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Brexit, un nuovo referendum. Il desiderio impossibile degli inglesi

Il desiderio impossibile degli inglesi: un nuovo referendum sulla Brexit

Di Daniele Rosa
Brexit, un nuovo referendum. Il desiderio impossibile degli inglesi
Nel 2017 sembrava impossibile ma ora, nel 2018, un nuovo referendum sul tema Brexit parrebbe una soluzione un po’ più’ realistica. La maggioranza degli inglesi, e’ abbastanza noto, vorrebbe un secondo momento di voto per ridiscutere l’uscita o meno dall’Europa. 
 
Fino ad ora molti politici di primo piano del paese si sono dimostrati contrari ad un nuovo ritorno alle urne. Ma ora sembra che qualcosa stia cambiando, anche se forse e’ troppo tardi..
 
Al momento l’80% dei laburisti sta chiedendo una nuova data per un secondo referendum mentre l’85% dei conservatori si oppone. Ma il fronte dei contrari comincia ad avere forti defezioni.

 

Brexit in discussione. Quattro personaggi di primo piano hanno cambiato idea

 
 
In particolare sono stati quattro i personaggi, in vista nel paese, che hanno mostrato una voglia di cambiare opinione, di entrare in scena per lavorare a favore di un ripensamento nazionale.
 
Questi quattro personaggi sono: l’ex premier Tony Blair che e’ tornato nell’aarena politica; l’ex vicepremier Nick Clegg ; la battagliera donna della finanza Gina Miller e il seguito sindaco di Londra, Sadik Khan.
 
L’ancora amato Tony Blair ha voluto mettere sul tavolo l’impatto economico negativo che la Brexit porterà’ nel potere economico di ogni inglese come pure nel livello dei servizi pubblici.
‘Il 2017-ha sostenuto Blair-sarebbe stato troppo vicino e il 2019 sarà’ troppo tardi per poter modificare il disastroso referendum dell’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. Il 2018 rappresenta cosi' l’unica opportunità’ per pronunciarsi nuovamente su questo tema’.
 

 

Brexit in discussione. Democrazia e’ pure cambiare idea

 
 
Sullo stesso tono l’ex vicepremier Nick Clegg. Il politico, nel 2017, lancio’ la prima accusa al risultato di Brexit con il suo libro ‘Come si può’ fermate la Brexit’ definito dai parlamentari come il libro dell’anno. Nello stesso tempo ha posto grande impegno e appoggio al dissenso sostenendo il centro di libero pensiero’Open Reason’
‘Democrazia-ha detto Clegg-significa pure che la gente possa avere il diritto di cambiare opinione’.
 
E pure Gina Miller, attivista e fondatrice del ‘think thank’ Best of Britain, che aveva resistito a rifare le votazioni, ora ha cambiato idea. ‘ Gli avvenimenti degli ultimi mesi-ha dichiarato la finanziera-mi hanno fatto cambiare opinione’.
 

 

Brexit in discussione. Molti vorrebbero tornare indietro

 
 
Ultimo ma non ultimo in termini di apprezzamento elettorale il sindaco di Londra, Sadik Khan.’ Se il Parlamento non votasse l’accordo della May-ha detto il primo cittadino londinese-sarebbe opportuno mettere sul tavolo l’ipotesi di un nuovo referendum’.
 
Probabilmente si tratta solo di fantapolitica e il 2018 sarà’ purtroppo l’anno della definitiva uscita della Gran Bretagna dall’Europa, certo e’ che mai come in questo caso un voto democraticamente espresso ha sempre più’ il sapore amaro di un madornale errore. 
I più’ ne sono consapevoli ma nessuno sa come saltarne fuori.Tutti invece sanno altrettanto bene quanto possa essere difficile modificare un risultato che ora più’ che mai sembra scritto sulla pietra.

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