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Anteprima di Affaritaliani.it/ Per il Premio Strega 2010 la Newton Compton punta su "The father. Il padrino dei padrini" di Vito Bruschini

Lunedí 08.02.2010 18:05

La Newton Compton editori è lieta di annunciare che "The Father. Il padrino dei padrini", romanzo d'esordio di Vito Bruschini, sarà candidato al premio Strega 2010. Già sono stati venduti i diritti cinematografici ad Alessandro D’Alatri,  già regista tra gli altri di Caso mai, La febbre, Il prezzo dell’innocenza. E, inoltre, sono stati venduti i diritti esteri in Spagna, Olanda, Serbia, Russia, Brasile e Francia. In trattativa, Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Portogallo, Israele, Grecia, Albania, Romania, Repubblica Ceca e Slovenia.

IL LIBRO - Il libro prende spunto dal dossier del 1945,  sull’affondamento del Normandie nel porto di New York.  Il documento, tenuto segreto fino al 2003 e che l’autore ha potuto consultare,  rivela la verità sul sabotaggio, azione che non fu opera delle spie naziste come si era ritenuto, bensì di Cosa Nostra. L’episodio storico, non ancora ufficialmente chiarito,  che ispirò Hitchcock per il film I sabotatori (1942).

newton compton the father

 In un’atmosfera che fin dalle prime pagine riecheggia i romanzi di Verga, di De Roberto e ancor più le celebri scene de Il Gattopardo, si snodano e si intrecciano le vicende di uomini che cambiarono il corso della storia ben oltre i confini del nostro Paese. Una trama di amore e morte che affonda le sue radici nei latifondi dei ricchi possidenti e nel sangue dei contadini asserviti a interessi contro cui niente e nessuno sembra in grado di lottare.  È in America poi che si sviluppano gli avvenimenti dei personaggi e delle rispettive famiglie mafiose che idearono, costruirono e consolidarono La Cupola di Cosa Nostra, negli anni della fine del proibizionismo, quando nei locali di New Orleans risuonavano le prime note del fenomeno musicale che avrebbe invaso gli Stati Uniti e non solo: il Jazz.

Succede, in questa terra bellissima e disperata, che un principe, Ferdinando Licata - detto U Patri - coglie il mutamento dei tempi, e scende a patti con le rivendicazioni di chi nella sua Isola non ha mai avuto nulla se non le braccia per lavorare. La malvagità è sempre in agguato e in una situazione di crescente sopraffazione, l’America appare come l’ultimo rifugio. Proprio nel Nuovo Continente, il Principe saprà far fruttare il suo prestigio, capendo che Lucky Luciano era l’uomo chiave per conquistare il Potere, l’unico, che ancor prima della fine del proibizionismo, aveva intuito che il mercato della droga avrebbe dato nuova vita all’impero della mafia.  Mentre le note della musica jazz tentano invano di far dimenticare l’imminente guerra contro la Germania nazista e i suoi alleati, il principe scoprirà la potenza di un’organizzazione destinata a regnare su tutti i traffici compiuti dentro e fuori gli Stati Uniti. Inizia così l’ascesa di Cosa nostra: una società segreta talmente forte da dettare legge agli stessi politici. Il principe diventa The Father: un padrino in grado di pilotare importanti operazioni belliche, grazie anche all’oscura figura di Luciano.

Luciano doveva scontare una condanna a 50 anni di galera per sfruttamento della prostituzione, ma in cambio della promessa, che ovviamente mantenne, di far cessare i sabotaggi organizzati contro la più importante flotta navale di tutti i tempi, la classe Liberty, il Procuratore avrebbe riveduto la sua posizione. Appena un anno dopo, l’ammiraglio a capo del Naval Intelligence, andò a chiedergli un altro favore: dare una mano allo sbarco degli Alleati in Sicilia, spingendo le popolazioni locali ad appoggiare l’invasione e dove possibile sabotare le postazioni naziste. Anche questa volta Luciano si prodigò per il Procuratore, ottenendo alla fine della guerra la libertà e anche la “medaglia d’onore” del Congresso. E nella Sicilia, in cui tutto è cominciato, c’è ancora una donna bellissima che aspetta e con un inatteso colpo di scena, il bene e il male si confonderanno.

MARSILIO PER LO STREGA PUNTA SU GIACOMO LOPEZ -
marsilio giacomo lopez

Tornano puntuali come ogni anno le voci sui 'nomi' in vista del Premio Strega. Tra tante indiscrezioni, finalmente una 'candidatura ufficiale'. Affaritaliani.it è infatti in grado di rivelare il libro su cui punta Marsilio per lo Strega 2010: si tratta di "Non resterà la notte" di Giacomo Lopez. Il romanzo in questione è ambientato a Roma, il ventiquattro dicembre. Sabina, una ragazza di vent'anni come tante, è entrata nel parco più grande della città: vuole trovare un luogo dove sdraiarsi, da sola, sull'erba, distante dalle strade e dal loro rumore, dalle esplosioni dei bengala che arrivano ovunque, lontana dalla lite appena avuta con Stefano che per lavoro l'ha lasciata a casa da sola. È arrabbiata. Finalmente trova un angolo di prato dove chiudere gli occhi. Quando li riapre, precipita in un incubo: non vede più nulla. È diventata cieca, in una villa che ha un perimetro di nove chilometri e zone fitte di vegetazione che nelle sue condizioni si trasformano in una trappola. La città ignara continua a celebrare la festa intorno a lei e alla villa. Ferita e terrorizzata, nella sua notte più lunga, Sabina dovà trovare al buio la via per tornare a casa, affrontando i fantasmi del suo passato e le paure del presente. Ma soprattutto dovrà salvare la vita che porta in grembo.

IL CASO VELTRONI-PREMIO STREGA & AFFARITALIANI.IT...

Tullio de Mauro Strega ape

"Io sono onorato che si sia parlato di me e del mio libro 'Noi' come di un possibile candidato al Premio Strega
(...). Qualcuno ha persino scritto che io sarei stato il favorito (...). Certo, mi dispiace non provare la meravigliosa adrenalina della competizione e magari l'emozione della conta dei voti nel Ninfeo di Villa Giulia. Ma è giusto così, sono certo che il presidente De Mauro capirà...".
 Questo è uno stralcio della lettera (pubblicata sabato 6 febbraio dal Corsera) con cui Walter Veltroni ha 'ufficialmente' rinunciato a correre per il Premio Strega.

Quindi finisce prima di cominciare la telenovela-Veltroni. Già in autunno, a quasi un anno di distanza dalla finalissima 2010, si era fatto il nome dell'ex leader del Pd come favorito. Poi un lungo silenzio, interrotto giovedì scorso (4 febbraio) dall'intervista di Affaritaliani.it a Tullio De Mauro, presidente dello Strega, sulle novità in vista della nuova edizione. Tra le altre cose, il noto linguista ha anche parlato di 'Noi': "L'ho letto e l'ho apprezzato, come ho apprezzato altri romanzi  in uscita quest'anno...", si era lasciato sfuggire. Passano un paio di giorni, e arriva la lettera di Veltroni... Solo un caso?

L'INTERVISTA INTEGRALE DI AFFARITALIANI.IT A TULLIO DE MAURO: "HO LETTO 'NOI' DI VELTRONI, E MI E' PIACIUTO MOLTO..."

LO SPECIALE

Libri

Speciale libri/ Scrittori, editori, editor, classifiche, interviste, poltrone, recensioni, brani in anteprima, blog, riviste online, notizie, curiosità, anticipazioni. Su Affaritaliani.it tutto sull'editoria

di Antonio Prudenzano

Il Premio Strega fa vendere tanto anche libri destinati, in teoria, a una piccola fetta dei cosiddetti lettori 'forti'. L'esempio più recente è quello di 'Stabat Mater' (Einaudi) di Tiziano Scarpa, discusso (è dir poco...) e non certo 'facile' romanzo vincitore lo scorso anno del premio letterario italiano più ambito (lo Strega, appunto), rimasto nelle posizioni più alte della classifica dei libri più venduti nelle settimane successive al trionfo. Senza il fattore-Strega quasi certamente non sarebbe successo.

Tiziano Scarpa
Tiziano Scarpa

Inevitabile, quindi, che gli editori facciano di tutto per entrare nella cinquina finale e, a quel punto, per vincere. Come pure, che lo Strega (fondato nel 1947 da Guido Alberti e Maria Bellonci, mentre oggi a prendersi cura dello Strega c'è la Fondazione Bellonci) generi ogni anno polemiche sempre diverse e in fondo sempre uguali.

Tutta pubblicità, s'intende. E lo sa bene Tullio De Mauro, notissimo linguista classe '32, dal settembre 2007 presidente dello Strega (prima di lui il suo incarico era affidato alla 'mitica' Anna Maria Rimoaldi ), che nell'intervista concessa ad Affaritaliani.it parla del presente e del futuro del premio.

Veltroni
Walter Veltroni

Quest'anno, a differenza del precedente, le polemiche non sono ancora cominciate (a parte quelle nate dopo l'indiscrezione secondo cui Rizzoli sta lanciando la 'candidatura' allo Strega di Walter Veltroni, autore di 'Noi', romanzo di cui parla anche De Mauro nell'intervista...). Ma niente paura, cominceranno presto, e dopo tutto forse è questo il bello. I 400 'Amici della Domenica' (ogni libro in gara deve essere presentato da due di questi giurati eccellenti e anonimi solo sulla carta) e il mistero aulente d'intrighi che li circonda, sono in sè una suggestiva 'invenzione' letteraria, che contribuisce a conferire irresistibile fascino allo Strega...

Qui di seguito, l'intervista a Tullio De Mauro

Tullio de Mauro Strega
Tullio De Mauro
Tullio De Mauro, all'indomani dell'ultima edizione dello Strega, una delle più 'difficili' degli ultimi anni, lei parlò di un possibile "allargamento a rotazione della platea dei giurati con 'lettori forti' sparsi per l'Italia".
Il suo proposito ora è diventato realtà...
"Sì, grazie a un accordo con l'Associazione librai, avremo da quest'anno in aggiunta ai 400 tradizionali Amici della Domenica trenta lettori designati da altrettante librerie italiane tra i loro lettori 'forti'. I lettori ruoteranno da un anno all'altro fino a coprire le circa trecento grandi librerie italiane. Continua inoltre ad allargarsi la schiera dei 'voti collettivi' espressi ciascuno da un gruppo di lettori dei comitati italiani della Dante Alighieri, degli studenti dei licei di Roma e Benevento, del liceo bilingue Einstein di Berlino, degli  istituti italiani di cultura di Tokyo, Sidney, Vienna, Mosca ecc.".

Da sempre si parla dell'influenza più o meno indiretta dei grandi gruppi editoriali nei confronti dei giurati. Nelle ultime tre edizioni si è imposto il gruppo Mondadori. A questo proposito, lei ha dichiarato che "la grande concentrazione editoriale porta i grandi gruppi a poter offrire ai lettori una scelta di autori più ampia", aggiungendo che "i votanti non possono non risentire delle condizioni industriali e del mercato librario". I piccoli editori di qualità, quindi, non hanno speranze?
"Mi auguro proprio di sì, che abbiano speranze e certezze positive. Durante l'anno presentiamo in varie città italiane e agli Amici i libri in uscita e i loro autori, grande o piccolo che sia il rispettivo editore. E gli editori minori sono presenti in forze nella dozzina e, spesso, nella cinquina. Questo è il lavoro suasorio che la Fondazione Bellonci e il comitato direttivo del Premio possono fare e fanno. Il resto, cioè il voto, tocca ai 400 amici, ai gruppi di lettura e ai lettori forti".

Lo scorso anno gli Amici della Domenica non seguirono il suo invito di formulare proposte scritte per migliorare il premio. Dal termine dell'ultima edizione a oggi, ne ha ricevuta qualcuna?
"No, ma ne abbiamo discusso nel comitato direttivo e qualcosa va cambiando".

La sua idea di far mettere in discussione durante l'anno, sul sito dello Strega, le preferenze dei giurati sui libri in uscita come fanno i gruppi di lavoro collettivo, è stata raccolta?
"In parte, da quanti partecipano alle presentazioni che organizziamo in corso d'anno e che poi mettiamo nel sito della Fondazione".

Nel 2008, l'altrettanto discussa vittoria di Paolo Giordano con "La solitudine dei numeri primi" ha sdoganato i giovani autori, addirittura gli esordienti, agli occhi dei giurati. Ma è giusto che il nostro premio letterario più importante vada a un autore alle prime armi, che deve ancora dimostrare una 'tenuta' a lungo termine?
"Per la verità la vittoria di Giordano è stata così inattesa a inizio anno e così netta tra Amici e gruppi di lettura che non mi pare abbia suscitato particolari polemiche. Rea è un grande della nostra letteratura. Il libro di Giordano è piaciuto di più. Gli anni ci diranno. Quanto al giusto e ingiusto, non c'è una Corte costituzionale che valuti la legittimità del voto. I votanti scelgono un libro e un autore che a loro piace. Gli storici della letteratura faranno a loro tempo il loro lavoro".

Lo scorso anno lei a quale libro avrebbe dato lo Strega?
"Non ricordo più bene...".

Cosa spinge un intellettuale del suo livello a farsi sottrarre tempo prezioso dallo Strega e dalle sue polemiche?
"Gli stessi motivi che mi spingono a occuparmi di educazione linguistica nelle scuole, di apprendimento per tutta la vita e di promozione della lettura, in un paese che nel confronto europeo soffre gravi deficit in tutti questi settori".

Più in generale, i premi letterari e lo Strega in particolare, oggi servono solo a far vendere più copie, o conservano ancora un prestigio letterario autentico?
"Il Premio Strega serve all'una cosa e all'altra. Di altri premi so poco. Ma, per scrivere una breve nota introduttiva al quarantesimo volume della collana Strega del Club degli Editori, mi è solo accaduto di vedere che lo Strega supera di dieci, dodici volte le citazioni di altri premi autorevoli e significativi reperibili in internet".

Che momento sta vivendo la letteratura italiana?
"Difficile a dirsi a distanza tanto ravvicinata. Ci vuole tempo, parecchio tempo, perché si delineino i tratti di un periodo letterario e si affermino i classici".

Tra i 'nuovi' autori, quali sono a suo avviso quelli destinati 'a durare'?
"Penso che lo siano quasi tutti i selezionati nelle 'dozzine' che concorrono (allo Strega, ndr)".

Per chiudere, una curiosità: ha letto 'Noi', l'ultimo romanzo di Veltroni?
"Sì, l'ho letto e l'ho apprezzato, come ho apprezzato altri romanzi  in uscita quest'anno...".


 



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