Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Il Papa contro Trump nell'ultimo numero de La Civiltà Cattolica

Padre Spadaro fa a pezzi gli Usa per conto di Bergoglio.

Di Giuseppe Vatinno

Nell’ultimo numero di La Civiltà Cattolica (Volume III, Quaderno 4010), periodico dei Gesuiti, c’è un inaspettato attacco al Presidente degli Usa Donald Trump.

L’articolo, dal titolo “Fondamentalismo evangelicale e integralismo cattolico (Un sorprendente ecumenismo)” ha una doppia firma, quella del direttore Angelo Spadaro e quella di Marcelo Figueroa che è il direttore dell’edizione argentina de l’Osservatore Romano.

Civiltà Cattolica, è bene ricordarlo, avendo l’imprimatur vaticano rappresenta il pensiero ufficiale del Papa e i due estensori dell’articolo stesso vengono considerati contigui a Francesco.

Questo articolo è una vera e propria requisitoria contro quello che viene definito il “fanatismo cristiano - evangelico” rappresentato ideologicamente dall’opera di Lyman Stewart autore nel periodo dal 1910 al 1915 di 12 volumi de “I fondamenti (Fondamentals)” che hanno molto influenzato i Presidenti Usa legati alla “destra evangelica” come Ronald Reagan, George W. Bush e l’attuale Donald Trump.

Civiltà Cattolica, e quindi Francesco, mettono sotto accusa una equazione politico - teologica e cioè: USA = Bibbia che dopo tutto è il cliché molte volte visto in film stereotipali sull’America.

Sorprendentemente, sotto la lente vaticana, finisce anche il popolo composto da “bianchi di estrazione popolare del profondo Sud” e fa un po’ pensare l’aggettivo “popolare” che sta qui ad indicare una intera classe sociale e cioè quella dei nuovi diseredati americani che secondo questa visione sarebbero preda del fondamentalismo cristiano (e di Donald Trump) e magari di birre e fucili a go - go.

Civiltà Cattolica individua nel fondamentalismo cristiano - evangelico l’attacco tout court al modernismo, ai diritti degli schiavi neri, agli hippy, al femminismo, al comunismo, ai migranti, ai musulmani; insomma tutti quei valori che vanno sotto la dizione liberal negli USA e che sono stati rappresentati dai Democratici, soprattutto con l’ultima (doppia) Presidenza Obama.

L’articolo prosegue con interessanti considerazioni che aprono a vere e proprie rivoluzioni teologiche visto che non dobbiamo mai dimenticare che non è Padre Spadaro a parlare ma Papa Francesco direttamente.

Dunque vi è una cauta critica (inevitabile la moderazione dottrinaria) alla Bibbia del “Re degli Eserciti” di Gedeone e David, mentre viene posta in contrapposizione alla Bibbia della Guerra il Vangelo dell’Amore di Gesù Cristo che, in effetti, non c’entra molto con l’Antico Testamento.

Civiltà Cattolica scrive che i fondamentalisti cristiani utilizzano le letture bibliche decontestualizzandole e quindi azzerandone il contenuto informativo per piegarle ad una ottica guerresca che utilizza Dio per fini impropri, secondo il motto che si trova sulle banconote USA “In God We Trust” (“In Dio confidiamo”) che è anche il motto ufficiale americano.

A saper bene leggere nell’articolo si tratta di una posizione teologica rilevantissima che Papa Francesco fa sua utilizzando la rivista dei Gesuiti ma ha l’equivalenza e la potenza di una vera e propria enciclica, sia pur dissimulata sotto l’ottica giornalistica.

L’articolo prosegue con una critica serrata ai concetti apocalittici dei “cieli nuovi e terra nuova” dopo l’Armageddon finale che sono la base degli insegnamenti di un pastore, Rousas John Rushdoony padre del cosiddetto “ricostruzionismo cristiano” e che ha molta influenza su Steve Bannon “chief strategist” della Casa Bianca e seguace di quella che Spadaro definisce una “geopolitica apocalittica”.

L’articolo sul finale si fa ancora più duro nei confronti dell’attuale Presidente Usa Donald Trump tanto da arrivare ad identificare i “nuovi crociati” USA con i terroristi dell’Isis.

Gli USA, secondo Francesco, non sono la “nazione benedetta” di cui parla la Bibbia.

La critica al cristianesimo USA è totale e colpisce gli stessi ideali fondanti degli americani ma in fondo dell’intero Occidente e cioè il capitalismo e la prosperità con una forte asprezza nei confronti di Norman Vincent Peale, pastore fondamentalista fautore del “vangelo della prosperità” e officiante il primo matrimonio di Trump.

Insomma, il lavoro di Spadaro e di Figueroa è un vero e proprio missile intercontinentale contro tutti gli attuali valori che guidano il Presidente Trump, ma è anche un missile teologico che ribadisce che solo la Chiesa Cattolica può guidare il mondo occidentale ed ogni altro tentativo è da attribuirsi ad una deviazione dogmatica dalla Verità.

L’attacco portato dal Papa a Trump sorprende ulteriormente per il fatto che pochi mesi fa il Presidente USA era stato ricevuto in Vaticano con tutti gli onori e parevano superati gli iniziali dissidi, ma pare che non sia proprio così.

È la prima volta che un Papa attacca l’”Imperatore” sia sul piano dottrinale, direi teologico, vero e proprio che nella sostanza di un modello di società, quello capitalistico imperniato sulla più potente nazione del mondo, gli USA.

Rilevante è anche una presa di posizione sostanzialmente critica sull’ Antico Testamento che non deve far molto piacere a Israele che, tra l’altro (casualmente?) è anche il miglior attuale alleato degli USA.

La incompatibilità tra Antico e Nuovo Testamento è stata una eresia introdotta da Marcione di Sinope nel II secolo con un massimo di influenza nel V e che portò al manicheismo medievale.

Marcione finì scomunicato ma Papa Francesco forse lo ha riabilitato?

In questo articolo - enciclica vi è poi una critica del protestantesimo anglosassone, visto che viene citato anche il fondamentale libro del sociologo Max Weber, “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” riaprendo, dal punto di vista dottrinario, la questione dello scisma anglicano del XVI secolo che vide contrapporsi il Re d’Inghilterra Enrico VIII e il Papa Clemente VII.


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