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Fatti & Conti
Contraffazione tabacco, il governo ascolti l'Europa

Quando si parla di sigarette vi sono molti problemi che vanno analizzati. Prima di tutto ce n’è uno di salute dei cittadini perché il fumo, è ormai pleonastico ripeterlo, è causa di numerose patologie anche mortali. Ma non va dimenticato che il tabacco ha un fronte aperto con il contrabbando, con la contraffazione e, di conseguenza, con l’evasione fiscale. Per cercare di capire meglio quali siano le tematiche di maggiore interesse mentre si discute di come porre un argine alla contraffazione, abbiamo parlato con Gabriele Cirieco di Strategic Advice, società consulente di SICPA per l’Italia. SICPA è un'azienda privata svizzera, leader mondiale nella fornitura di soluzioni e servizi di sicurezza per l'autenticazione, l'identificazione e la tracciabilità.

Dottor Cirieco, chi si deve occupare di redigere le nuove norme che pongano un freno alla contraffazione e al contrabbando nel comparto dei tabacchi?
Contrariamente a quanto si può pensare, non sarà il parlamento italiano a scrivere le norme: i due provvedimenti che riguardano il futuro del sistema di tracciabilità sono nelle mani del Governo. L’Esecutivo è intervenuto già lo scorso dicembre, il D.lgs 188/2014 che ha previsto alcune misure in materia di tracciabilità, nonostante esse dovessero essere oggetto del recepimento della Direttiva 2014/40/UE. Il D.lgs prevede che, con regolamento del Ministero dell’economia e delle finanze, siano emanate disposizioni sulla tracciabilità conformi a quelle della direttiva 2014/40/UE. Lo scorso 2 luglio, poi, la Camera ha approvato in via definitiva il ddl Legge di delegazione europea. Quello che, purtroppo, mi preme sottolineare, è che sono stati bocciati due emendamenti. Il primo prevedeva lo svolgimento di una procedura di evidenza pubblica per l’assegnazione del servizio di tracciabilità dei tabacchi. Il secondo chiedeva il mantenimento dei contrassegni fiscali sui tabacchi, presenti ed efficaci in 23 Paesi su 28 in ambito Ue.

Il fatto che non vi sia una gara per l’assegnazione del servizio di tracciabilità pone delle ombre sull’intero meccanismo?
Direi di sì. Questo tentativo di far penetrare i produttori di tabacco nel sistema dei controlli è un fatto che si verifica solo in Italia. C’è molta fretta nel recepimento della direttiva tabacco e non si vuole aspettare la direttiva europea che dirà quali sono le soluzioni migliori. Anche perché la Commissione Europea ha recentemente chiesto al Consiglio dell’Unione Europea la ratifica del Protocollo Attuativo della Convenzione Quadro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la lotta al tabagismo del 21 maggio 2003 presentando una ufficiale proposta di conclusione. Tale Protocollo prevede l’esclusione dell’industria del tabacco dalle politiche per il contrasto del contrabbando e dallo sviluppo di sistemi di tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti da fumo.

Ci spieghi meglio
Il Protocollo, attualmente in fase di ratifica da parte dell’Unione Europea, all’articolo 8, comma 12, prevede che “gli obblighi attribuiti a una parte contraente non possono essere adempiuti dall’industria del tabacco né le possono essere delegati”. Al comma 13 dello stesso articolo si stabilisce che “Ciascuna parte contraente garantisce che le proprie autorità competenti che partecipano al sistema di tracciamento e rintracciamento interagiscono con l’industria del tabacco e con coloro che ne rappresentano gli interessi solo nella misura in cui ciò sia strettamente necessario per l’applicazione del presente articolo”.

C’è però chi sostiene che il meccanismo elaborato da SICPA abbia costi particolarmente elevati
È impossibile, al momento, stabilire un costo standard. Ci sono troppe variabili che vanno considerate: il tipo di supporto, la qualità della carta, il numero di prodotti realizzati. Nel caso, finalmente, si decidesse di indire una gara, allora si potrebbero anche stabilire dei parametri e, di conseguenza, dei costi. Chi ha fornito i dati forse lo ha fatto per dare una percezione distorsiva della metodica ideata da SICPA. Inoltre, un report indipendente emesso dalla UE critica il sistema Codentify, sostenendo che “una soluzione indipendente, come quella realizzata da SICPA, potrebbe produrre un risultato migliore di un sistema equivalente basato su Codentify.

Ancora una domanda su SICPA: si è parlato di un coinvolgimento dell’azienda in un fenomeno di corruzione in Brasile che ha coinvolto il sistema di controllo delle bevande. Ci può dire qualcosa in proposito?
SICPA conferma categoricamente che non è stato commesso nessun atto irregolare e inappropriato. L’azienda sta cooperando al massimo grado con le autorità brasiliane al fine di risolvere la questione nel modo più rapido possibile. Questo attacco è probabilmente dovuto al fatto che i requisiti richiesti in Brasile sono talmente stringenti da escludere la quasi totalità dei concorrenti: mi pare ovvio, quindi, che ciò non sia ben visto dai competitor di SICPA.

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