"Ho deciso di portare sullo schermo il messaggio politico del best seller di Stieg Larsonn, ossia che la società contemporanea al potere è patriarcale ed è spesso violenta e crudele con le donne". Il regista Niels Arden Oplev spiega il motivo per cui, dopo molte titubanze, ha accettato di dirigere il film "Uomini che odiano le donne", interpretato da Michael Nyqvist e Noomi Rapace, in una megaproduzione 100% svedese tratta dal primo libro della trilogia Millennium che nel mondo ha venduto più di 10 milioni di copie. Nello specifico, "Uomini che odiano le donne" è stato il libro più venduto in Europa nel 2008 e in Italia ha raggiunto le 650mila copie. Il film, che uscirà in Italia il 29 maggio in 450 copie, ha incassato nei paesi scandinavi 40 milioni di euro. E' la storia, ambientata in Svezia, di un giornalista duro e puro, caduto in disgrazia dopo un'inchiesta andata male, che viene 'assunto' da un miliardario per scoprire il destino della sua figlia adottiva, scomparsa quarant'anni prima. Il giornalista, con la collaborazione di una hacker androgina e dark, scopre una serie di delitti che riconducono ad un membro della famiglia del miliardario. Un film violentissimo, in cui le donne sono vittime e carnefici, dove sadismo e perversione si uniscono in un crescendo di tensione e suspence, dove la storia 'scomoda' di un Paese per decenni considerato modello di civiltà viene a galla con tutte le sue ombre. "La Svezia per anni ha proiettato nel mondo l'immagine del Paese perfetto - spiega il regista durante la conferenza stampa romana - il Paese dei diritti umani, della parità uomo-donna. Ma in Svezia c'è anche altro: produzione di armi, razzismo, scandali finanziari. Senza dimenticare il rapporto tra la Svezia e la Germania nazista".

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