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Fatti & Conti
Giustizia: via al processo telematico Parte lo snellimento dei tribunali

In collaborazione con www.professionisti.it

E’ una delle chimere italiane di tutti i tempi: snellire la giustizia e la pubblica amministrazione. Negli ultimi anni, tuttavia, sembra che la nostra classe politica sia sinceramente intenzionata a metter mano a questi punti dolenti del sistema paese. Se la PA è stata scossa nelle ultime settimane da una nuova riforma firmata dall’esecutivo Renzi, ora è il momento della giustizia. Vediamo come. Con il secondo semestre 2014 la sburocratizzazione della giustizia italiana dovrebbe trovarsi a  una vera e propria svolta: dal primo luglio 2014 entra in vigore a tutti gli effetti il processo civile telematico. L'adozione di questo tipo di procedura non sarà facoltativa, ma obbligatoria per tutti i processi iniziati dopo il 30 giugno 2014. Per quelli già in essere la data ultima per l'avvio delle nuove procedure è stata fissata al 31 dicembre 2014. Tuttavia, nel caso in cui i tribunali siano già attrezzati, sarà possibile fin da subito intraprendere i procedimenti giudiziari per via telematica anche per quanto riguarda i processi iniziati nella seconda parte dell'anno. Questo è quanto previsto dal decreto legge 90/2014, che prevede tra l'altro misure necessarie per rendere possibile l'esecuzione del processo telematico. Ad esempio, i testimoni non saranno più tenuti ad apporre la propria firma sul verbale, in modo da automatizzare e rendere più rapido il procedimento. Sempre allo stesso scopo, anche gli avvocati avranno la possibilità di autenticare le firme e potranno usufruire di notifiche effettuate attraverso la posta elettronica certificata.

Prevista per il giugno 2015, invece, l'obbligatorietà di presentazione degli atti processuali in forma telematica presso le corti di appello. Una curiosità. Dovremo forse dire addio ad alcune scene cui siamo abituati, come la lettura della sentenza da parte della corte schierata dinanzi all’aula in trepidante attesa: non solo gli atti del processo verranno presentati per via telematica, ma anche la sentenza verrà comunicata dalla cancelleria del tribunale attraverso la posta elettronica certificata. Le nuove disposizioni non riguarderanno il solo processo civile, ma anche quelli relativi all'aggiudicazione delle gare di appalto. I processi in questione non potranno avere una durata superiore a un mese, in modo da bloccare anche i procedimenti che vengono intrapresi al solo scopo di ritardare l'esecuzione dei lavori. Nel caso il tribunale riconosca i termini per affermare che la controversia è stata causata da una delle parti con il solo scopo di generare ritardi nei lavori, la parte giudicata colpevole di tale atteggiamento potrà essere costretta a pagare l'1% del valore dell'intero contratto di appalto. Questo provvedimento dovrebbe quindi rendere meno appetibile la consuetudine del ricorso a un processo per ritardare i lavori, prassi molto diffusa nel nostro Paese. Infine, una misura prevista dal decreto legge 94 riguarda anche il contributo unificato, che subisce un rincaro per tutti i tipi di causa.

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