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Spettacoli
Arbore ipnotizza e travolge Milano. E annuncia il ritorno in Rai

Renzo Arbore come il vino, col passare del tempo migliora.

Performance straordinaria dello showman pugliese a Milano, nell’austero teatro Arcimboldi. Tre ore fitte fitte di intrattenimento di grande qualità, tra melodie storiche della canzone napoletana e swing, vecchi successi televisivi e spiritosaggini autoironiche, aneddoti e ricordi. L’avvocato foggiano mantiene tutto il suo appeal in palcoscenico, tenendo la scena da grande musicista e grande istrione.

RENZO ARBORE CANTA MODUGNO NEL CONCERTO A MILANO. VIDEO DI ANGELO MARIA PERRINO

E’ circondato da 15 talentuosi musicisti: “...all stars” come ama definirli egli stesso, tra i quali spiccano l’appassionato canto di Gianni Conte, la seducente voce di Barbara Buonaiuto, quella ironica di Mariano Caiano e i virtuosismi vocali e ritmici di Giovanni Imparato. E poi ancora: la direzione orchestrale e il pianoforte di Massimo Volpe, fisarmonica e piano di Gianluca Pica, le chitarre di Michele Montefusco, Paolo Termini e Nicola Cantatore, le percussioni di Peppe Sannino, la batteria di Roberto Ciscognetti, il basso di Massimo Cecchetti e, dulcis in fundo, gli struggenti e festosi mandolini di Nunzio Reina, Salvatore Esposito, Salvatore della Vecchia.

RENZO ARBORE AL TEATRO ARCIMBOLDI. VIDEO DI ANGELO MARIA PERRINO

Con grandissimo rigore formale, nonostante il tono allegro e scanzonato e un perfetto gioco di squadra capace di alternare l’assolo che strappa l’appaluso a una creatività e fantasia corale negli arrangiamenti, l’Orchestra italiana ipnotizza il difficile pubblico milanese che viene coinvolto ed elettrizzato al punto da improvvisare canti, cori battimano e perfino balli culminanti in un sorprendente trenino, come in una festa di compleanno. Imperdibile e davvero unico questo giovanottone di 82 anni ormai famoso in tutto il mondo, vero ambasciatore di italianità e cultura popolare.

RENZO ARBORE IN CONCERTO A MILANO. VIDEO DI ANGELO MARIA PERRINO

Si chiude a mezzanotte, dopo bis ad oltranza con Arbore che si congeda tra gli applausi, consolando il pubblico mai pago: ci vediamo in tv. E annuncia il suo ritorno in Rai con tre puntate di remake degli spettacoli realizzati in giro per il mondo di due ore l’una su Rai 5.

RENZO ARBORE, CONCERTO A MILANO. VIDEO DI ANGELO MARIA PERRINO

RENZO ARBORE, I CONCERTI CON L'ORCHESTRA ITALIANA A BERGAMO E A MILANO

“La scaletta del concerto - spiega Renzo Arbore - coniuga il nuovo e l’antico suono di Napoli: voci e cori appassionati, girandole di assoli strumentali, un’altalena di emozioni sprigionate dalle melodie della musica napoletana che evocano albe e tramonti, feste al sole e serenate notturne, gioie e pene d’amore”. “Al suono di “Reginella”, ad esempio - aggiunge lo showman - vedo il pubblico (di tutto il mondo) cantare a squarciagola il ritornello di questo celebre brano e, magicamente, farsi trasportare proprio là (a Napoli) nella terra da dove quelle emozioni sono partite”. 

Lo showman italiano più conosciuto al mondo gira ininterrottamente con la sua Orchestra, da un’estremità all’altra, agli Stati Uniti alla Cina, dal Messico al Canada con innumerevoli concerti acclamatissimi ovunque in un clima da record. In questi anni Arbore - facendo presa sul pubblico di qualsiasi latitudine - ha ottenuto tantissimi premi e riconoscimenti, quantità di spettatori, cifre da “capogiro” che hanno premiato lo spirito assolutamente travolgente e contagioso dell’artista.   

Renzo Arbore L'Orchestra Italiana orizzontale 2
 

Renzo Arbore L’Orchestra Italiana approda, accolta sempre con un entusiasmo senza pari, in molti dei più prestigiosi teatri d’Italia e del resto del mondo: New York, Londra, Parigi, Mosca, Tokyo, Caracas, Buenos Aires, San Paolo, Rio de Janeiro, Toronto, Montreal, Sidney, Melbourne, Pechino, Shanghai… e addirittura in questi ultimi anni sembrerebbe essersi rafforzato il ruolo per così dire “istituzionale” dell’Orchestra Italiana con Arbore ormai diffusamente riconosciuto come autentico “ambasciatore” della musica e della cultura “italiana” nel mondo. Renzo Arbore è circondato da 15 talentuosi musicisti: “…all stars” come ama definirli egli stesso, tra i quali spiccano l’appassionato canto di Gianni Conte, la seducente voce di Barbara Buonaiuto, quella ironica di Mariano Caiano e i virtuosismi vocali e ritmici di Giovanni Imparato. E poi ancora: la direzione orchestrale e il pianoforte di Massimo Volpe, fisarmonica e piano di Gianluca Pica, le chitarre di Michele Montefusco, Paolo Termini e Nicola Cantatore, le percussioni di Peppe Sannino, la batteria di Roberto Ciscognetti, il basso di Massimo Cecchetti e, dulcis in fundo, gli struggenti e festosi mandolini di Nunzio Reina, Salvatore Esposito, Salvatore della Vecchia. Il tour di Renzo Arbore L’Orchestra Italiana è prodotto dalla “Gazebo Giallo” e dalla “Galileo Galilei Production Tv Srl”.   I concerti di Bergamo (14/5) e di Milano (16/5) sono stati realizzati in coproduzione con SHOWBEES. RTL 102.5  è media partner ufficiale del tour.  

RENZO ARBORE, LA CARRIERA

E’ considerato l’Artista-personaggio più eclettico e carismatico nel mondo dello spettacolo, della musica e dell’intrattenimento radiofonico-televisivo in Italia. Autore, conduttore e regista di programmi televisivi, showman, regista cinematografico, musicista-interprete, autore e compositore di canzoni, giornalista e critico musicale, inventore di nuovi generi, nonché infallibile scopritore di talenti (televisivi, musicali e cinematografici, uno per tutti: Roberto Benigni) a lui è riconosciuto il merito di aver creato uno stile e un linguaggio proprio, “arboriano”, per una radio/televisione “altra”, una radio/televisione “d’autore”,divertente e  al tempo stessa intelligente, mirata al gradimento sincero da parte del pubblico. 

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Nasce nel 1937 a Foggia dove compie gli studi classici e poi si trasferisce a Napoli dove si laurea in Giurisprudenza. Contemporaneamente coltiva la sua grande passione per il Jazz (collezionando dischi e suonando il clarinetto nei jazz-club) ed in particolare per la “Canzone Classica Napoletana” ed i suoi grandi interpreti ed autori come Roberto Murolo e Renato Carosone. Risiede a Roma dal 1964 ma per lavoro e per … curiosità … è continuamente in giro per il mondo. Nei suoi 50 anni di carriera legati professionalmente ed affettivamente alla RAI Radiotelevisione Italiana, il principale media-laboratorio, archivio e snodo della cultura dell’Italia, ha firmato e condotto numerose trasmissioni, in radio e televisione, di impareggiabile successo, alcune delle quali considerate da varie generazioni di pubblico come massimo esempio di spettacolo d’intrattenimento divertente, innovativo ed intelligente. 

Come disc-jockey/presentatore/autore Radio RAI, ricordiamo:
“Bandiera Gialla” (1965), “Per Voi Giovani”(1967/68), “Alto Gradimento”(1970/81). Come presentatore/regista/autore della RAI TV, ricordiamo:  “Speciale per Voi” (1969/70) - “L’Altra Domenica”(1976/79) - “TelePatria International“(1981) - “Tagli ritagli e frattaglie”  (1981) - “Cari amici vicini e lontani”(1984), “Quelli della notte”(1985) - “Indietro tutta”(1987/88) - “D.O.C.”(1987/88) - “International D.O.C. Club”(1988/89) - “’Na voce ‘na chitarra”(1990) - “Cantanapoli, Napoli Internazionale”(1992) - “Caro Totò… ti voglio presentare…”(1992) - “Speciale per me… ovvero meno siamo meglio stiamo” (2005). “Indietro tutta! 30 e l'ode” (Rai 2, 2017); “Guarda...Stupisci” (Rai 2, 2018). 

Come musicista interprete/autore e compositore di canzoni, ricordiamo soprattutto: 
“Ma la notte no” e “Il Materasso”(1985), sigle del programma televisivo “Quelli della notte” incluse nell’omonimo album presto diventato un grande successo. ”Smorz e ‘llights” (1982) e “Il clarinetto” (1986): due canzoni con le quali fa rinascere il filone della “canzone umoristica”e che forse più di tutte le altre lo rappresentano come musicista/clarinettista ed ironico showman; proprio con “Il Clarinetto” arriva  al secondo posto al Festival di Sanremo dopo Eros Ramazzotti. E poi ancora “La vita è tutta un quiz” e “Vengo dopo il tiggì” (1987/88), famose sigle del programma televisivo “Indietro tutta” incluse nell’album “Discao Meravigliao”. Come regista ed attore cinematografico, si è cimentato con successo con due pellicole divenute in Italia dei veri e propri cult movie. Il primo, “IL PAP’OCCHIO”(1980), dedicata al Papa e al catechismo e l’altro, “FFSS” (1983), dedicata a Federico Fellini., entrambe commedie stravaganti e divertenti, con la partecipazione del futuro “premio Oscar” Roberto Benigni.   

Dal 2002 si è dedicato anche alla riscoperta e al rilancio dell’“italian swing” suonando, assieme a talentuosi musicisti jazz italiani (da lui battezzati “Swing Maniacs”), alcune tra le  più suggestive ballad italiane  e scatenati jive. Nascono così prima due album (entrambi Dischi d’Oro) pubblicati dalla Warner: “Tonight Renzo Swing” (2002) e “Vintage…ma non li dimostra” (2005) ed una lunga e acclamata tournée e poi un album pubblicato dalla Sony Music nel 2013  “My American way” ed un DVD+2CD live dal titolo emblematico “Io faccio ‘o Show”, pubblicato da Sony Music a novembre del 2015, tratto dal memorabile concerto al Teatro Regio di Parma del 2002. Dopo differenti generi per la radio, la televisione, la musica e il cinema, ha dedicato questi ultimi 25 anni della sua carriera alla valorizzazione e al rilancio della Canzone Napoletana Classica in Italia e all’estero, fondando nel 1991 “L’Orchestra Italiana”, un originale ensemble di 15 musicisti, tutti grandi solisti del proprio strumento (chitarre, mandolini, fisarmonica, pianoforte, tamburi, tamburelli e voci).    

Un sogno-scommessa di Arbore che si è così presto tramutato in una vera e propria “mission”: rivalorizzare e promuovere la musica italiana più internazionalmente conosciuta, rappresentare internazionalmente al meglio “l’immagine dell’Italia”, sia sotto il profilo della promozione dei Beni Culturali che delle “eccellenze” nei vari campi, suscitare e consolidare attenzione, simpatia e rispetto verso il nostro Paese. E così, dopo il debutto internazionale de “L’Orchestra Italiana” al prestigioso Montreux Jazz Festival (1991), in cui Renzo Arbore fu battezzato da Quincy Jones come “The new italian renaissance man”... della musica e dello spirito creativo italiano, seguono centinaia e centinaia di concerti nei principali teatri e piazze d’Italia  e poi  quelli indimenticabili al Radio City Music Hall, al Madison Square Garden ed alla Carnegie Hall di New York, alla Royal Albert Hall di Londra, all’Olympia di Parigi, sulla Piazza Rossa di Mosca, e tanti altri ancora in Canada, Australia, Brasile, Giappone, Argentina, Messico, Venezuela, Tunisia, Spagna, Montecarlo, Malta , fino ad arrivare agli inizi del 2007 alla strepitosa accoglienza avuta in Cina nei teatri di Pechino, Shanghai, Hangzhou, Tianjin e Nainjin. Per poi tornare agli inizi del 2008 nuovamente in USA e Canada con una applauditissima tournee nelle città di Chicago, Atlantic City, Vancouver, Montreal e Toronto.  Il 24 giugno 2015, su invito dell’Ambasciata d’Italia a Mosca si esibisce nel prestigioso Teatro del Cremlino, per promozionare l’Expo 2015.   

Renzo Arbore è circondato da 15 talentuosi musicisti: “…all stars” come ama definirli egli stesso, tra i quali spiccano l’appassionato canto di Gianni Conte, la seducente voce di Barbara Buonaiuto, quella ironica di Mariano Caiano e i virtuosismi vocali e ritmici di Giovanni Imparato. E poi ancora: la direzione orchestrale e il pianoforte di Massimo Volpe, fisarmonica e piano di Gianluca Pica, le chitarre di Michele Montefusco, Paolo Termini e Nicola Cantatore, le percussioni di Peppe Sannino, la batteria di Roberto Ciscognetti, il basso di Massimo Cecchetti e, dulcis in fundo, gli struggenti e festosi mandolini di Nunzio Reina, Salvatore Esposito, Salvatore della Vecchia. E così rivive, con “ L’Orchestra Italiana”, il “nuovo/antico” di Napoli: voci e cori coinvolgenti, girandole di assoli strumentali, un’altalena di emozioni contrastanti che si sprigionano dal palco, sull’onda di melodie e suoni che evocano esotici scenari di albe e tramonti, di feste al sole e serenate notturne, di gioie e pene d’amore, e magicamente il pubblico di ogni dove condivide l’illusione di trovarsi proprio là nella terra da dove le emozioni hanno preso vita, sotto il sole che le accende e le riscalda, nei profumi di una terra, la Campania, che si offre come luogo dove l’anima respira, si sveglia e si placa, piange e sorride, e di nuovo si riaddormenta trepidante e felice, in attesa di un nuovo giorno da inventare.

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