di Benny Manocchia
Buono e cattivo nello stesso tempo, attento osservatore della vita di Hollywood, dei suoi personaggi, Kenneth Anger, ex ragazzo-prodigio e poi bravissimo regista, raccoglie in un libro (Hollywood Babylon) un po' delle sue esperienze. Pubblicato per la prima volta negli anni 80, Hollywood Babylon ebbe anche un seguito. Ora il libro è stato ripubblicato e sta suscitando clamore in America. Secondo Kenneth,Hollywood è un mondo simpatico, guasto, intoccabile e fragile, popolato di persone non comuni, totalmente diverse dal resto della società, pronte a fare tutto per aiutarsi a vicenda ma anche pronte a scannarsi. Nella lista delle donne di Hollywood mette bene in vista Rita Hayworth, la più sexy, la più amata, la più desiderata delle star anni 50; con 5 mariti e un numero rilevane di amanti, Margarita Cansino ha conosciuto la "vera felicità nella vita". Il morbo di Halzheimer la tolse dalla circolazione, ma Rita rimane nella memoria di molti. Marylin Monroe era una "debole", una bambina fragile che non ha mai rifiutato il suo amore intimo con chi la conosceva. Come attrice era bravissima anche se ingabbiata nel solito ruolo di "bionda sciocca". A Hollywood l'amavano tutti e lei contraccambiava.
Di Grace Kelly il ringhioso Anger ricorda un favoloso spogliarello eseguito dopo una provocazione del regista Alfred Hithcock. Grace non poteva fare a meno di amare tutti gli attori (uno alla volta) dei film in cui lavoravano insieme. Nel film "Il postino suona semrpe due volte", Lana Turner in una scena indossava un paio di calzoncini bianchi molto corti. Una volta, alzatasi dal seggiolino sul set, John Garfield le urlò ridendo: "Lana,you have your rag on" (Lana hai il tuo ciclo). Infatti il sedile dei pantaloncini era pieno di sangue...
 Kenneth Anger
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Faye Dunaway era una peste assoluta: interrompeva le scene, urlava per ottenere qualcosa, parlava sempre sul set. Bravissima come attrice, Faye "venne calmata da Marcello Mastroianni...". Anger parla di Orson Welles definendolo:un grande attore dalle stelle alle stalle. Di Howard Hughes, l'uomo piu' ricco del secolo scorso, scrive un commento poco chiaro: doveva morire per capire di essere vivo.