Gianluca Rubertis ("Il Genio") ad Affaritaliani: "Pop Porno? E’ nata come un gioco. Però grazie a quel pezzo in tanti ci hanno scoperto…"

Mercoledì, 15 ottobre 2008 - 18:20:00


Tormentoni/ Simona Ventura? E' un "Pop Porno", Ascolta la hit del momento


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Dall’underground a Mtv, fino all’invito a “Quelli che il calcio” di Simona Ventura. Tutto nel giro di pochi mesi. E tutto grazie alla canzone del momento, “Pop Porno”. Loro (entrambi leccesi) sono un lui, Gianluca De Rubertis (voce, chitarra e tastiere), e una lei, Alessandra Contini (voce e basso): più semplicemente, “Il Genio”. Ascoltando “Pop Porno”, il loro singolo (scaricatissimo e passatissimo da radio & tv), a qualcuno potrebbe venire in mente quella “Je t’aime… moi non plus” della coppia Serge Gainsbourg-Jane Birkin; in realtà “Il Genio” è (sono) molto di più.  Dopo i Baustelle, un altro grande esempio di pop d’autore di successo in Italia. Melodie orecchiabili si ibridano a testi di un’ironia allusiva mai banale. E al di là del singolo, il disco omonimo offre molto altro: ad esempio, l’incalzante “Non è possibile”, o l’originale “Una giapponese a Roma”.
Abbiamo sentito la “metà maschile” del progetto, Gianluca De Rubertis.

Come state vivendo quest’inattesa popolarità?
"Assolutamente restando con i piedi per terra. Questo successo che stiamo ottenendo non ci cambierà in alcun modo. Certo, è piacevole, non si può mica negarlo".

Com’è nata “Pop Porno”, la canzone del momento?
"Per pure divertimento. Per me e Alessandra scriverla è stato un gioco. Quando la stavamo preparando non pensavamo che potesse piacere così tanto. Poi, quando è diventata un piccolo tormentone, abbiamo capito che probabilmente già in partenza era un pezzo di grandi potenzialità".


Il Genio

Anche il video del vostro singolo-tormentone piace moltissimo...
"L’idea ci è venuta dopo aver visto una scena di un film di Godard, “Vivre sa vie”, del 1962. Poi, il regista, Stefano Mordini (che nel 2005 ha diretto il film cult “Provincia Meccanica”, con Stefano Accorsi e Valentina Cervi ndr) ha sviluppato l’idea in maniera secondo me molto originale".

Quali canzoni del disco consigliereste a chi ancora non vi conosce?
"Un attimo che ci penso… sì, dico ancora “Pop Porno”, non ce la vogliamo tirare citando pezzi ancora poco conosciuti…(risate)"

L’esperienza live come sta andando?
"Molto bene. E presto con noi sul palco ci saranno altri due musicisti".

Quindi, in vista del prossimo disco, non sarete più solo voi due...
"No, saremo quattro. Il primo disco è nato in duo per esigenze logistiche. L’abbiamo scritto in casa, eravamo io e Alessandra, e ci è venuto naturale usare le basi di batteria al computer senza coinvolgere altre persone. Ora, però. grazie a questa improvvisa notorietà, abbiamo la possibilità di ampliare il gruppo, e non ce la vogliamo lasciare sfuggire".

Cambieranno i suoni, quindi. Magari saranno un po’ più rock?
"Normale, visto l’aumento dei componenti. L’elettronica, comunque, resterà sempre fondamentale. Stiamo già scrivendo le nuove canzoni insieme…".

Cosa ne pensate della musica pop di oggi in Italia? Quali gruppi ascoltate?
"Sono tanti i gruppi italiani che ci piacciono. Uno che ascoltiamo volentieri è Bugo, ad esempio. Eppoi siamo legati a tanti altre band più di nicchia. Poi noi veniamo da una scena salentina piuttosto vivace, di cui fanno parte anche gli stessi “Studiovavoli” (l’ex gruppo di De Rubertis, ndr). Solo per un caso siamo momentaneamente usciti da quella realtà…".

Prima di “Pop Porno” che facevate?
"Io mi sono laureato in lettere, poi ho subito cercato di vivere di musica, e finalmente ora comincio a riuscirci. Alessandra invece era al Dams. Poi ha lavorato come scenografa. A un certo punto ha deciso di cambiare strada, ed è stato in quel momento che ci siamo conosciuti ed è nata l’idea di suonare insieme".

Ma “Il Genio” è anche una coppia nella vita?
"No, siamo solo ottimi amici, visto che abbiamo vissuto tanto tempo nella stessa casa condividendo oltre a l resto anche la realizzazione di un disco…".

Per chiudere, com’è vivere a Milano?
"In realtà per me qui la vita non è molto diversa da quella che conducevo a Lecce. Certo, Milano ha un’offerta culturale senza limiti. Qui posso soddisfare tutti miei interessi".

Antonio Prudenzano

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