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Esteri
Huawei, nuovo sistema operativo da fine anno: "scelta obbligata"
Foto: LaPresse

Huawei: Wsj,altre aziende cinesi rischiano la lista nera Usa

Dopo Huawei, gli Stati Uniti potrebbero inserire altre aziende cinesi nella "Entity list", la lista nera del commercio. Lo scrive il Wall Street Journal, citando fonti secondo cui il Dipartimento del Commercio Usa starebbe valutando la questione. Tra le aziende al vaglio potrebbero esserci Hikvision e Dahua, due societa' cinesi che producono apparecchi di videosorveglianza e che sono state gia' segnalate da alcuni membri del Congresso. Nel frattempo, riferisce sempre il Wsj, a Washington una proposta di legge bipartisan prevede di stanziare fino a 700 milioni di dollari per aiutare le aziende di telecomunicazioni, soprattutto nelle aree rurali, a rimuovere dalle loro infrastrutture, e a rimpiazzare, le apparecchiature di Huawei, Zte e aziende affiliate. La legge prevede anche il divieto usare i prodotti e i servizi di Huawei e Zte nelle reti 5G sviluppate in Usa.

Huawei, nuovo sistema operativo da fine anno: "scelta obbligata"

Il gigante delle telecomunicazioni cinese Huawei è pronto con il piano B, e potrebbe avere il nuovo sistema operativo sviluppato internamente già a partire dall’autunno di quest’anno. Lo ha dichiarato uno degli alti dirigenti del gruppo di Shenzhen, Richard Yu,  a capo delle divisione Consumer business di Huawei, citato sia dal quotidiano China Daily, primo a rilanciare la notizia, che dalla rete telvisiva Cnbc. “Il sistema operativo di Huawei sarà compatibile con Android e tutte le applicazioni web”, ha detto Yu in una chat con altri altri esperti di internet sulla piattaforma WeChat, citata dal giornale cinese e potrebbe essere pronto “al più presto nell’autunno 2019 o, al più tardi, la prossima primavera”, e sarà supportato da tutti i dispositivi del gruppo, dagli smartphone, ai tablet, alle smart tv, fino ai dispostivi indossabili e alle vetture.

“Oggi, a Huawei, siamo ancora legati a Microsoft Windows e a Google Android”, ha detto Yu a Cnbc, “ma se non possiamo usarli, Huawei preparerà il piano B per usare il proprio sistema operativo”. Sul nuovo sistema operativo sarà disponibile la App Gallery, ovvero l’App Store di Huawei, alla quale viene, però, spesso preferito dagli utenti il Play Store di Google per scaricare le app preferite. Il Google Play Store, però, non sarà più disponibile nel caso in cui il gruppo fosse bloccato permanentemente dall’utilizzo di prodotti Google o Microsoft, al termine del rinvio di 90 giorni al bando di vendita di componentistica al gruppo di Shenzhen concesso dall’amministrazione Usa, che permetterà fino al 19 agosto prossimo a Huawei di mantenere i network attuali e di fornire aggiornamenti software ai dispostivi esistenti. “Non volevamo, ma siamo stati costretti dal governo degli Stati Uniti”, ha commentato Yu. “Penso che questa non sia una cattiva notizia solo per noi, ma anche per i gruppi statunitensi, perché abbiamo sostenuto il business Usa, e saremo costretti a fare da noi. Non volevamo”, ha ripetuto Yu, “ma non avevamo altra soluzione, non avevamo altra scelta”. 

Huawei, Cina: Stati Uniti la "molestano economicamente"

Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi denuncia le "molestie economiche" degli Usa nei confronti del gigante delle telecomunicazioni cinese Huawei e avverte che Pechino combatterà "fino alla fine" nella guerra commerciale contro Washington. Il conflitto tra Cina e Usa si è intensificato dopo la decisione dell'amministrazione Trump di inserire Huawei in una lista nera in nome della sicurezza nazionale, spingendo molte aziende e stelle strisce, come Google, a tagliare i legami con il produttore di smartphone cinese. "L'uso da parte degli Stati Uniti del potere dello stato per esercitare arbitrariamente pressioni su una società privata cinese come Huawei è un genere di molestia economica", dice Wang Yi. 


Panasonic sospende forniture dopo bando Usa

La giapponese Panasonic ha deciso di sospendere la fornitura di determinati componenti a Huawei dopo il bando imposto dagli Usa sulla vendita o il trasferimento di tecnologie al colosso cinese. Lo ha reso noto un portavoce della società. Il bando Usa entrerà in vigore il 19 agosto, salvo colpi di scena, dopo l'inserimento di Huawei nella Entity List of Industry and Security (Bis) e ciò significa che le società americane che vogliono fare affari con il colosso cinese devono ottenere una particolare licenza. "Abbiamo interrotto tutto il business con Huawei e le sue 68 affiliate oggetto del bando del governo Usa", ha precisato il potavoce di Panasonic Joe Flynn alla Afp.

Huawei: Panasonic smentisce lo stop a forniture

L'azienda giapponese Panasonic smentisce le notizie circolate in queste ore in merito alla sospensione delle forniture alla cinese Huawei in seguito al bando Usa. In una nota pubblicata da Panasonic nella sua pagina sul social network cinese Weibo, l'azienda definisce "false" le notizie sullo stop alle forniture e assicura che continuera' a vendere beni e servizi a Huawei, definito "partner importante".

Huawei: Ren, "nessun impatto" da taglio legami con Arm

Il taglio dei legami con Huawei da parte del produttore britannico di chip Arm non avra' "alcun impatto" su Huawei. Lo ha dichiarato il fondatore del gigante delle telecomunicazioni cinesi, Ren Zhengfei, citato dal magazine economico-finanziario cinese Caixin. Arm si era aggiunta nelle scorse ore ad altri gruppi globali che hanno rotto i legami con Huawei, dopo il bando di vendita di componentistica al gigante cinese delle telecomunicazioni. "Arm si attiene alle ultime restrizioni messe in atto dal governo degli Stati Uniti e sta avendo colloqui con le agenzie governative Usa per assicurarle che continueremo ad attenerci" a tali disposizioni, si legge in un comunicato a firma di un portavoce del gruppo. "Arm tiene in considerazione la sua partnership di lungo periodo con HiSilicon", la divisione che si occupa dei chip per Huawei, "e speriamo in una rapida risoluzione della questione".

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