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Esteri
Varoufakis fa discutere la sinistra: è uno sciocco o un leader?

La fondatrice del Manifesto, la sempreverde Luciana Castellina, ha accettato l'invito di Alexis Tsipras a candidarsi alle Europee per Syriza in Grecia, "come personalità di eccellenza continentale", dice lei stessa. E aggiunge, in una intervista al Manifesto: "è anche una candidtura di solidarietà con Tsipras che in questi anni non poteva fare più di quello che ha fatto per il suo paese al quale sono molto legata". Fin qui nulla di scandaloso nè di riprorevole: legittima tessitura di elogi alla Grecia, alla sua storia, alle sue bellezze e all'attuale Premier, Tsipras. Quel che colpisce è il poco elegante e signorile "sciocco" dato all'economista Yanis Varoufakis che del governo Tsipras è stato nel 2015 ministro delle Finanze e dal quale si dimise all'indomani del referendum popolare con cui il popolo greco respinse le draconiane misure di austerità imposte alla Grecia dalla troika e fatte proprie dal memorandum sottoscritto invece dal governo. "Non sono più ministro" scrisse sul suo blog Varoufakis e l'anno dopo ha fondato il movimento paneuropeo e trasnazionale Diem25 che sarà presente alle elezioni europee e vedrà lo stesso Varoufakis 'Spitzenkandidat' in Germania.

"In questi anni [Tsipras] è stato attaccato tanto - sentenzia la Castellina - anche da quello sciocco di Varoufakis, ma alla resa dei conti è stato uno statista nel miglior senso del termine, e ha fatto tantissimo per il suo popolo e per l’intera sinistra continentale". Domanda: perchè definire sciocco Varoufakis e chi è la Castellina per permettersi simili giudizi? Varoufakis non ha di certo bisogno di avvocati difensori. Quel che non va, non è per nulla accettabile, a sinistra, è la caduta di stile della Castellina. All'indomani del 4 marzo 2018, la Castellina si era pronunciata sulla debacle della sinistra con queste parole:  "[…] Fra le cose che non so c’è anche questa: come si ricostruisce una cultura e una pratica collettiva, un rapporto con l’altro […] il problema non si può eludere […] Pensare che basti redistribuire più equamente gli stessi beni – obiettivo già impervio – non è più nemmeno sufficiente, occorre – di fronte al disastro ecologico e al mutamento del lavoro – fare assai di più: produrre in modo diverso beni diversi e indurre consumi diversi [tesi già sostenuta negli anni '70 da Riccardo Lombardi] Cioè cambiare anche gli esseri umani". 

E come si ricostruisce una cultura e una pratica collettiva [che c'è stata per ben 40 anni, l'Analisi collettiva] la Castellina non lo dice come si guarda bene dal non dire con quale teoria si possono - perchè è possibile - cambiare gli esseri umani. Certamente non dando gratuitamente dello "sciocco" a chi la pensa diversamente. E' un modo questo che fa parte, come denunciato da Varoufakis, del "lato oscuro" che opprime e condiziona fortemente la sinistra da anni: in sintesi il metodo staliniano o con me o contro di me. Di ben altra natura e livello culturale le considerazioni che lo storico e politologo 91enne Giorgio Galli svolge nella premessa al libro a giorni in uscita per Biblion edizioni 'La sinistra eretica. Da Lombardi a Varoufakis, per il futuro dell'Europa' sul conto di Varoufakis.

"[...] negli stessi giorni nei quali un’antica istituzione quale il Parlamento britannico, decretando la fine della Brexit morbida, apre prospettive potenzialmente catastrofiche non solo per la Gran Bretagna, ma per l’intero continente, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sparge lacrime di coccodrillo per l’errore di aver affamato e desertificato la Grecia, che Varoufakis ha tentato invano di tutelare, a vantaggio dell’Europa intera. [...] è una singolare coincidenza che tocchi proprio allo sconfitto di allora, tentare di realizzare un soggetto politico, una Internazionale Progressista sulle due rive dell’Atlantico, in grado di porre fine al secolare lato oscuro o male oscuro della sinistra, con un progetto realistico che trasformi l’Europa dell’euro nell’Europa dei popoli, per usare un’espressione che non è dei sovranisti, ma di un grande italiano europeo come Giuseppe Mazzini. L’augurio che questo tentativo di Varoufakis possa riuscire, non è disgiunto dalla preoccupazione che le difficoltà da affrontare, retaggio del lato oscuro o male oscuro, siano tali da compromettere la riuscita di quello che è forse l’ultimo tentativo di salvare l’Europa a rischio di annullamento".  

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