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Le rockstar dicono addio ai guadagni milionari

Mercoledí 30.07.2008 11:45

E' risaputo che i grandi successi canori del passato vendevano 500mila copie, alcuni arrivavano al mlione. Il successo era dovuto alla bellezza del testo, alla bravura degli artisti, ma anche al basso costo dei 45 giri in vinile. Oggi, per un cd singolo si spendono tra i 7 e i 10 euro, per un album anche 23 euro. Infatti, bastano 10mila copie per entrare nella classifica dei cd più venduti. Questo non significa che gli italiani abbiano smesso di amare la musica. Anzi, la scaricano gratis da siti web come "Peer to peer". Il punto è che hanno smesso di pagare per ascoltarla.

Una prova di questa situazione è la scarsa affluenza di pubblico ai concerti in cui si deve pagare il biglietto. A parte Vasco Rossi, Ligabue e i pochi altri capaci di riempire gli stadi di calcio, la maggioranza degli artisti si esibisce di fronte a due/tremila spettatori. In molti casi, il pubblico è composto da poche centinaia di persone. Stiamo vivendo una crisa economica e la gente preferisce spendere i soldi per cose di prima necessità. Infatti, quando il concerto si svolge all'aperto ed è sponsorizzato dal comune, la piazza è sempre piena. Ricordiamo i 500mila romani che si sono riuniti di fronte al Colosseo per assistere - gratis - al concerto di Elton John.



Elton John ha cantato di fronte a 500mila persone... che non pagavano il biglietto

Di fronte a questa crisi, sorge spontanea la domanda: "Come far risollevare il mercato musicale in Italia?" La prima soluzione, sarebbe abbassare l'Iva sui cd (il 20%), molto più alta che nel resto del mondo. Un cd costa l'equivalente di 7 euro a New York, ben 13 euro in meno rispetto all'Italia. La soluzione è tanto semplice quanto difficile da applicare. Come scrive Luca Goldoni "In Italia la semplicità non è popolare perchè ha un difetto: risolvere i problemi (evitando le discussioni tanto amate dagli italiani)".



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