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L'associazione Rototom replica su Affaritaliani.it al sottosegretario Giovanardi

"Giovanardi tenta goffamente di buttarla in politica, ma evidentemente ignora che iI più prezioso alleato del festival in questi anni è stato proprio il sindaco di Osoppo Luigino Bottoni di Forza Italia e ora del PDL. Il Sunsplash è un festival sostanzialmente libero dalle droghe pesanti, come ricononosce la stessa procura nell'avviso di garanzia consegnatoci, agevoleremmo l'uso della marijuana poichè combattiamo efficacemente la diffusione di droghe pesanti"

Giovedí 12.11.2009 14:46

IL TESTO INVIATO ALLA REDAZIONE DI AFFARITALIANI.IT DALL'ASSOCIAZIONE ROTOTOM, CHE REPLICA A CARLO GIOVANARDI, INTERVISTATO IERI (LEGGI QUI L'INTERVISTA AL SOTTOSEGRETARIO)

Capiamo che questi siano giorni particolarmente difficili e confusi per Carlo Giovanardi, e le irresponsabili e offensive dichiarazioni rilasciate su Stefano Cucchi lo testimoniano ampiamente, ma pensiamo che anche questa volta il sottosegretario abbia perso l'occasione buona per tacere.

 Approfittiamo della pazienza dei lettori per chiarire alcuni punti.

Giovanardi tenta goffamente di buttarla in politica, ma evidentemente ignora che iI più prezioso alleato del festival in questi anni è stato proprio il sindaco di Osoppo Luigino Bottoni di Forza Italia e ora del PDL, che con la sua amministrazione di centro destra in tutti i modi ha cercato di trattenere il festival in Friuli, e che proprio a settembre ha licenziato un ordine del giorno approvato dal consiglio comunale all'unanimità che meglio di nessuna altra parola descrive il nostro festival. E evidentemente dimentica altre autorevoli figure del centro destra friulano come per esempio Alessandro Colautti (presidente di commissione regionale) e il Sen. Ferruccio Saro, entrambi dello stesso partito di Giovanardi, che a più riprese hanno preso le difese del festival lodandone non solo i benefici economici che il Sunsplash porta al Friuli Venezia Giulia ma la sua stessa innegabile portata culturale. Infine, la stessa regione governata dal centro destra nel 2009 -sarebbe stata pronta a riconfermarsi anche nel 2010, come da dichiarazioni recenti dell'Ass. alla Cultura Molinaro- ha attribuito alla manifestazione il carattere di "evento di valenza regionale", assegnandole contributi e tutelandola in più sedi. Il Sunsplash è di tutti, altro che "roba del PD"...

  Il "nostro" poi distorce clamorosamente i dati relativi agli arresti e ai sequestri. La verità è un altra: nel 2009 a fronte di un "accanimento di sorveglianza" senza pari, che ha visto impiegati centinaia e centinaia di agenti in divisa e in borghese, a tutte le ore del giorno e della notte, e per tutti gli undici giorni del festival, i risultati sono stati ben diversi da quelli sbandierati dal sottosegretario: i numeri ufficiali parlano di 46 arresti e 2 kg di marijuana sequestrata, ripetiamo, in 11 giorni di attività instancabile e soprattutto all'interno di un'area di 25 ettari, come il parco del Rivellino, che ha accolto nell'ultima edizione 150.000 persone. 46 arresti, la gran parte per piccole quantità di canapa, e 2kg di canapa sequestrata su 150.000 presenze. Se lo stesso zelo investigativo fosse utilizzato in autorevoli luoghi della politica italiana forse i risultati non sarebbero poi così dissimili.

  Peggio: solo la ferocia ideologica che anima Carlo Giovanardi può permettergli di ignorare una verità importantissima: grazie al sistema di sicurezza interna del Rototom Sunsplash -e a un investimento del festival su questo aspetto delicatissimo che si aggira sui 200.000 euro annui- il Sunsplash è un festival sostanzialmente libero dalle droghe pesanti, come ricononosce la stessa procura nell'avviso di garanzia consegnatoci -agevoleremmo l'uso della marijuana poichè combattiamo efficacemente la diffusione di droghe pesanti- e come riconosce involontariamente lo zar antidroga: in 16 anni di storia, su un milione di presenze complessive stimate, sono stati sequestrati 400 gr di cocaina. Meno di 30 gr all'anno, meno di 0,00000001 gr per partecipante alla manifestazione...

Un risultato importantissimo, che come riconoscono procura e carabinieri, è merito sostanziale della nostra organizzazione. Che ha sempre collaborato attivamente con le forze dell'ordine, come ci viene riconosciuto dagli stessi esponenti dell'arma: "Quest'anno il festival si è svolto regolarmente e riteniamo che questo sia dovuto all'intenso lavoro preparatorio svolto in stretta collaborazione con l'organizzazione" (Capitano Bonometti, 17 luglio 2008).

Ci fosse ancora buon senso nel nostro paese saremmo presi a modello positivo, a buona pratica da imitare. Non in Italia, evidentemente.

  La verità è che in Italia, come ci ha ricordato l'avvocato di Berlusconi, Carlo Ghedini, la legge è uguale per tutti, ma la sua interpretazione NO.
  Se fosse applicato lo stesso metro di giudizio con cui viene misurato il Sunsplash a stadi, discoteche, eventi musicali e culturali, sedi istituzionali, circoli privati e locali pubblici, VILLE IN SARDEGNA E PALAZZI ROMANI (il nome di Gianpaolo Tarantini dice niente?) chiuderebbe mezza Italia. La droga esiste, ovunque, da sempre, ma al Sunsplash meno che in altri luoghi.
  E l'unico risultato della scellerata legge che porta il nome del sottosegretario e che tanti lutti sta provocando (Cucchi, Bianzino, Aldrovandi e la lista è ancora lunga) è quello di aver aumentato ancora di più la loro diffusione, producendo un boom della cocaina senza pari in Europa.
  Il punto allora è un altro: col pretesto della marijuana, si vuole cancellare un evento culturale che ha il coraggio di parlare di pace, libertà, uguaglianza, antirazzismo, modelli di sviluppo, diritti civili, rispetto dell'ambiente. Coinvolgendo alcuni fra i più autorevoli artisti, intellettuali, uomini di chiesa e studiosi d'Italia e d'Europa, come la solidarietà che stiamo raccogliendo in questi giorni difficili testimonia ampiamente. Questo è il nostro peccato più grande agli occhi di quei pochi che, senza mai essere stati al festival, ci riversano addosso la loro cupa e ipocrita visione del mondo.
  Ma il Sunsplash è gioia di vivere, è abitudine al confronto, è attitudine al pensiero critico, e grazie alle centinaia di migliaia di persone che lo hanno reso grande in questi 16 anni, il suo straordinario pubblico di tutte le età e di tutti i paesi, non potrà certo essere "il cattolico imbruttito dal rancore" Carlo Giovanardi -cit. da Francesco Merlo, Repubblica- a poterlo fermare.

Ass. Culturale Rototom



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