Al termine della prima serata del Festival di Sanremo risultano per ora eliminati gli Afterhours con "Il paese è reale", Tricarico con "Il bosco delle fragole" e Iva Zanicchi con "Ti voglio senza amore". E' una eliminazione temporanea e non definitiva in quanto i tre, insieme agli altri tre che verranno eliminati mercoledì sera, avranno diritto al ripescaggio di giovedì sera, quando poi i due artisti più votati si andranno ad aggiungere ai dieci finalisti ammessi mercoledì. E il diritto alla puntata di mercoledì per la nuova selezione (da 13 a 10) l'hanno subito conquistato (elenco in ordine alfabetico) Al Bano con "L'amore è sempre amore"; Alexia e Mario Lavezzi con "Biancaneve"; Marco Carta con "La forza mia"; Dolcenera con "Il mio amore unico"; i Gemelli DiVersi con "Vivi per un miracolo"; Fausto Leali con "Una piccola parte di te"; Marco Masini con "L'Italia"; Nicky Nicolai e Stefano Di Battista con "Piu' sole"; Povia con "Luca era gay"; Patty Pravo con "E io verro un giorno la'"; Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour con "L'opportunita'"; Francesco Renga con "Uomo senza eta'"; Sal Da Vinci con "Non riesco a farti innamorare".
LO SHOW DI BENIGNI
"L'omosessualita' non è un peccato". Lo ha detto Roberto Benigni martedì sera al Festival di Sanremo, dedicando a questo argomento la chiusura del suo intervento che per mezz'ora ha scatenato l'entusiasmo del pubblico in sala all'Ariston. Benigni e' partito dall'attualità sanremese, ovvero le polemiche che ruotano attorno al brano in gara di Povia, 'Luca era gay', brano che il mondo omosessuale ha fortemente criticato. "E' una storia che va avanti da millenni questa degli omosessuali. Una ridicolaggine parlarne ancora. Gli omosessuali sono stati seviziati, torturati, rinchiusi nei campi di concentramento, uccisi. Sapete perchè? Perchè amavano un'altra persona. E' un'assurdità - ha aggiunto Benigni, in un silenzio quasi religioso -, è talmente incredibile che si parli ancora degli omosessuali, incredibile la sconcezza nel farlo. Non è che finisce la razza con gli omosessuali". Ed ha letto il testo di una lettera di Oscar Wilde, al termine della quale ha raccolto un forte applauso del pubblico, tra cui c'era il presidente onorario dell'Arcigay, Franco Grillini.
L'ESIBIZIONE DI POVIA
Solo qualche fischio iniziale per Povia nel momento in cui si accingeva ad eseguire il brano 'Luca era gay', in gara al Festival di Sanremo. Le temute contestazioni da parte del pubblico non ci sono state. L'esibizione di Povia si è chiusa con l'inqudratura sul cartello lasciato dal cantante sulla lavagna che costituiva il suo corredo scenico e con scritto a caratteri cubitali 'Nessuno in fondo sa come è fatto un altro'. La successiva inquadratura è stata per un perplesso Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay, che scuoteva le mani.