Crans-Montana, il locale non aveva licenza per il ballo. E il proprietario era stato in carcere per truffa, rapimento e prostituzione - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 15:19

Crans-Montana, il locale non aveva licenza per il ballo. E il proprietario era stato in carcere per truffa, rapimento e prostituzione

Mentre sono ancora in corso le procedure di identificazione delle vittime - con un bilancio attuale di 40 morti e 119 feriti - si scava nelle ombre dei due

di Chiara Feleppa

Crans-Montana, il locale non aveva licenza per il ballo. E il proprietario era stato in carcere per truffa, rapimento e prostituzione

Si chiamano Jacques Moretti e Jessica Maric i proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana, trasformatosi la notte di Capodanno in un luogo di carneficina. Mentre sono ancora in corso le procedure di identificazione delle vittime - con un bilancio attuale di 40 morti e 119 feriti - si scava nelle ombre dei due.  Jacques era già noto alla giustizia francese. Secondo indiscrezioni pubblicate da Le Parisien, circa vent’anni fa l’uomo sarebbe finito in carcere in Savoia per reati gravi, tra cui truffa, rapimento e sfruttamento della prostituzione. Una fonte di polizia sentita dal quotidiano francese precisa tuttavia che Moretti si sarebbe ormai liberato da tempo dello "spettro della criminalità organizzata".

E poi c'è Jessica, 40 anni, figlia di un vigile del fuoco di Cannes e nipote del presidente del Comitato municipale degli incendi forestali di Auribeau-sur-Siagne. Cresciuta in Costa azzurra, ha frequentato il liceo ad Antibes, Università internazionale a Monaco. La coppia si è trasferita nel Cantone Vallese agli inizi del Duemila e nel 2015 ha acquisito a Crans-Montana il Constellation, rilanciandolo. I due posseggono anche un altro bar nel luogo del disastro, specializzato in hamburger, e un altro ristorante, Le Vieux-Chalet, nella vicina Lens. 

"Controlli tre volte in dieci anni"

I due sarebbero già stati sentiti dagli inquirenti. Jacques, cronista del quotidiano svizzero 24Heures, ha respinto ogni addebito: "Siamo stati controllati tre volte in dieci anni, tutto è stato fatto secondo le regole", ha dichiarato. Poi, in un'intervista rilasciata al quotidiano online svizzero in lingua tedesca 20 Minuten, l'uomo avrebbe raccontato dello stato di shock suo e di sua moglie, che si trovava all’interno del Constellation quando è divampato il rogo, riportando anche ustioni al braccio. "Non possiamo né dormire né mangiare; siamo tutti in pessime condizioni", ha dichiarato Jacques, assicurando la piena collaborazione della coppia con le autorità. Moretti ha inoltre rifiutato un’intervista più approfondita con la Tribune de Genève, spiegando di non sentirsi "in buone condizioni" dopo quanto accaduto.

Intanto, le indagini delle autorità svizzere sull’incendio che ha devastato il locale di Crans-Montana proseguono senza sosta. Al centro degli accertamenti c’è il rispetto delle normative di sicurezza antincendio, ma anche la gestione complessiva del Le Constellation. Secondo quanto riferisce il quotidiano Blick, gli investigatori stanno analizzando anche gli interventi e le modifiche effettuate all’interno del bar dopo il subentro di Jacques Moretti nella gestione. L’inchiesta, al momento, è aperta per incendio colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose. Non risultano tuttavia persone formalmente indagate: gli accertamenti sono ancora in una fase preliminare e mirano a ricostruire con precisione l’origine del rogo e la successione degli eventi.

Nessuna licenza per il ballo

Uno dei nodi centrali riguarda la tipologia di autorizzazioni in possesso dei proprietari. La domanda che si pongono gli inquirenti è se Jacques Moretti e Jessica Maric fossero titolari della licenza necessaria per gestire il locale anche come discobar. Dalla visura camerale, consultata dall’AGI, emerge che la società disponeva dell’autorizzazione per la ristorazione e la vendita di bevande e vini, ma non risulterebbe una specifica licenza per l’attività di ballo, che comporta requisiti di sicurezza più stringenti. Nel documento non vi è traccia di questo tipo di abilitazione.

Sempre dalla documentazione ufficiale si apprende che il bar di Rue Centrale 35 è iscritto nel registro degli esercizi commerciali da undici anni e che la gestione è affidata a una società a responsabilità limitata intestata ai coniugi, con un capitale sociale di 20mila franchi. La procura cantonale ha già chiarito che le verifiche si concentreranno in modo approfondito sull’adeguatezza delle misure di sicurezza, sulla presenza di un impianto antincendio, sulle vie di fuga e sull’eventuale utilizzo di materiali non ignifughi, in particolare sul soffitto, che potrebbero aver aggravato le conseguenze dell’incendio.

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