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Spettacoli
La nuova tv parte dal vecchio. Ma Clerici e Insinna resistono

Con settembre partono in tutte le televisioni e in tutte le reti i nuovi programmi. Alcuni hanno confermato per tempo i contratti in esclusiva e i relativi conguagli di prestazioni, come ad esempio Fabio Fazio. Sono quei “big” della beneamata tv pubblica, cioè la Rai, l’unica che può erogare contratti sotto sorveglianza e accurato riscontro da parte della critica, pubblica o meno.  Ma è ancora tutto fermo a livello di quegli “extra big” che devono assistersi ai massimi livelli, tipo Presidenza del Consiglio di Amministrazione i quali vivono come in un’atmosfera sospesa, ma in realtà in un precario stato di confusione e in attesa di essere nominati “presidente” o “capo”, di assidersi nella migliore poltrona e nella migliore stanza al 7° Piano di Viale Mazzini in sostituzione di Monica Maggioni e del direttore generale Mario Orfeo.Si parla soprattutto di Marcello Foa (un nome che evoca altri esponenti del passato) ma in quanto a lui pur sempre un giornalista-manager anche se proveniente dal Corriere del Ticino e al quale spetterebbe nominare i responsabili dei Tg, che costituiscono la chiave di volta di tutto il sistema televisivo pubblico, in quanto controllato da Governo e  Parlamento (quali che siano e quali escono dalle urne e dai seggi), da feudatari e oppositori e che in realtà con il TG-Uno mantiene il primato degli ascolti (o delle “vedute”), come si può constatare dall’elenco puntualmente rilevato dagli indici. In attesa che l’attuale Governo sciolga in qualche modo i nodi, assumono di giorno in giorno maggiore interesse e forma i nuovi programmi di Rete (o meglio i programmi che vanno dall’autunno imminente alla prossima estate) e che dovrebbero indurre i cittadini – e soprattutto i giovani – a piazzarsi davanti allo schermo, in  compagnia o meno dei familiari, dei genitori o addirittura dei nonni, salvo che non preferiscano piantare lo sguardo sui telefoni o rifugiarsi nei bar quando si trasmettono le partite.

Lo sguardo comune va comunque lontano e si fissa su eventi come Sanremo, ovvero “Il Festival della Canzone italiana” – evento ineliminabile, chiave di volta di tutto il programma televisivo –o su “Ballando con le stelle” che ignora puntualmente le mezze figure, va alla ricerca di “tipologie extra-spettacolo”  su cui la natura talvolta si diverte. Di volta in volta si tratta dello scomparso genio teatrale Giorgio Albertazzi, del fenomeno canterino Rita Pavone e così via o di big litigiosi. In ogni caso si tratta di eventi troppo lontani, sui quali si deve peraltro lavorare fin da subito. Per il resto è inutile e forse superficiale rilevare che i nuovi palinsesti, ad onta delle proclamazioni e dei propositi,  ricalcano vecchi sentieri, ignorano trasmissioni che hanno fatto il loro tempo e sono state dimenticare o non hanno ottenuto audience, ma vengono resuscitate sperando che possano ripercorrere le antiche strada del successo. Bastano alcun su tutte, Mara Venier viene resuscitata e deificata come icona presentatrice  di Domenica IN – una trasmissione appunto negletta fin dai tempi di Pippo Baudo. La “vecchia” – televisivamente parlando -  signora che è stata vista pure all’Ospedale Gemelli per un opportuno controllo del suo stato psico-fisico, e che in un modo o nell’altro, tra Isola dei Famosi, l’intramontabile Maurizio Costanzi, e varie “comparsate” non è mai stata bandita dal piccolo schermo, ha accettato solo una piccola parte della Domenica, e cioè la prima e unica, quando c’è da fare la presentazione e un’intervista.

Da par sua, per eguagliare l’età, per la prima puntata ci attendiamo un abboccamento con Gina Lollobrigida che chiusa la parentesi sull’eredità e sulla sua villa sull’Appia npn ha altro da raccontare.. Starà agli spettatori giudicare, ma saremo scusati se non riusciamo a comprendere di quale “vendetta” parli la storica icona televisiva quando afferma che il suo ritorno in Rai è una “vendetta”. Non è da meno Antonella Clerici. Dopo molti anni e dopo aver condotto al successo sia “La prova del cuoco”, trasmissione quotidiana, che se stessa, le è stata addirittura affidata quella antesignana dell’intrattenimento che fu “Portobello”, nome col quale il solare e sorridente Enzo Tortora, poi finito nelle infauste e false spire della droga, elesse a protagonista un pappagallo. Bisognerà vedere come reagirà ora l’arguta bestiola. Per fortuna che all’Antonella nazionale le è stata affidata un’altra trasmissione di rincalzo. Ma alla “prova del cuoco” – sembra che in Italia siano tutti “chef” -  portata al successo dalla Clerici, con indiscusse retribuzioni, subentra un’altra donna, della quale da tempo si faceva il nome, alla faccia della riservatezza, Si tratta di Elisa Isoardi, finora al soldo della stessa rete, al mattino, sempre in tema di economia domestica, di scelta di prodotti, di prezzi. Ma anche qui si pongono interrogativi. La Isoardi – è ben noto  - è la partner ufficiale, anche se si vede poco, del Vice Premier della Lega, Matteo Salvini. Finora non si era mai visto che due persone siedano l’una al governo l’altra in tv. Magari alla stessa ora. Non è colpa di nessuno dei due. Isoardi ha faticato a lungo in impegno e bravura prima di arrivare a quel posto. Forse le sarebbe convenuto di più un’altra sistemazione, dove la visibilità sarebbe stata minore. Certo che nessuno può insinuare dubbi che ci sia stato un aiuto reciproco. Elisa è stata discreta per molto tempo, ha preferito stare due passi dietro fino a quando il leader leghista non abbia deciso di  fare le vacanze con lei a Ischia e di affittare un appartamento comune nel pieno centro di Roma. Se non che qui si pone un altro problema. Ed è quello dei tanti parenti che lavorano in Rai, ente finanziato dallo Stato, dalla bolletta elettrica e dalla pubblicità. Un vero e proprio paradiso fiscale dove peraltro sembra che sia arrivato il momento di indagare e far valere i meriti e le capacità, dall’inizio alla fine.    I palinsesti sono stati diffusi dallo stato maggiore di ciascuna emittente in appositi convegni assediati da esperti e interessati. La parte del leone l’ha fatta Rete 4, tra vecchi e nuovi, ora che Berlusconi senior si vuole occupare solo di politica e vuole tenere alta la bandiera di Forza Italia, magari con un incarico di governo, suo o di suoi rappresentanti, finire per sedersi nell’Aula del Senato se ce ne sarà l’opportunità. Tutta la responsabilità televisiva è stata lasciata al figlio Pier Silvio, che ha mostrato finora di saper tenere la barra e che ha assegnato alla sua Tv, alle sue Reti, il primato dell’informazione e non più della vacuità. Con La-7 il manager Urbano Cairo sta in attento ascolto, osserva e trae le conclusioni, mentre apre le porte ai tanti – come Massimo Gilletti, che forse si è sciolto da un cappio per lui troppo stretto, come Giovanni Floris, che ha guadagnato spazio lasciando RaiTre. Personaggi cresciuti in Rai che alla Rai vorrebbero tornare. Mentre tanti, molti, usciti da Rai, desiderosi di tornarci almeno come consiglieri, creano società con le quali cercano di influenzare il mercato. I nomi, qui, formano un esercito. Allo stesso modo alcuni hanno precorso i tempi, temendo tagli e riduzioni, ed hanno sottoscritto in fretta i loro contratti. Ci si può riferire, oltre che alla stessa Clerici, ai due  eccelsi anchorman divulgatori della scienza,i due Angela, padre e figlio, Piero e Alberto, all’intervistatrice  Lucia Annunziata, al giocoso presentatore Flavio Insinna, assolto dai tentati linciaggi verbali ai concorrenti e ansioso di sostituire a L’Eredità l’indimenticabile Fabrizio Frizzi e alla schiera dei presentatori di tutte le ore in tutte le reti. In ogni caso, Sky e altre emittenti sono in agguato. Alcune chiedono perfino di partecipare alla torta del canone.  

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