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In collaborazione con www.professionisti.it

È crisi nera anche per i negozi Compro Oro. Sembrerebbe che gli italiani abbiano finito anche le loro riserve auree mandando in crisi le decine di miglia di negozi che in cambio dell'oro restituivano ai clienti soldi contanti che spesso venivano utilizzati per far fronte alle spese quotidiane. A sostenerlo è il Rapporto Eurispes 2014 presentato lo scorso 30 gennaio. Se alcuni organi di stampa hanno trovato il modo di interpretare la notizia come segno positivo di una ripresa dei risparmi degli italiani e di conseguenza di una minore necessità di impegnare i propri gioielli per far fronte alle rate di un mutuo o dell'auto, la fotografia scattata dal Rapporto Eurispes 2014 ci parla di una realtà ben diversa: “la variazione percentuale -sostengono gli analisti- può essere interpretata come un fenomeno legato all’esaurimento progressivo dei beni preziosi in possesso degli italiani”. Dal “Rapporto” emerge che il numero degli italiani che si è recato nei punti vendita Compro Oro nel corso del 2013 è sceso del dieci per cento rispetto all'anno precedente causando in molto casi la chiusura degli esercizi commerciali che in pochissimi anni avevano fatto registrare un incremento impressionante.

Nel solo biennio 2012/2013 i negozi dediti all'acquisto e rivendita dell'oro, in Italia, avevano infatti visto un incremento di quasi il 20 per cento passando dall’8,5 per cento del 2012 al 28,1 per cento del 2013. Ma i segni delle difficoltà per questo genere di attività erano emersi già a partire dalla primavera del 2013. Allora, infatti, le misure finanziarie decise dalla Federal Reserve Bank americana e dalla sua corrispettiva giapponese hanno portato all'immissione sul mercato nuova liquidità che ha condotto in brevissimo tempo ad un crollo del valore dell'oro che scese fino all'otto per cento. Una batosta inaspettata per molti titolari di Compro Oro non troppo avvezzi a consultare i listini dei mercati finanziari e a interpretarne le tendenze per capire che il prezzo del “bene rifugio” sarebbe stato destinato a precipitare e con esso i profitti della loro attività commerciale. Dai quasi trentotto mila negozi presenti all'inizio del 2013, in Italia, a fine anno si era già giunti a ventisei mila, con un calo del 40 per cento del giro d'affari. I bassi prezzi dell'oro hanno anch'essi, forse, tenuto lontani i clienti in attesa di una ripresa della valutazione del metallo prezioso, ma secondo gli analisti la verità potrebbe essere ben più preoccupante: gli italiani hanno dato fondo anche alle loro riserve auree per far fronte alla crisi. Si è, insomma, non solo stretta la cinghia ma raschiato anche il fondo del barile.

 

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