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EmiliaRomagnaItalia

BOLOGNA – L’Anci regionale ha deciso di mobilitarsi sui territori con campagne di comunicazione e azioni concrete per cambiare la cultura esistente sul tema del gioco d’azzardo e consapevolizzare i cittadini sui rischi che comporta. È questa, secondo l’assessore alle Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna, Teresa Marzocchi, la novità più importante su quanto si sta facendo in regione per combattere le ludopatie.

Il tema è di grande attualità e c’è grande attenzione da parte della politica tanto che, dice l’assessore: “In commissione si stanno discutendo 4 proposte di legge, ogni parte politica ne ha presentata una e ora sono al lavoro per farne una condivisa”. In regione poi, ancora prima del decreto Balduzzi sono stati attivati interventi sanitari di presa in carico da parte dei Sert delle persone con problemi di dipendenza da gioco, è stato realizzato il protocollo per l’auto mutuo aiuto ed è stata aperta, a Reggio Emilia, una struttura sperimentale per il trattamento dei giocatori. Ma adesso sono gli stessi enti locali ad attivarsi attraverso la creazione di un gruppo di lavoro a cui partecipa un rappresentante per provincia. L’obiettivo è promuovere azioni comuni. “Non c’è solo grande attenzione politica al tema del gioco d’azzardo – precisa Marzocchi – ma anche sul territorio”.
 
Sensibilizzare i cittadini, sostenere la diffusione dei gruppi di auto aiuto e lo scambio di esperienze tra realtà territoriali che hanno avviato iniziative sul gioco d’azzardo. Ma anche potenziare gli interventi sanitari, chiedere al governo l’adozione di una normativa nazionale, promuovere campagne di informazione soprattutto nei confronti delle categorie più a rischio ovvero giovani e anziani e azioni comuni su autorizzazioni e controlli sui locali in cui si gioca. Sono le azioni che intende promuovere l’Anci con il supporto della Regione che ha accettato di svolgere un ruolo di regia attraverso la costituzione di un Tavolo di coordinamento. “L’obiettivo è coordinare gli interventi della Regione e quelli a livello locale per rinforzare l’azione contro il gioco d’azzardo”, conclude Marzocchi.
 
Si stima che in Emilia-Romagna il giro d’affari legato al gioco d’azzardo, al netto delle vincite, sia di 1,27 miliardi di euro. Bologna è in testa tra le province (273,2 milioni di euro spesi nel 2011), seguita da Modena (219,4 milioni di euro) e Reggio Emilia (170 milioni di euro). I giocatori ad alto rischio di dipendenza in regione sono circa 10 mila e 800 le persone seguite dai Sert (stime Cnr su dati Ipsad – Italian population survey on alcool and drugs). (lp)

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