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Questo, il 2013, sarà l'annus horribilis che verrà ricordato per tutte le difficoltà portate dalla crisi economica che, si spera, abbia raggiunto il suo apice. Nonostante però la crisi che ha ormai percosso ogni categoria, l'Italia continua a distinguersi come la nazione con la spesa pubblica maggiore fra tutte quelle europee. Ci troviamo di fronte a un quadro nazionale che presenta due situazione opposte ed estreme. Da una parte abbiamo una cittadinanza vessata da una pressione fiscale alle stelle pari al 43,8%, con salari che hanno ormai un potere d'acquisto risibile che contribuiscono all'implacabile crollo dei consumi e un mercato del lavoro stagnante che sforna ogni giorno centinaia di migliaia di nuovi disoccupati. Dall'altra invece abbiamo un dispendio economico incontrollato del costo della politica e della res publica che alimenta una classe politica (ma anche dirigente) sempre più distante dal Paese reale e dalle concrete difficoltà di ogni giorno.
Parliamo di cifre, per capire l'entità del dislivello fra questi due diversi tipi di cittadini. Secondo il bilancio 2013 della Camera dei Deputati, per esempio, la cifra complessiva del costo (a carico dei cittadini, non dimentichiamolo) della sua gestione è pari a 943 milioni di euro.

Certo, quest'anno c'è stato un taglio ai costi della Camera dei Deputati che corrisponde a 50 milioni. Potrebbe sembrare un buon segnale, tutto sommato, ma in verità questo intervento è avvenuto per la prima volta dal 1960, cioè non c'è mai stato un taglio alla spesa in cinquantatré anni. E se si pensa che il 2013 è, di fatto, il terzo anno di crisi economica più grave della storia e nonostante questo solo ora si è pensato che forse sarebbe il caso di ridurre un po' le spese per i nostri politici, non è certo una cosa entusiasmante. Finora il taglio alle spese equivale a 32,7 milioni di euro e i restanti 17,3 milioni deriveranno dalla dotazione della precedente legislatura e resterà allo stesso livello fino al 2017. La parte più importante del bilancio però resta quella delle pensioni degli ex deputati e dipendenti del Palazzo. Essa corrisponde infatti al 34,6% del totale delle spese a pari a ben 365 milioni di euro. Per capire come la Camera incida sui conti pubblici basti pensare che nel 2008 (anno in cui è iniziata la crisi) la dotazione di cassa era di 978 milioni. L'anno dopo è stata aumentata fino a 993 milioni e nei tre anni successivi la cifra è rimasta la stessa fino a quello in corso. Insomma un'esigua riduzione del 3%. Infine in virtù dell'operazione trasparenza avviata quest'anno è stato messo online sul sito www.camera.it il progetto di bilancio della Camera. 

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