Sanremo: gay in piazza: "Ma non contro Povia"

Sabato, 21 febbraio 2009 - 19:24:00


Invito a baciarsi, tra coppie di omosessuali in corteo, per rivendicare la dignita' di tutti gli amori. Diverse le coppie che questo pomeriggio a Sanremo hanno raccolto l'appello piu' volte lanciato durante la manifestazione dalle associazione gay, lesbiche e bisessuali, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul fenomeno dell'omosessualita', dopo le proteste suscitate dalla canzone di Povia che parlava di un giovane gay, Luca, guarito dalla sua omosessualita' perche' tornato normale dopo essersi felicemente sposato con una donna. "

Ma guarda il mondo come e' strano, si stupisce se ti dico che ti amo, ma se ci togli anche l'amore dopo averci tolto tutto, dove andiamo? Cosi' cantavano i Ricchi e Poveri, al Festival del 1985, un inno divertente che contiene nel suo testo anche versi che, con leggerezza, rivendicano l'universalita' dell'amore. Ed e' proprio da queste parole che ha preso spunto il titolo dell'odierna manifestazione: "se mi innamoro". Nel corso del corteo che ha attraversato il centro di Sanremo, molti sono stati gli slogan mostrati dai manifestanti a sostegno della loro causa.

Critiche, inoltre, sono state mosse nei confronti dei siparietti improvvisati in questi giorni da Luca Laurenti e Paolo Bonolis: "Ho visto siparietti orribili con Laurenti e Bonolis che si baciavano e ammiccavano sul palco - ha affermato Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay -. Sono scene da vizietto che possono andare bene in paesi da una sessualita' ancora arretrata. Rispetto Povia e rispetto Bonolis, ma devo essere onesto e dire che non e' stata rispettata la dignita' di milioni di persone".

Rappresentati dal loro presidente nazionale, Rita De Santis, alla manifestazione di oggi erano presenti anche i genitori di omosessuali che, al grido di "o etero o gay son sempre figli miei", hanno voluto ribadire la loro fierezza nell'avere figli gay e figlie lesbiche. "Con loro approfondiamo ogni giorno il significato delle parole diversita', rispetto, senso della famiglia - ha detto De Santis (Agedo) -. Oggi siamo qui per difendere la loro dignita' e i loro diritti. Ogni giorno siamo impegnati nelle famiglie, nelle scuole, nelle istituzioni e nelle associazioni per offrire sostegno alle famiglie che hanno figli omosessuali". Prossimo obiettivo sara' il Genova Pride del 2009.
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