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Alberto Sordi fuori dal set: emozionante rassegna fotografica. Gallery

Alberto Sordi fuori dal set: emozionante rassegna fotografica

Centinaia di persone hanno già visitato la prima rassegna fotografica mai realizzata in Italia “Alberto Sordi fuori dal set” curata dal giornalista Igor Righetti, nipote dell’Albertone nazionale. La mostra resterà allestita fino al 20 dicembre (dalle 15 alle 20 con ingresso libero) all’Istituto paritario Santa Maria di Monterotondo (Roma) a cui appartiene il primo liceo linguistico italiano per le arti dello spettacolo intitolato proprio ad Alberto Sordi. Nel 2004, all’interno della scuola, fu collocato un altorilievo in bronzo realizzato dal maestro Davide Dormino raffigurante il grande attore romano. Alla cerimonia partecipò Aurelia Sordi, sorella dell’artista.

Immagini eccezionali e inedite che presentano il grande attore romano nei suoi momenti di vita quotidiana. Personaggi noti, musica, canzoni e tanta allegria all’inaugurazione della mostra la cui organizzazione è stata seguita da Igor Righetti.

Una rassegna originale, unica nel suo genere che presenta un Alberto Sordi mai visto prima, fuori dal set, con venti foto 50 per 70 in bianco e nero, rare e inedite, di Reporters Associati & Archivi/Alessandro Canestrelli di Roma. Fotografie preziose che immortalano l’attore nelle pause di lavorazione dei suoi film assieme ad altri grandi personaggi come David Niven o Brigitte Bardot, Vittorio De Sica, Totò, Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Sandra Milo e Giulietta Masina, scattate a sua insaputa, in occasione di feste, all’interno della sua villa con i suoi amati cani, in vestaglia al termine di un ciak, in ristoranti o in situazioni di vita quotidiana. Una grande occasione per scoprire il lato inedito e umano di un grande artista come Alberto Sordi.

La mostra, promossa dal fondatore e direttore dell’Istituto paritario Santa Maria Giovanni Piccardo, sempre molto attento ai temi culturali, ha il patrocinio della presidenza del Consiglio regionale del Lazio e del Comune di Monterotondo. Il pubblico si emoziona di fronte alle immagini mentre nella sala vengono diffusi alcuni brani cantati da Alberto Sordi.

Tra i tanti volti noti intervenuti all’inaugurazione, la contessa Patrizia de Blanck (con cui l’attore romano ebbe una relazione sentimentale), la giornalista del Tg2 Maria Concetta Mattei, il fotografo Alessandro Canestrelli, la regista e produttrice cinematografica Donatella Baglivo, la giornalista e conduttrice radio televisiva Susanna Schimperna. Presenti anche il vice sindaco reggente del Comune di Monterotondo, Antonino Lupi, e il presidente del Consiglio comunale Ruggero Ruggeri da sempre in prima linea negli eventi sociali e culturali della città. Ben tre i cugini di Alberto Sordi intervenuti all’inaugurazione: Mirella e Rosa Sordi e Renato Ferrante. La regista Donatella Baglivo ha proiettato alcuni minuti del suo docufilm inedito su Alberto Sordi che ha emozionato il pubblico.

Momenti di grande spettacolo sono stati toccati con le esibizioni dell’attrice e soprano Sara Pastore e della cantautrice Nati Maimone accompagnata dal chitarrista Luca Chiaramonte.

Un omaggio a un attore che ci ha regalato tante risate (mentre ci faceva riflettere), tuttora molto amato in tutto il mondo e che ha rappresentato l’Italia e gli italiani con i loro pregi e i loro difetti.

Per tenere viva la memoria dell’illustre zio, Igor Righetti ha realizzato la pagina Facebook ufficiale su Alberto Sordi (www.facebook.com/albertosordiforever), la rassegna fotografica a lui dedicata e uno spettacolo divertente e di grande interesse che porta nei teatri e nelle piazze d’Italia dal titolo “Alberto Sordi segreto: l’uomo e l’attore” che riscuote sempre un grande successo di pubblico.

Igor Righetti, com’era il rapporto con suo zio Alberto Sordi?

“Alberto non era certo lo zio della domenica: un artista che ha trascorso la sua vita in scena, che ha realizzato quasi 200 film e che ha dedicato la propria vita al suo lavoro tanto da non sposarsi proprio per evitare di sottrarre energie preziose alla sua professione di tempo libero ne aveva ben poco. Agli inizi della sua carriera fu mio nonno, Primo Righetti, a regalargli lo smoking che Albertone indossò nei suoi primi spettacoli teatrali al Quirino e al Quattro Fontane facendogli trovare anche un po’ di denaro in tasca. Il papà di Alberto, Pietro, morì quando lui aveva appena vent’anni e non era affatto entusiasta che il figlio volesse intraprendere la carriera di attore in quanto conosceva bene le difficoltà del mondo dello spettacolo. La madre, Maria Righetti, non lavorava dovendo occuparsi di 4 figli. Mio nonno lo incoraggiò a proseguire nel suo sogno. E Alberto gliene fu sempre grato, tanto che anni dopo, quando mio nonno si paralizzò, provvide a farlo curare da un luminare della scienza e al suo ricovero in una clinica di lusso. Il tutto a sue spese. Mio padre Alessandro, invece, cugino di Alberto, diventato poi scultore, realizzava con lui le statuine di gesso del presepe per la parrocchia di Trastevere. La parrocchia che mio padre frequentava con Albertone. Successivamente divenne il suo capoclaque, cioè colui che faceva partire gli applausi nei teatri in cui si esibiva all’inizio della sua carriera.  Alberto gli scriveva sul copione le parti in cui doveva far intervenire gli spettatori. Alcuni elementi decorativi della sala cinematografica della sua villa in via Druso, Alberto li fece realizzare a mio padre che Alberto chiamava affettuosamente Sandro, diplomato all’Istituto d’arte di Roma”.

Curiosità e aneddoti raccontati dal nipote Igor Righetti

Le due sorelle e il fratello erano la sua famiglia: vivevano come un clan e tutti lavoravano per Alberto. Anche i suoi vestiti li sceglieva e li acquistava la sorella Aurelia.

Non ha mai voluto interpretare politici in quanto diceva che recitavano già loro e che sarebbe stata una sovrapposizione inutile.

Frequentava le aste e, se non avesse fatto l’attore, avrebbe fatto l’antiquario.

Non rinunciava mai alla pennichella pomeridiana di almeno un’ora, un’ora e mezzo. Quando girava, preferiva saltare il pranzo che perdere il suo rituale riposo.

A pranzo, nella sua casa, mangiava di solito un piatto unico: spaghetti con le polpette al pomodoro. Amava il sugo di pomodoro ma non sopportava i suoi semi e non li voleva sentire tra i denti.

A 4 anni fu investito da un furgoncino ma rimase incolume. Nella splendida basilica di Santa Maria in Trastevere, Alberto fu messo su un altare davanti a una statua della Madonna in segno di ringraziamento per il miracolo. 

Si definiva un infedele per costituzione. Diceva che se si fosse sposato sarebbe stato un pessimo marito e un pessimo attore.

Una sola volta andò molto vicino al matrimonio con un’attrice austriaca bellissima: Uta Franz, nome d’arte di Uta Franzmair, figlia di due albergatori. Lei aveva 19 anni, Alberto 34. Si conobbero nel 1954 sul set del film “Una parigina a Roma”. Uta Franz ebbe un grande successo nel 1955 interpretando il ruolo della principessa Elena di Baviera nella trilogia Sissi.

 

Alcuni pensieri di Alberto Sordi

“La nostra realtà è tragica solo per un quarto: il resto è comico. Si può ridere su quasi tutto”.

Il 27 aprile del 1999 ricevette dall’Accademia il diploma honoris causa e disse: “Oggi prendo il diploma di attore ma questo vuol forse dire che per sessant’ anni sono stato un abusivo?”.

“Si dice che il popolo è sovrano. Ma sovrano di che?”.

“Io le brutte abitudini le prendo subito”.

“Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi”.

“La mia comicità non è mai stata astratta, gratuita. L’ho sempre ricalcata sulla realtà del momento”. 

“Questo è un Paese dove i critici cinematografici si commuovono solo davanti ai sarcofagi. Vedrete, con Franchi e Ingrassia faranno quello che hanno fatto con Totò: verranno beatificati solo dopo morti”.

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