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Esteri
Brasile, Bolsonaro accusato di minacce di morte dalla ex moglie

Mentre infuria la polemica in Brasile per il rischio sempre più concreto di incriminazione dell attuale presidente Temer, per corruzione, proprio alla vigilia delle elezioni, il candidato della della destra Bolsonaro deve affrontare nuove dire accusa da parte della ex moglie. Mentre quindi la corte suprema è prossima a decidere sulle accuse al presidente Temer di aver intascato una tangente da 1,3 milioni di reais ( circa 300.000 euro),  adesso quello che fa più discutere in Brasile sarebbe le presunte minaccie di morte che l attuale favorito alla corsa presidenziale, ancora ricoverato in ospedale dopo la coltellata ricevuta durante un comizio da un folle, avrebbe fatto alla ex moglie.

Ana Cristina Valle, ex moglie del candidato e madre del suo figlio, ha infatti affermato che Bolsonaro nel 2011 la minaccio’ più volte di morte e la costrinse a lasciare il paese. La coppia, infatti, secondo quanto si apprende da alcune fonti giornalistiche brasiliane, stava in quel periodo litigando per la custodia del figlio dodicenne. Questi fatti vengono riportati da fonti del ministero degli affari esteri, perché la signora avrebbe chiesto  asilo politico alla Norvegia proprio per il pericolo derivato dalle serie minacce patite dall’  ex marito. Inoltre secondo la Folha internacional, giornale di San Paolo l allora deputato Jair Bolsonaro fece pressioni sul ministero degli Esteri brasiliano per entrare in contatto con le autorità norvegesi per far rientrare la moglie in patria.Insomma una storia che rischia di gettare ulteriore discredito sul già tanto criticato leader della destra,che deve subire anche una pesante campagna internazione che vede adesione anche di star internazionali come la cantante Madonna.Ex paracadutista militare, deputato dagli Anni 90 benché si presenti come un outsider, si dice a favore della tortura, di un alleggerimento delle norme sul porto d’armi e di una stretta sull’ingresso degli «sporchi migranti». Due giorni dopo l'attentato, ha pubblicato una foto su Twitter facendo il gesto del fucile per galvanizzare la sua base.

A livello internazionale, i punti di riferimento di Bolsonaro per suo stesso riconoscimento sono il presidente americano, la francese Marine Le Pen e l'olandese Geert Wilders. Le sue posizioni radicali e le sue dichiarazioni polemiche sulla "mano dura" nella lotta contro il crimine («se un poliziotto uccide 20 delinquenti non lo metto sotto inchiesta, gli do una medaglia») o i diritti delle minoranze («preferisco avere un figlio morto che gay») ricordano molto quelle del presidente delle Filippine Rodrigo Duterte. Lo stesso Matteo Salvini, dopo l'attentato, ha espresso la sua solidarietà: «Ci auguriamo che Bolsonaro si rimetta presto e diventi il nuovo presidente del Brasile. Esprimo la mia solidarietà alla sua famiglia e a tutto il popolo brasiliano».  La polemica sulle prossime elezioni si fa comunque rovente giorno dopo giorno lo stesso Bolsonaro ha messo in guardia tutti sulla possibilità di brogli elettorali “ Non accetterò nessun altro risultato tranne che la  mia vittoria “.

Questa affermazione è anche diretta conseguenza della clamorosa decisione presa dal tribunale federale supremo che ha proibito il voto a 3,5 milioni di elettori che non avevano fatto le registrazioni biometriche richieste per il nuovo sistema elettorale. Dopo la decisione del 1 di Settembre di impedire a Lula, candidato del partito dei lavoratori e in testa in tutti i sondaggi, di partecipare alle elezioni causa la sua accusa e detenzione per corruzione. Ora questa decisione rischia di aprire nuove forti polemiche sopratutto a sinistra. Certo e che il Brasile in questo momento storico sembra preferire come sta accadendo un po’ ovunque l uomo forte. Le nuove destre ultraconservatrici, infatti,  hanno approfittato della situazione, facendo leva sull’opposizione al Partito del lavoratori (Pt) di Lula e sull’idea che tutti i politici siano corrotti, sostenute in questo da mezzi d’informazione carichi di retorica più che di notizie accurate. Il congresso, mosso dagli interessi personali di parlamentari senza ideologia, si è messo in ridicolo, e gli abusi di un potere giudiziario diviso hanno fatto a pezzi le speranze dei brasiliani in un futuro migliore.

Inoltre, in un paese che conta sessantamila omicidi all’anno, la questione della sicurezza, ampiamente trascurata dai governi del Pt, ha “spianato un’autostrada per i politici dilettanti e sostenitori di soluzioni semplicistiche e inefficaci ma che, per una popolazione disperata, hanno l’aria di rimedi miracolosi”, spiega Esther Solano, docente presso l’Università di São Paulo (Usp) e autrice di uno studio sull’elettorato di Bolsonaro pubblicato nel maggio 2018.

vcaccioppoli@gmail.com

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