IL PRIMO QUOTIDIANO ONLINE
HOMEPOLITICAECONOMIACRONACHESPORTMILANOITALIACULTUREIL SOCIALEMEDIATECHSPETTACOLIRUBRICHEFOTO-VIDEOSHOPPINGCASA
Fai di Affaritaliani.it la tua HomeMeteoViaggiOroscopoGiochiMobileMercatiInstalla i gadget di iGoogleInstalla la webslice per Internet Explorer 8Diventa amico di Affaritaliani.it su FacebookSegui Affaritaliani.it su TwitterRimani aggiornato con i nostri RSS

Commenti disabilitati su questa notizia

Perdonatemi ma non piango la morte di Paul Newman. Il ricordo del suo amico Benny

Lunedí 29.09.2008 20:05

di Benny Manocchia

Miti del cinema e sigarette/ Paul Newman, dagli anni della gloria al tumore ai polmoni

Forum/ E' morto il grande Paul Newman. Aveva 83 anni. Il bello di Hollywood ucciso dalle sigarette. Manda il tuo saluto

Cinema/ Le star di Hollywood del passato pagate per fumare dalle multinazionali del tabacco

Perdonatemi ma non piango la morte di Paul Newman. Con lui ho sempre trascorso momenti di pura allegria. Paul accettava uno scherzo  poi, però,cercava subito di ripagarlo.

Nei pomeriggi liberi era solito andare in un luncheonette modesto, non molto distante da casa sua. Sedeva sul seggiolino alla fine del bancone e ordinava un hamburger e una birra. Nell'attesa fumava 2-3 sigarette. Una volta mi avvicinai a lui dal di dietro e forzando un po' la voce dissi: "Scusi, lei è Rober Redford, vero?". Paul stava bevendo la sua birra,s i girò di scatto e facendo finta di scoppiare a ridere mi riversò addosso la sua birra.

GUARDA LA GALLERY

La birra. Paul Newman ne beveva anche 18 al giorno. Era la birra (non facciamo nomi) che preparano nel Colorado con le limpide acque di quelle montagne. Tanta birra e il suo stomaco era piatto come un ferro da stiro. Allora guardavo il mio e... lasciamo perdere. Lui amava fare il gesto di Rocky Graziano che parte con il
destro, ma non mi ha mai colpito.


Un'altra volta, ricordo, Paul si truccò: grossi baffi neri messicani, un cappellaccio non so dove l'abbia trovato, occhiali scuri tenuti assieme con lo spago. Mi si avvicinò mentre camminavo e lui disse con accento messicano: "Senor, por favor, un dolar para my hijo (un dollaro per mio figlio)". Senza nemmeno fermarmi misi la mano in tasca e tirai fuori un dollaro. Lui lo prese e disse nel suo classico accento di Cleveland: "God you're so cheap". (Dio che avarone che sei!). Ridemmo insieme ma non mi ha mai ridato indietro il mio dollaro.

pagina successiva >>



Vota questa notizia:
Media voti:


Condividi > 




GIOCA CON LA COVER GIRL
Cover Girl
I gadget di Affaritaliani.it
Rss
Explorer 8
Facebook
iGoogle


Cinqueallecinque
Il quotidiano del pomeriggio in pdf
Newsletter
Iscriviti alla Newsletter di Affaritaliani.it

inizia la tua ricerca qui