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Esteri
Nomine Ue, la nuova Europa si veste di rosa, due donne al vertice

Ecco chi è Ursula Von der Leyen

Von der Leyen, la 'delfina di Merkel' che comanda i generali - Ministro della Difesa tedesco dal dicembre 2013 nonche' esponente di punta della Cdu, Ursula von der Leyen e' stata considerata a lungo una delle principali candidate al titolo di 'delfina' della cancelliera Angela Merkel. Nata Albrecht, cresciuta fino al 1971 proprio a Bruxelles, Ursula dal punto di vista politico e' una "figlia d'arte": suo padre, Ernst, e' stato a lungo presidente del Land della Bassa Sassonia. Sposata con il medico e imprenditore Heiko von der Leyen, la donna oggi chiamata in causa nella corsa alla guida della Commissione Ue e' madre di ben sette figli, nati tra il 1987 e il 1999 La sua carriera politica inizia negli anni '90, quando si iscrive alla Cdu: Von der Leyen ricopre vari incarichi a livello locale finche' non viene nominata, nel 2003, ministra per gli Affari sociali, la famiglia e la salute in Bassa Sassonia. Eletta nel 2004 membro della presidenza dell'Unione cristiano-democratica, fa il salto sulla scena nazionale, tanto da venire rapidamente scelta da Merkel come ministra per la Famiglia dal 2005 al 2009, per passare dal 2009 al 2013 alla guida del dicastero del Lavoro e gli Affari sociali. Il passaggio al ministero della Difesa - prima donna a ricoprire tale ufficio nella storia della Germania - avviene con il governo Merkel III. Due anni fa e' stata al centro di uno scontro frontale con i vertici militari tedeschi dopo che era scoppiato uno scandalo sulla presenza di militari filonazisti nella Bundeswehr, avendo von der Leyen accusato i generali di "debolezza di conduzione" dell'esercito. La ministra rispose alle critiche annunciando una grande riforma delle forze armate e chiedendo piu' investimenti a favore della difesa. Di quest'anno, invece, una polemica sui consulenti del ministero della Difesa.

 

Ue, il dem David Sassoli favorito per presidenza Parlamento Ue, il dem David Sassoli favorito per presidenza Parlamento Bruxelles

L'eurodeputato Pd David Sassoli è il grande favorito nella corsa alla presidenza del Parlamento europeo. Lo hanno confermato fonti parlamentari. La sessione plenaria a Strasburgo si apre alle 9, per eleggere il successore di Antonio Tajani sono necessari la maggioranza dei voti validi espressi. A contendergli l'incarico la tedesca Ska Keller, candidata dei Verdi, l'eurodeputato ceco Jan Zahradil per il gruppo Ecr dei Conservatori e Riformisti europei e l'eurodeputata spagnola Sira Rego per il gruppo della sinistra unitaria. Non ci sono candidati dai popolari. Il tedesco del Ppe Manfred Weber si candiderà tra due anni e mezzo, nella seconda parte della legislatura. 

Ue: accordo su nomine; von der Leyen alla Commissione, Lagarde alla Bce

Accordo raggiunto a Bruxelles sulle nomine Ue. La tedesca Ursula von der Leyen è designata alla presidenza della Commissione europea, la francese Christine Lagarde alla Bce. Il belga Charles Michel alla presidenza del Consiglio Ue, lo spagnolo Josep Borrel al ruolo di alto rappresentante per la politica estera Ue. Lo annuncia il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk. 

Conte, "Italia chiede commissario Concorrenza, sarà della Lega"

L'Italia chiederà il commissario alla Concorrenza nella prossima squadra europea. Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte al termine del Vertice Ue sulle nomine.    Alla domanda dei cronisti se il commissario sarà indicato dalla Lega Conte ha aggiunto che dopo l'esito del voto delle europee, "siamo tutti d’accordo che in questa designazione la magna pars l’avrà la Lega".

Conte, "Non ho condiviso il no di Visegrad a Timmermans perchè era per questioni personali"

Il gruppo di Visegrad ha deciso di dire no alla presidenza di Frans Timmermans alla Commissione Ue "per le iniziative che ha assunto nei loro confronti, ma è una sensibilità che io non condivido". Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte al termine del Vertice Ue, riferendosi al 'no' di Visegrad al candidato olandese a causa delle iniziative di Timmermans sul rispetto dello Stato di diritto nella Ue.

Giorgetti, io sono fuori dai giochi, in Europa non ci vado

"Io l'ho gia' detto che sono fuori e che io in Europa non ci vad‎o". Cosi' il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, e' tornato su una sua eventuale indicazione come commissario italiano.

No comment" sulle nomine Ue, Giuseppe "Conte avra' avuto le sue buone ragioni. Certo non e' facile sostituire Draghi alla Bce". Cosi' il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, parlando coi cronisti al ricevimento all'ambasciata statunitense.

Matteo Salvini sulla nomina di Von der Leyen

“A prescindere dai nomi, l’importante è che in Europa cambino le regole, a partire da immigrazione, taglio delle tasse e crescita economica. E su questa battaglia l’Italia sarà finalmente protagonista”.

Di Maio, ora Italia è in credito per commissario 

"Adesso sarà fondamentale quale ruolo avrà l'Italia che a questo punto vanta un grandissimo credito. Non sono importanti i nomi ai vertici di Commissione Ue e Bce ma il portafoglio, sicuramente economico, che avrà l'Italia". Lo ha detto il vice premier Luigi Di Maio a Villa Taverna, residenza dell'ambasciatore americano in Italia, per i festeggiamenti in vista dell'Independence Day, a commento dell'accordo sulle nomine Ue raggiunto a Bruxelles.

GOVERNO ITALIANO SODDISFATTO SU VON DER LEYEN ALLA COMMISSIONE E LAGARDE ALLA BCE

A quanto si apprende da fonti della Presidenza del Consiglio il governo italiano esprime soddisfazione per l'ipotesi che vedrebbe Ursula Von der LEYEN alla presidenza della Commissione europea e Chistine Lagarde per il dopo Draghi alla Bce.

Merkel, contenta per Von der Leyen alla Commissione

"Sono contenta che il nome di Ursula von der Leyen riscuota la fiducia di tanti capi di Stato e di governo". Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel dopo la designazione della ministra della Difesa tedesca a presidente della Commissione Ue. A detta di Merkel, Von der Leyen "si è sempre impegnato per l'Europa, ha avuto molto successo" nell'espletamento delle sue responsabilità, afferma la cancelliera che si è detta soddisfatta "anche se fino a ieri mi ero impegnato per un altro tipo di bilanciamento". Nondimeno, per la cancelliera "è un bel segnale che sia una donna" a diventare presidente della Commissione.

Merkel, Weber sarà candidato Europarlamento fra 2 anni e mezzo

"La raccomandazione sulla quale abbiamo trovato un accordo nel Consiglio Ue allo scopo di trovare un bilanciamento nel Parlamento europeo è che per i primi due anni e mezzo saranno i socialisti e democratici a presentare il proprio candidato, mentre nella seconda parte tocca al Ppe, dunque il candidato sarà Manfred Weber".   E' quanto ha affermato Angela Merkel a Bruxelles dopo il vertice sulle nomine Ue. Secondo questo schema, il presidente dell'Europarlamento sarebbe un socialista nella prima parte della legislatura, e un esponente del Partito popolare negli ultimi due anni e mezzo. 

 

Merkel, no Spitzenkandidat perché è mutata costellazione Ue

"Avevo preso molto sul serio il principio dello Spitzenkandidat, ma non si è potuto realizzare per la costellazione che è venuta a crearsi in seno al Consiglio Ue". Così la cancelliera tedesca Angela Merkel a Bruxelles dopo il sì alla nomina di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue.     D'altronde "non deve mai più succedere che uno Spitzenkandidat come Weber venga rifiutato da altri, o descritto come non adeguato, ci vuole un adeguato rispetto", dice ancora la cancelliera, che aggiunge "che comunque non sarà certo io a seppellire l'opzione dello Spitzenkandidat".    Merkel, che ha voluto "ringraziare Manfred Weber e Frans Timmermans per il loro impegno", afferma anche che per garantire "più democrazia" in Ue, una possibilità potrebbe essere quella delle "liste transnazionali, oppure pensare ad elezioni dirette dei candidati". Attualmente, aggiunge, la difficoltà del modello Spitzenkandidat "consiste nel trovare la necessaria maggioranza, perché non ci sono più due partiti che da soli se la possano assicurare".     Per il resto "abbiamo raggiunto una soluzione che ha richiesto molta forza e molto impegno, nonché una grande disponibilità al compromesso", ha spiegato ancora la cancelleria, dimostrando che "il Consiglio Ue è ancora capace di agire".

Tusk, a Italia deve andare vicepresidenza Commissione

Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha auspicato che sia data una vicepresidenza della Commissione anche all'Italia. “Voglio incoraggiare Ursula von Der Leyen a realizzare un appropriato equilibrio geografico nella squadra dei vicepresidenti” della Commissione, ha detto Tusk durante una conferenza stampa. Secondo Tusk, anche “l'Europa centrale e orientale e l'Italia dovrebbero essere a bordo” nella squadra dei vicepresidenti della Commissione.

Tusk, Timmermans e Vestager vicepresidenti Commissione

Ursula von Der Leyen ha annunciato la sua intenzione di nominare Frans Timmermans e Margrethe Vestager come vicepresidenti della Commissione con “il rango più alto”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, durante una conferenza stampa.

Lagarde "onorata" per designazione, si autosospende da Fmi

Christine Lagarde si e' detta "onorata di essere stata designata alla presidenza della Bce". Lo ha scritto la stessa Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale su Twitter. "Alla luce di cio' - ha aggiunto - e dopo essermi consultata con il Comitato etico del board del Fmi, ho deciso di autosospendermi dal mandato di direttore del Fmi per il periodo della nomina".

Michel, garantirò unità e solidarietà a Consiglio europeo

"E' un grande onore, un privilegio e una responsabilità essere stato scelto per presiedere il Consiglio europeo". Lo ha detto il primo ministro belga, Charles Michel, dopo la sua nomina da parte dei capi di Stato e di governo dell'Ue. Michel ha promesso di "garantire la diversità, l'unità e la solidarietà nel progetto europeo. Le sfide di fronte a noi sono numerose e immense, e necessitano di capacità di dialogo, comprensione comune e rispetto", ha spiegato Michel.

Juncker, von Der Leyen buona soluzione, spero ok Parlamento

“La soluzione che abbiamo trovato è buona. Ursula von Der Leyen sa come muoversi nella politica di Difesa e nel sociale”. Lo ha detto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, dopo la nomina della responsabile politica tedesca per succedergli alla testa dell'esecutivo comunitario. Juncker ha auspicato che l'Europarlamento dia il suo accordo, ma si è detto “rattristato” dal fatto che il processo degli Spitzenkandidaten sia stato “incrinato” dalla decisione dei capi di Stato e di governo.

Zingaretti, "Le nomine? Clamoroso autogol dell'Italia"

Per il segretario Pd, Nicola Zingaretti, il pacchetto di nomine deciso al vertice UE e' "un clamoroso autogol dell'Italia".      "Credo che il governo italiano abbia perso una grande occasione perché Timmermans era la candidatura di una linea politica che chiedeva lavoro, crescita e sviluppo, un' Europa al servizio delle persone. Il fatto che Salvini e altri si siano schierati contro un'Europa della crescita per avere una commissione così guidata è un autogol dell'Italia: ha vinto la faziosità del giudizio rispetto a una prospettiva che il governo italiano, almeno a parole, persegue. Non abbiamo contato nulla e se abbiamo contato qualcosa e' un clamoroso autogol dell'Italia". Lo ha affermato il segretario Pd, Nicola Zingaretti a Villa Taverna, residenza dell'ambasciatore Usa in Italia, per i festeggiamenti in vista dell'Independence Day, a commendo del pacchetto di nomine al vertice dell'Ue deciso a Bruxelles.

Ppe: una rivolta anti-merkeliana nata e risolta in Germania

Berlino, andata e ritorno: è germogliata, si è sviluppata e si è chiusa in Germania con Ursula von der Leyen nuova presidente della Commissione Ue la rivolta in casa Ppe che ha contribuito in modo determinante al fallimento del "piano Merkel" sulle nomine europee, ossia il cosiddetto "pacchetto Osaka" che prevedeva il socialista Frans Timmermans alla Commissione Ue e il popolare Manfred Weber alla presidenza dell'Europarlamento. Un dramma in tre atti, al cui centro sta proprio la Cdu di Angela Merkel - la quale mai come adesso ha avuto la prova tangibile dei limiti del suo potere - e le manovre intorno allo "Spitzenkandidat" dei popolari, appunto il bavarese Weber. Le prime avvisaglie si sono avute alla vigilia del vertice Ue, quando il segretario generale dei cristiano-democratici, Paul Ziemiak, aveva ribadito la fedeltà a Weber, che la cancelliera aveva già sacrificato in nome di un accordo che cercava di armonizzare le ambizioni del gruppo socialista con quelle del presidente francese Emmanuel Macron.

Oggi è la leader della Cdu, Annegret Kramp-Karrenbauer - arrivata sulla poltrona che fu di Kohl e Adenauer dopo 18 anni di regno merkeliano - "a sperare di arrivare ad una situazione in cui si riconosca la vittoria del Ppe", modo elegante per dire che la linea fino a quel punto portata avanti dalla cancelliera sarebbe sinonimo di un sconfitta dei popolari. E' proprio quello che è stato interpretato come l'ennesimo "machiavellismo" di Merkel ad aver scatenato la rabbia dei Popolari. Da una parte - oltre ai 4 di Visegrad - sono stati l'irlandese Leo Varadkar, il bulgaro Bojko Borisov e il lettone Arturs Karins a tuonare il loro no a Timmermans, certo, ma dall'altra il fuoco amico è soffiato poitente da Berlino a da Monaco, regno dei cristiano-sociali bavaresi di cui Weber è uno degli esponenti più in vista: ma come, è il ragionamento che si ripete da due giorni a Berlino, per mesi e per mesi facciamo campagne per Manfred Weber e per l'orgoglio Ppe piazzandoci comunque primi alle Europee, e alla fine con un colpo d'ala lasciamo la Commissione ai socialisti? Un tradimento, né più né meno.

In realtà, sull'altare europeo sono riemersi antichi rancori che in casa Cdu-Csu covano da anni nei confronti di Frau Merkel e che paradossalmente rischiano di avere come vittima collaterale proprio lo "Spitzenkandidat" popolare. Prima erano le tante fughe in avanti della cancelliera in ambiti tradizionalmente socialdemocratici ad avere spiazzato i conservatori tedeschi - dall'addio al nucleare alle nozze gay - poi stata la "politica delle porte aperte" ai tempi della crisi dei migranti del 2015, infine l'accusa di aver "lasciato scoperto il fianco destro" all'Afd, quando nel 2017 per la prima volta l'ultradestra tedesca ha fatto il suo ingresso al Bundestag. Come notano in molti in queste ore a Berlino, i nodi vengono tutti al pettine. Per cui non stupisce che il governatore bavarese Markus Soeder, della Csu, insista ancora oggi affermando che "è Weber il più adatto a fare il presidente della Commissione Ue", anche se non è gradito a Macron. Toni simili dall'europarlamentare Cdu Daniel Caspary: "Noi sosteniamo Weber".

Significativo, da questo punto di vista, l'editoriale della Welt, giornale tradizionalmente conservatore vicino all'anima profonda della Cdu: "Merkel ha lasciato cadere Weber senza troppa pena, proteggendo invece il socialista Timmermans. Ma così facendo la cancelliera ha aizzato contro se stessa il Ppe. Che aveva puntato su di lei e che adesso si sente tradito". E ancora. Per il quotidiano tedesco "è incomprensibile" perché Merkel abbia scelto questa linea "che non è nell'interesse della Germania". Concludendo: "La cancelliera si è giocata gran pare del suo credito con il caso Weber". Ovviamente nella vicenda ha avuto un peso non secondario la questione dei rapporti con Viktor Orban e il suo partito, Fidesz, prima minacciato di espulsione e poi solo "congelato" dal Ppe per i suoi attacchi anti-Ue, per non finire di regalare voti alla compagine sovranista. Weber, che in passato si era mostrato molto dialogante nei confronti del premier ungherese, ha cambiato rotta a 180 gradi durante la campagna elettorale: Orban non ha gradito. Pertanto non stupisce, ancora una volta, che il portavoce del premier di Budapest, Zoltan Kovacs, oggi sia stato tra i primi ad assicurare il proprio sostegno a Ursula von der Leyen come nuova presidente della Commissione.

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