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Spettacoli
Razzini (Warner Chappell): “Da Ermal Metal a Gabbani, rinascono i cantautori”

Roberto Razzini (Warner Chappell Music Italia): “Da Ermal Metal a Gabbani, rinascono i cantautori”. L'intervista


Le iniziative di Warnel Chappell a sostegno degli autori? “Per noi loro sono il riferimento primario del nostro ciclo produttivo, il nostro business quotidiano: operiamo 365 giorni a favore e a sostegno dei nostri autori, con una serie di attività diverse per metterli nella condizione di operare al meglio sul mercato. E cercando di fare il possibile per promuovere le loro opere inedite. Cercando inoltre di andare a trovarne sempre di nuovi e talentuosi sul mercato, così da offrire un ricambio all’offerta creativa che l’autore ha per definizione nella quotidianità”. Lo spiega il managing director di Warner Chappel Music Italia, Roberto Razzini, ad Affaritaliani.it.

In questo momento c’è una creatività crescente in Italia o vede un po’ di appiattimento?
“La musica a me piace immaginarla come lo specchio della società.  È sotto gli occhi di tutti che non viviamo un momento di grande livello socio-culturale nel nostro Paese. Nonostante questo, c’è un livello creativo diverso da quello che poteva essere alcuni decenni fa, ma comunque florido e interessante per il mercato. Ci sono chiaramente dei cicli all’interno dei vari periodi nel nostro settore, che fanno sì che ci siano dei momenti in cui un certo tipo di musica - cantautorale più profonda e ricercata - abbia maggior visibilità rispetto a momenti dove magari, per tutta una serie di esigenze e necessità, è di maggior traino la musica commerciale e popolare. Sono comunque due macro-aree che convivono e viaggiano su binari paralleli”.

E qual è la musica o la macro-area che tira di più in questo momento?
“Stiamo uscendo da un periodo particolarmente florido per tutti quegli artisti usciti dai talent e stiamo tornando a una musica con un’offerta più cantautorale. Non necessariamente il cantautore stile anni ’60-70, però una musica sicuramente più ricercata se scritta da chi la interpreta. E questo è un fattore importante, perché dai talent tendono a uscire interpreti importanti, più difficilmente cantautori. Invece…

Invece?
“In questa fase del mercato abbiamo visto emergere figure come Ermal Metal, Brunori Sas, lo stesso Gabbani che fa una musica un pochino più leggera ma con la caratteristica di essere fuori dai canoni prestabiliti offerti dai talent…”

Com’è riuscito Francesco Gabbani a conquistare i cuori degli italiani in modo così forte?
“Lui è un’artista che ha avuto un percorso importante e un po’ sottotraccia rispetto al mainstream. È uno che ha fatto la gavetta. Ha messo d’accordo tutti quando ha fatto centro, dando equilibrio al suo modo di porsi come artista, con un prodotto di qualità che abbia anche un elemento pop. Ha conquistato l’Italia con il Sanremo dell’anno scorso (quando vinse tra i giovani cantando Amen, ndr) e poi con l’operazione che l’ha portato all’Eurofestival (avendo conquistato Sanremo 2017 con Occidentali’s Karma, ndr). Anche lì c’è un elemento che va al di là della musica o della canzone…”

Ossia?
“C’è un elemento scenografico, di comunicazione.. c'è la scimmia nuda che balla. Ci sono tanti elementi che fanno sì che un dato progetto vada a richiamare l’attenzione. Poi alla fine sono portato a credere, anche per la mia esperienza professionale che vinca sempre la canzone. Però tanto più tu riesci ad essere abile nell’aggiungere degli elementi positivi che possano darti riconoscibilità e possano darti un elemento che ti distingue dal resto dell’offerta di quel momento… più tutto diventa più facile da raggiungere”

Fronte Siae. Ci sono state grandi polemiche nei giorni scorsi. A partire dai 1000 artisti che chiedevano gli venisse ridato l’assegno mensile da 615 euro…
“È un discorso molto complicato che deriva da una situazione molto vecchia di Siae, la differenza tra soci e iscritti. Una stortura all’interno di un meccanismo, che prevedeva che Siae – anziché fare solidarietà – elargisse a una certa categoria di iscritti questo assegno. Con una funzionalità e con un effetto – di fatto – pensionistico. Ma…”

Ma?
“È stato stabilito che Siae non può svolgere questo tipo di attività. Può fare solidarietà, che è cosa ben diversa dal distribuire a pioggia, a tutta una serie di soggetti, un assegno mensile di un valore X uguale per tutti. Assegno che quindi non ha valenza solidaristica. Il Consiglio di Stato ha stabilito che Siae non può svolgere questa funzione.  Ora è chiaro che chi ha sempre percepito questo assegno – e ora si trova a non averlo più - giustamente sente il problema. Ma tale problema va risolto a monte, intervenendo a livello legislativo nel creare, per conto degli autori, una sorta di cassa di previdenza. Ma è questione totalmente diversa dalla gestione di Siae e, soprattutto, da quella che è una attività solidaristica nei confronti dei propri iscritti meno abbienti e più bisognosi”

Servirebbe una riforma delle pensioni per gli autori…
“Gli autori non hanno pensione. È una delle pochissime categorie di lavoratori che non ha un fondo pensionistico di categoria e si deve organizzare da solo. E questo è un grosso problema. Ma per legge non può farlo Siae. Gli autori devono riuscire a organizzarsi per dotarsi, come tante altre categorie professionali, di uno strumento che possa soddisfare queste esigenze”

Tags:
roberto razziniwarner chappelermal metalfrancesco gabbanisiae

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