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Esteri
Venezuela: i senatori Airola e Ferrara contro il ministro Moavero Milanesi

La situazione in Venezuela è molto vicina ad una guerra civile e la recente decisione da parte del Tribunale supremo di Giustizia di revocare l’immunità a sette parlamentari che avevano preso parte alla “insurrezione” di Guaidò contro Maduro proietta tali tensioni a livello internazionale. Il nostro ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha espresso condanna per la revoca dell’immunità ai parlamentari coinvolti, mentre una di loro, Mariela Maganelles (46) -rappresentante dello stato di Aragua e sposata con un italiano- è stata accolta nella nostra ambasciata di Caracas dove, ha detto il ministro, le sarà garantita ogni possibile tutela. Il nostro ambasciatore Silvio Mignano le ha spalancato le porte della residenza Miravalle nel quartiere Country Club, dove vivono i ricconi della capitale venezuelana.

Questo ha provocato la prevedibile reazione di due senatori pentastellati, Alberto Airola e Gianluca Ferrara contro il ministro invitandolo invece a condannare il golpe. Parole dure che rappresentano la posizione del Movimento Cinque Stelle che fin dall’inizio della vicenda ha appoggiato Maduro contrariamente alla Lega schierata con i rivoltosi. I due senatori parlano apertamente di “golpe” messo in atto dai contestatori del regime appoggiati dal Presidente Usa Donald Trump e naturalmente dal Regno Unito.

Il sottosegretario agli Esteri italo-argentino Ricardo Merlo è invece con Guaidò, mentre qualche ora fa è stato arrestato il suo braccio destro Oscar Rondero.

La presenza di una grande e strutturata comunità italiana in Venezuela indurrebbe ad avere posizioni più accorte se non concilianti per evitare prevedibili reazioni contro i nostri connazionali in una partita dagli esiti incerti. In ogni caso le forzature e le minacce che il segretario di Stato Usa Mike Pompeo sta facendo non sembrano essere compatibili proprio con una visione democratica della politica ed ella sovranità nazionale. Pompeo ha usato parole forti: "È disgustoso vedere leader politici, non solo nel Regno Unito, ma anche negli Usa, che continuano a sostenere un dittatore assassino come Nicolas Maduro", mentre il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt ha affermato che: “Nessun leader d’un Paese occidentale che si ispira ai valori democratici dovrebbe stare con lui”.

In Italia non poteva mancare il solito Casini che non si rassegna alla perdita del potere ed ha intimato al nostro governo di riconoscere Guaidò. La posizione dell’Italia riflette -come detto- una visione opposta di questa vicenda da parte dei due azionisti del governo giallo - verde con la Lega in posizione filoatlantica e i Cinque Stelle in posizione filorussa. Ma al di là delle politiche nazionali resta il fatto che il governo legittimante eletto in Venezuela è quello di Maduro (l’Italia non ha riconosciuto il governo di Guaidò) e le forzature americane sembrano essere troppo smaccate e interessate per essere accettabili.

 

 

 

 

 

 

 

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