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Angelo Maria Perrino

Berlino: controlli ai confini almeno fino a metà febbraio

ESCLUSIVO - Tobias Plate, portavoce del ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maiziere, spiega ad Affaritaliani.it come si sta muovendo il governo di Berlino dopo che anche la Svezia e la Danimarca hanno introdotto controlli alle frontiere

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Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


"Prima di tutto devo precisare che non commentiamo per prassi le misure prese da altri stati membri dell'Unione europea. Detto questo. voglio ricordare che la Germania ha introdotto controlli alle frontiere nello scorso mese di settembre e adesso la Svezia e la Danimarca hanno fondamentalmente fatto la stessa cosa", afferma ad Affaritaliani.it Tobias Plate, portavoce del ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maiziere. "Desidero sottolineare che tutto ciò è in linea con i principi base della normativa europea, anche se formalmente non spetta alla Germania dire se è in conformità o meno con le leggi europee perché il compito è della Commissione Ue".

"Ad ogni modo - spiega il portavoce - è evidente che i controlli ai confini non siano una bella cosa per le persone che ormai sono abituate a beneficiare della libertà di viaggiare all'interno dello spazio Schengen, ma la situazione al momento è tale per cui non si può fare altrimenti e in questa fase noi abbiamo bisogno dei controlli alle frontiere che, ripeto, non sono in contraddizione con quanto previsto dal Trattato di Schengen ma, anzi, sono previsti in talune circostanze dallo stesso Trattato".

Fino a quando ci saranno i controlli alle frontiere? "E' difficile dirlo soprattutto per gli altri paesi Ue, devono decidere loro. Per quanto riguarda la Germania, posso dire che avremo controlli alle frontiere fino alla metà di febbraio poi. A quel punto, dovremo capire se estenderli per altro tempo oppure no, in base a come saranno le circostanze in quel momento. Comunque - spiaga Plate - il governo tedesco desidererebbe che non siano più necessari i controlli ai confini ma, ovviamente, non possiamo promettere che verranno tolti. Il metro di giudizio per capire cosa fare è valutare se ci saranno stati progressi o no nella protezione dei confini esterni dell'Unione europea. In quel caso, non avremmo più bisogno di controlli interni all'Ue. Non avere più controlli alle frontiere è ovviamente l'obiettivo del governo federale tedesco e degli altri paesi dell'Unione, ma sono necessari finché non ci saranno miglioramenti nei controlli delle frontiere esterne all'Ue".

Ma di chi è la responsabilità dei controlli esterni dei confini dell'Ue, della Commissione o dei singoli stati? "In base alle attuali norme europee la competenza è soprattutto dei singoli stati dell'Ue, ad esempio l'Italia, ma, ovviamente, c'è l'impegno da parte della Commissione e degli altri paesi membri ad aiutare questi stati qualora ce ne sia bisogno. Ricordo che la Commissione ha avanzato una proposta per migliorare i controlli delle frontiere esterne che prevede anche come assistere gli stati membri chiamati a farlo. Un aiuto che arrivi sia dalla stessa Commissione sia dalle altre nazioni Ue. Quindi, per rispondere alla domanda, la responsabilità dei controlli delle frontiere esterne dell'Ue è in primo luogo dei singoli stati, però è un compito anche dell'interna Unione che certo non può lasciare soli questi paesi".
 


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