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Elezioni: Corbyn, Varoufakis e il Progressive International contro le destre

Elezioni: Corbyn, Varoufakis e il Progressive International contro le destre

A winning combination, ossia la combizione vincente per le importanti e delicatissime elezioni europee di maggio 2019. Trattasi non di Matteo Renzi e Silvio Berlusconi o Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ma di Jeremy Corbyn leader del Labour Party e dell'ex-ministro greco delle Finanze Yanis Varoufakis, fondatore del movimento politico paneuropeo Diem25.

Entrambi, Corbyn e Varoufakis, intendono arrivare all'importante appuntamento delle Elezioni europee con una political infrastructure - struttura politica - la Progressive International per fronteggiare e contrastare la reinsorgenza delle destre nel Vecchio Continente e per riformare strutturalmente - dall'interno - la già pericolante e traballante Unione europea.

Esortato dall'ex-ministro greco ad esser un pò più ambizioso, Corbyn si è detto favorevole alla Progressive International per sbarrare la strada all'ascesa delle destre e dell'estrema destra xenofoba e razzista: i fascisti - ha notato Varoufakis - sono sempre più uniti, e oggi possono contare sull'aiuto di Steve Bannon, l'ex-stratega del Presidente Usa Donald Trump, e della sua fondazione anti-Ue The Movement.

Il leader laburista, che con Varoufakis discuteva, all'Edinburg International Book Festival, della possibile Resurgence of Socialism, ha detto di essere in contatto con i movimenti e i partiti di sinistra in tutta Europa e nel mondo, incluso il senatore socialdemocratico Bernie Sanders e di esser stato invitato in Messico per l'insediamento del nuovo presidente di sinistra e anti-establishment, Andres Manuel López Obrador.

Corbyn e Varoufakis ammoniscono: "La Progressive International per fronteggiare le destre"

L'ex-ministro greco delle Finanze ha incalzato Corbyn sull'urgenza di mettersi in moto e, con riferimento esplicito alle iniziative di Bannon di riunire in The Movement movimenti e politici di estrema destra in Europa, tra cui il vice primo ministro italiano Matteo Salvini, il primo ministro ungherese Viktor Orbán e la coalizione di governo austriaca, ha ammonito: abbiamo bisogno di una Internazionale Progressista con cui contrastarlo. C'è bisogno di questa struttura politica per riunire i leader di sinistra europei, della Germania, dell'Italia, della Grecia, degli Stati Uniti, del Messico e del Regno Unito. E dobbiamo - ha sottolineato - andare oltre il dibattito sulla Brexit.

Insomma Varoufakis ha delineato l'utopia di un'altra Europa possibile mediante un grande rassemblement delle sinistre europee organizzate in partiti e movimenti con l'obiettivo, a lui caro, di un New Deal europeo per riformare strutturalmente l'attuale fragilissima Unione europea e le sue politiche di austerity che hanno prodotto enormi diseguaglianze socio-economiche e aperto la strada ai movimenti e partiti di destra e di estrema destra.

Detto che è importante costruire quel senso di connessione internazionale, Corbyn, rivolto al suo eccezionale intervistatore, ha aggiunto: ho passato molto tempo a parlare con molte persone in tutta Europa negli ultimi tre anni. C'è un intero movimento di persone che dice: non voglio essere peggio della generazione dei miei genitori, non voglio che i miei figli stiano peggio e non voglio l'insicurezza di sapere che se mi ammalo devo trovare i soldi per pagare le cure ospedaliere.

Non solo ma l'obiettivo declinato da Corbyn, la società for the many, not the few, è che è possibile avere una vita sostenibile per tutti noi e possiamo lavorare insieme ad altri in tutto il mondo che pensano la stessa cosa. La nostra unità di intenti, di persone - in tutto il mondo - è qualcosa che penso stia diventando più forte.

Riferendosi alla Brexit, il leader laburista ha tenuto a precisare non stiamo cercando di minare l'Europa. Non stiamo scappando e non stiamo facendo un buon affare con Donald Trump come alcuni dei membri del Tory vogliono fare: vogliamo una relazione seria con l'Europa che protegga i posti di lavoro.

Infine, ha escluso una soluzione senza accordo: sarebbe del tutto inaccettabile. Se non c'è un accordo, stai guardando un bordo della scogliera, ci deve essere un accordo, ci deve essere un periodo di transizione. Utilizzeremo la nostra posizione in Parlamento per assicurarci che ci sia un accordo.

La winning combination piace al 90enne politologo e a lungo docente di Storia delle Dottrine Politiche alla Statale di Milano, Giorgio Galli: "sono d'accordo con Varoufakis e con Corbyn sulla costituzione di una Proggresive International per far fronte alle destre nel Vecchio Continente e nel mondo. Per me il socialismo non è morto: si tratta solo di assegnarli la corretta funzione per la quale è nato: il contrasto al capitalismo, cosa che in Italia e in Europa le sinistre hanno eluso e dimenticato".

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