Usa, la Camera sfida Trump: annullato il suo veto alla legge sulla Difesa - Affaritaliani.it

Esteri

Usa, la Camera sfida Trump: annullato il suo veto alla legge sulla Difesa

Se il Senato appoggiasse l'azione della Cemare, sarebbe la prima volta che un veto di Trump viene annullato. Via libera però agli aiuti ai redditi minori

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha lanciato una sfida bipartisan al presidente Donald Trump, votando per l’annullamento del veto presidenziale alla legge sulla Difesa, conosciuta anche come National Defense Authorization Act (Ndaa).

Se il Senato dovesse ora appoggiare l'azione della Camera, sarebbe la prima volta che la presidenza Trump, ormai agli ultimi giorni di mandato, subisce l'aggiramento di un veto da parte del Congresso. Nelle stesse ore il presidente uscente ha però incassato dalla stessa Camera il via libera a portare da 600 a 2 mila dollari l'assegno per gli americani con un reddito inferiore ai 75mila dollari l'anno, come aveva sollecitato al momento di firmare il piano di aiuti da 900 miliardi.      

Il provvedimento sulla difesa da 740,5 miliardi di dollari - che include, tra le altre cose, l’aumento dei salari per i soldati americani e disposizioni per un esame approfondito prima del ritiro delle truppe da Germania e Afghanistan - era stato approvato questo mese con 335 voti a favore e 78 contrari alla Camera, a controllo democratico, e con 84 voti a favore e 13 contrari al Senato, a maggioranza repubblicana. Il documento, però, aveva ricevuto il veto del presidente, che l'aveva definito "un regalo alla Cina e alla Russia". 

"La mia amministrazione riconosce l'importanza della legge (di Difesa)" ha spiegato Trump in una nota poco meno di una settimana fa. Sfortunatamente la legge non include misure cruciali di sicurezza nazionale e include clausole che non rispettano i militari e la storia dei nostri militari, contraddicendo gli sforzi della mia amministrazione per mettere l'America al primo posto nelle nostra azioni di sicurezza nazionale e di politica estera: è un regalo alla Cina e alla Russia".    

In sostanza, il presidente aveva minacciato il veto perché la misura prevede il cambio di nomi delle basi militari intitolate ai confederati. Trump giudica una minaccia alla sicurezza nazionale la 'Section 230' del Communications Decency Act che tutela legalmente il 'big tech' rispetto ai contenuti pubblicati da terzi e che lui aveva chiesto di stralciare dalla legge di Difesa, approvata dal Congresso con un forte sostegno bipartisan.

La mossa della Camera arriva dopo che, sotto pressione da entrambi gli schieramenti politici, Trump ha dato il via libera domenica al pacchetto di stimoli da 900 miliardi di dollari per fronteggiare la crisi del Covid, su cui si era raggiunta una sudata intesa tra Repubblicani e Democratici e che il presidente minacciava di ostacolare, perché ritenuto insufficiente. Trump ha ceduto e firmato anche sulla legge per il finanziamento dello Stato federale, impedendo così il paventato shutdown, il blocco delle attività di larga parte dei servizi pubblici, che altrimenti sarebbe scattato oggi.     

Tra le richieste del presidente per appoggiare il pacchetto vi era l'aumento da 600 a duemila dollari dei versamenti diretti ai cittadini americani con un reddito inferiore ai 75mila dollari l'anno. La Camera ha accolto le sue istanze e, sempre ieri, ha anche approvato (275 voti contro 134) una mozione che porta a duemila dollari gli assegni di aiuto ai cittadini. La mozione ora dovrà essere approvata anche in Senato, dove il suo futuro appare meno certo: secondo alcuni osservatori, i Democratici hanno accolto la richiesta di Trump nel tentativo di spingere i senatori Gop a dover decidere se sfidare o meno il presidente, dopo essersi più volti espressi contro un eccessivo aumento del valore del pacchetto di stimoli.    

Calcolando anche l'Ndaa, Trump ha posto il veto a nove disegni di legge nei quattro anni della sua amministrazione, ma finora, il Congresso non aveva mai raccolto il numero di voti necessario a bypassarli.