, e soprattutto attività di repowering nel campo dell’eolico e re-blading. Poniamo anche grande attenzione sul mondo dell’idroelettrico che sta vivendo un momento di stasi dovuto a politiche regolatorie e normative che ne hanno determinato un momento di impasse anche se potenzialmente potrebbero esserci sviluppi molto importanti anche a livello di territorio nazionale: si parla di un potenziale di investimento di oltre 700 milioni di euro da qui all2030 con un gap tra situazione no action e situazione action di oltre 10 tw/ora di energia pulita”.

VIDEO - De Girolamo (CVA): "Ecco le aree dove CVA investe"

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