Rototom Free, il bilancio finale

ECCO TUTTI I PARTICOLARI SULLA DUE GIORNI DI CONCERTI E DIBATTITI

Lunedì, 5 luglio 2010 - 15:16:00

Il poeta friulano Leonardo Zanier sintetizza la storia degli emigranti friulani in un titolo paradossale: “Liberi di doversene andare”. Questa terra così tormentata, passata nell’ultimo secolo fra due guerre mondiali e un terremoto, con una popolazione di emigranti sparsa in giro per le Americhe e l’Australia, ha saputo diventare però un luogo di sviluppo economico e culturale, un luogo di accoglienza e di civiltà. Simbolo di questa apertura era un festival aperto al mondo e ai suoi colori, ai suoi profumi e ai suoi gusti, al sogno della pace universale e di “un altro mondo possibile”. Per 16 anni a Osoppo – luogo non altrimenti noto all’opinione pubblica internazionale e con pochi altri motivi di attrazione turistica - si è svolto Rototom Sunsplash, il più grande festival reggae d’Europa, che però da quest’anno emigrerà in Spagna. “Agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti”, è infatti l’accusa mossa al suo organizzatore Filippo Giunta per non esser riuscito a impedire che sui 25 ettari del Parco del Rivellino alcuni dei 150 mila presenti fumassero “canne”: accusa divenuta imputazione. Risultato: oggi anche il Sunsplash è “libero di doversene andare”.


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Esattamente come gli emigranti di un tempo, però, il festival prima di partire ha voluto fare un regalo a tutti coloro che gli volevano bene. Ed è così che l’associazione Rototom ha organizzato a Udine nel vasto Parco del Cormor un minifestival completamente gratuito chiamato “Rototom Free”, che ha trasformato questa zona verde in genere abbastanza sonnacchiosa in una vera e propria “isola reggae”. Un’isola non certo deserta, visto che una stima degli organizzatori mostra che a questa prima edizione del minifestival udinese hanno partecipato circa 30 mila persone equamente distribuite lungo l’arco delle due giornate, dai pomeriggi alla tarda notte. Il segnale di un Friuli che lega il suo destino a quello di un’organizzazione che per 16 anni ha portato avanti un discorso di pace e fratellanza e ha regalato al territorio un’opportunità di crescita sia culturale che economica. La gente friulana lo sa e ha ripagato la scommessa di “Rototom Free” con un trionfo. Un successo garantito anche dall’atteggiamento di grande collaborazione che vi è stato con le forze dell’ordine: a rimarcarlo è il referente di Rototom Alessandro Oria che ha ringraziato “il prefetto e il questore per aver gestito al meglio la situazione non cedendo alle pressioni politiche che negli ultimi giorni sono state evidenti nella volontà di censurare la nostra manifestazione”.

La due giorni si è invece svolta regolarmente in un’atmosfera davvero unica, con il parco del Cormor invaso dal pacifico, colorato e festoso popolo del reggae: una massive entusiasta e partecipe per i concerti quanto appassionata e attenta per i dibattiti. La nostalgia per il festival che da 16 anni animava la prima settimana friulana di luglio si è quindi in parte mitigata grazie a questo “assaggio” di quel Sunsplash che si svolgerà dal 21 al 28 agosto a Benicassim, nella Comunidad Valenciana. “Rototom Free” ha proposto tre ospiti che saranno protagonisti anche in quella occasione: l’ivoriano Alpha Blondy (la cui performance è stata seguita da quasi 5 mila fan), il profeta del “new roots” jamaicano Fantan Mojah e i salentini Sud Sound System, punta di diamante del reggae italiano, anch’essi seguiti da un’audience davvero notevole. Pubblico che ha però tributato il giusto gradimento anche alle altre band che si sono alternate sul palco, come ai sound system che hanno animato il palco dance hall fra cui spicca la grande ritmica dei berlinesi Supersonic, vero collettivo “cult” della scena europea.

Ovvio parlare quindi di un successo annunciato, ma visti i tempi ristretti di organizzazione, le sterili polemiche politiche di cui il festival è stato fatto bersaglio e le risorse limitate a disposizione le aspettative degli organizzatori erano senz’altro più caute e più che di un successo l’affluenza straordinaria alla prima edizione di questo Festival ha quasi l’odore del miracolo.

“Non solo abbiamo avuto una risposta eccezionale dal Friuli, ma qui sono arrivati anche da tutt’Italia, da Austria, Slovenia, perfino Ungheria, senza particolari investimenti pubblicitari e quindi puntando tutto sul passaparola e sulla grande anima che unisce il popolo reggae in tutta Europa” puntualizza Oria. La testimonianza di quanta voglia di Sunsplash resti nonostante le disavventure giudiziarie sta nei chioschi che hanno funzionato a pieno regime dal tramonto all’alba, nelle duemila persone rimaste ad attendere Marco Travaglio sotto il sole prima e la pioggia poi, nelle migliaia di contatti che hanno potuto sviluppare le associazioni no-profit presenti grazie ai loro infopoint.
Sono stati seguitissimi anche i dibattiti, da sempre momento caratterizzante di Rototom.

Si è cominciato con “Il caso Italia” con Travaglio e Beppino Englaro, a indagare lo stato delle libertà civili nel nostro Paese. Il giornalista ha sintetizzato con fulminee formule il significato ambivalente che oggi il termine “libertà” assume in Italia, dove la restrizione della libertà è tale che luoghi di confronto e crescita culturale come Rototom sono costretti a espatriare e gli immigrati clandestini “sono” un reato, mentre il “jet set” dei notabili cerca sempre nuove guarentigie, dalla libertà di non farsi intercettare a quella di non farsi processare. Ciò mentre lo Stato cerca di mettere le mani, come ha spiegato Englaro, anche sulla libertà dell’essere umano di curarsi e di scegliere come e quando non accanirsi nella terapia di sofferenze troppo dure da sopportare. “All’approvazione della legge bavaglio la Banda Bassotti esulterà”: Travaglio ha trovato un parallelo disneyano per assimilare tutte le varie caste, cricche e mafie che la norma sulle intercettazioni favorirà. “Ma i veri giornalisti – ha chiuso – faranno disobbedienza civile e io sarò fra quelli”.

Oltre alla interessante tavola rotonda sulla letteratura migrante in lingua italiana con Mihai Butcovan, Gabriella Kuruvilla, Tahar Lamri, Tommaso Cerno e Francesca Spinelli, “italieni” che scrivono in italiano di e sulla comunità immigrata con uno sguardo assai straniante e molto fertile di considerazioni critiche sulla nostra società, un altro momento centrale del festival è stato il  dibattito sulle carceri dove accanto al penalista Guido Calvi, al garante per i detenuti del carcere di Firenze Franco Corleone, al direttore di Affariitaliani.it Angelo Maria Perrino e al sindaco di Udine Furio Honsell sono intervenuti, anche se solo telefonicamente, don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto, e Ilaria Cucchi: la sorella di Stefano, morto in carcere in circostanze che saranno chiarite da un processo in partenza il 15 luglio per cui vi sono ben 13 indagati, ha scelto proprio “Rototom Free” per lanciare un appello, ripreso anche da media nazionali come “La Stampa”, per non limitare l’uso di quelle intercettazioni che hanno svelato come gli accusati parlassero in termini del tutto denigratori del fratello e siano quindi parte integrante degli atti che aiuteranno a stabilire la verità in quel processo. Nel corso dell’incontro il sindaco di Udine ha portato l’esempio del carcere di Udine che per legge potrebbe contenere 100 detenuti ma ne ospita 240. Situazione sintomatica di quell’universo penitenziario che oggi è devastato da morti, suicidi, autolesionismo, depressione non solo fra i detenuti ma anche tra gli stessi operatori. Per questo la proposta concreta di Corleone “sgraviamo la polizia penitenziaria di ogni compito accessorio al di fuori del carcere” è degna di essere assunta come una importante chiave per iniziare a discutere di come migliorare la capacità di “restare umani” all’interno delle patrie galere.

“Rototom Free” però non è stato solo musica e cultura. Descrivere i tanti stand con ghiottonerie etniche, le bancarelle di abiti, gadget, le molte associazioni no profit che portano un messaggio di attenzione alla mondialità, di solidarietà e sana utopia è praticamente impossibile, come descrivere il tifo assatanato per il Ghana davanti al maxischermo dedicato alla trasmissione delle partite dei mondiali.

A questo punto la grande famiglia del Rototom non può nemmeno riposare sugli allori ma deve trasferirsi fin da subito in Spagna, dove da mesi sono in corso i preparativi per la realizzazione di Rototom Sunsplash nella sua prima edizione spagnola. La delegazione del comune di Benicassim che ha partecipato alla manifestazione tenutasi al Cormor ha riportato un’impressione estremamente positiva dell’organizzazione ma soprattutto ha avuto conferma della bontà della scelta di ospitare un evento di così massiccia portata, che sicuramente recherà introiti importanti nelle casse delle attività commerciali di quel comprensorio e costituirà un evento cardine per quella comunità dal punto di vista culturale. Non a caso il Rototom Sunsplash è stato proclamato dall’Unesco Evento Emblematico del Decennio Internazionale per una Cultura di Pace e Non Violenza e porterà anche in virtù di questo all’edizione di quest’anno la presenza della ministra alla cultura ed allo sport della Jamaica, che verrà accompagnata dagli atleti giamaicani più acclamati in visita a Valencia, prossima capitale europea dello sport per il 2011.

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