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Esteri
Grecia, la destra di Mitsotakis avanti. La sua ricetta? Taglio tasse e spese

Grecia al voto, favorito il conservatore Mitsotakis

La Grecia torna al voto domani e tutti i sondaggi indicano il ritorno al potere dello storico partito conservatore, Nea Demokratia (Nuova Democrazia), che alle elezioni elezioni europee di fine maggio si impose per piu' di nove punti davanti sulla sinistra di Syriza. Secondo le ultime rilevazioni demoscopiche la formazione guidata dal 51enne Kyriakos Mitsotakis ha un vantaggio che supera i 10 punti percentuali, piazzandosi intorno al 38% dei consensi, che permetterebbe al partito attualmente all'opposizione di assicurarsi la maggioranza assoluta, anche grazie ad un bonus di 50 parlamentari che la legge elettorale greca assegna alla prima forza politica. Sull'altro fronte, Syriza potrebbe finire sotto il 26%: un tracollo, rispetto al trionfale 36,3% sull'onda del quale Tsipras divenne premier nel 2015. Nel suo ultimo comizio, il 44enne capo del governo non si da' tuttavia per vinto: "Ci dobbiamo tutti ricordare dove stava la Grecia nel 2014 e dove sta adesso", ha detto il premier venerdi' sera riferendosi ai risultati economici di questi anni che hanno permesso ad Atene di uscire dallo schermo di salvataggio Ue. Meno di un anno dopo l'uscita ufficiale dal terzo programma di salvataggio, il governo del premier Alexis Tsipras non e' riuscito a convincere gli elettori di avere ancora un'agenda sociale e progressista. E a fine maggio il premier 44enne ha perso sia le elezioni europee che quelle amministrative. Proprio all'indomani di quel voto, deluso dai risultati, Tsipras ha deciso di ridare la parola agli elettori, ma la sua rimonta sembra ardua. Al voto anticipato, si presentano una decina di partiti ma solo sette formazioni hanno la possibilita' di superare il 3% necessario per ottenere rappresentanza parlamentare. Tecnicamente le misure di austerita' sono riuscite a fare uscire la Grecia dalla crisi, con il tasso di disoccupazione che e' diminuito dal 26 al 18%, ma nella percezione dei cittadini la ripresa si e' vista solo molto marginalmente: con centinaia di negozi chiusi e quasi quattro giovani su dieci ancora senza lavoro, anche le previsione di un aumento del Pil all'1,9% sembra una pura astrazione. La partita, comunque, si gioca tutta tra Nea Demokratia e Syriza. Sempre stando ai sondaggi, risultano staccati al terzo posto i socialdemocratici di Kinal, eredi del vecchio Pasok, che tentano disperatamente di recuperare il protagonismo politico dei socialisti, al 6,5% seguiti dai comunisti del Kke (5%). I neonazisti di Alba Dorata, nonostante la sconfitta subita alle elezioni europee, quando hanno perso quasi la meta' dei voti rispetto al 2014, dovrebbero rimanere in Parlamento. E dovrebbe entrarvi anche il neonato partito dell'ultradestra Soluzione Greca che ha cavalcato il malcontento per l'accordo con Skopje per il cambio di nome della Repubblica di Macedonia e ha gia' ottenuto un seggio al Parlamento europeo. In Parlamento probabilmente entrera' - anche se solo per un soffio - anche la sinistra di Mera25, il Fronte Europeo di disobbedienza Realista dell'ex ministro delle Finanze, Yanis Varufakis, al 3,5%.  

Grecia: la ricetta Mitsotakis, tagliare tasse e spese

Tagli alle tasse, riduzione della spesa pubblica: si presenta con questa agenda agli elettori il leader dello storico partito conservatore greco, Nuova democrazia, Kyriakos Mitsotakis, 51 anni, che tutti i sondaggi danno come vincitore delle elezioni di domenica in Grecia. Per farlo, Mitsotakis vuole rinegoziare gli impegni con la Troika (Fmi, Bce, Commissione Ue) che attualmente prevedono un avanzo primario (escluso il pagamento di debiti e interessi) del 3,5% del suo prodotto interno lordo fino al 2022 e del 2,2 in media fino al 2060. Mitsotakis rappresenta la quarta generazione di una dinastia di politici. Suo padre, Konstantinos Mitsotakis, ha svolto un ruolo importante nella vita politica greca per quasi 30 anni ed e' stato primo ministro tra il 1990 e il 1993. La sorella maggiore, Dora Bakoyannis, e' stata la prima donna sindaco di Atene, e ministro degli Esteri negli anni 2000. Suo nipote Kostas Bakoyannis, figlio di Dora, e' il nuovo sindaco della capitale. Liquidando come populista Tsipras, Mitsotakis ha promesso di migliorare l'economia, secondo un modello neo liberare che potrebbe impattare su sanita', scuola, amministrazione. Convinto liberista, Mitsotakis, ha messo imprese e classe media, i piu' colpiti dalla elevata pressione fiscale negli ultimi anni, al centro della sua agenda politica. Promette quindi un immediato abbassamento delle tasse, la riduzione della spesa pubblica attraverso una maggiore cooperazione tra settore privato e Stato, la riduzione del numero di funzionari, la creazione di incentivi per attrarre gli investitori e incoraggiare l'imprenditorialita'. Promette anche sicurezza e l'ordine pubblico, una maggiore crescita economica attraverso una serie di cambiamenti della gestione pubblica e la legislazione che facilitano teoricamente investimento.

Grecia, l'ultimo appello di Tsipras. Ma i conservatori sono avanti di 10 punti

Alla vigilia delle elezioni legislative, i conservatori di Nea Demokratia sembrano aumentare il proprio distacco nei confronti di Syriza, il partito del premier greco Alexis Tsipras. Negli ultimi due sondaggi, la formazione guidata da Kyriakos Mitsotakis ha un vantaggio che supera i 10 punti percentuali: stando alle rilevazioni, Nuova democrazia e' data intorno al 38% dei consensi, che permetterebbe al partito attualmente all'opposizione di assicurarsi una comoda maggioranza sui complessivi 300 deputati del Parlamento greco, anche grazie ad un bonus di 50 parlamentari che la legge elettorale greca assegna alla prima forza politica. Sull'altro fronte, i sondaggi danno il partito del premier intorno al 26%. Nel 2015 Syriza aveva vinto le elezioni con un trionfale 36,3% dei consensi. Nel suo ultimo comizio, Tsipras non si da' tuttavia per vinto: "Ci dobbiamo tutti ricordare dove stava la Grecia nel 2014 e dove sta adesso", ha detto il premier venerdi' sera riferendosi ai risultati economici ottenuti, che hanno permesso ad Atene di uscire dallo schermo di salvataggio Ue, e questo adottando misure di austerita' pari a 65 miliardi di euro, mentre il tasso di disoccupazione e' calato dal 26 al 18%, il tutto a fronte di prestiti elargiti da Ue, Bce e Fmi per un totale di 289 miliardi di euro in tre programmi successivi nel 2010, nel 2012 e nel 2015. "Non riconsegneremo le chiavi del Paese a coloro che l'hanno portato gia' una volta alla bancarotta", ha detto ancora Tsipras. "Nessuno deve stare lontano dalle urne, nessuno eviti questa lotta", ha concluso. Originariamente le elezioni parlamentari erano fissate per il prossimo ottobre, ma in seguito alla batosta delle Europee Tsipras aveva annunciato il voto anticipato.

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