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Fatti & Conti

In collaborazione con www.professionisti.it

I principali interventi normativi introdotti dal DL 69/2013, ovvero il “Decreto del Fare” riguardano soprattutto la revisione del ruolo di Equitalia in materia di riscossione delle cartelle esattoriali. Si tratta del primo grande progetto normativo del Governo Letta redatto in 80 articoli con 2300 emendamenti in cui vengono stabilite le urgenze e le priorità economiche per ripristinare l'instabile assetto del Paese. Per quanto riguarda Equitalia, la direzione che si segue è quella di ridimensionare il potere dell'agenzia di riscossione crediti limitando i pignoramenti e le ipoteche che Equitalia utilizza per rivalersi sui contribuenti con un debito e una maggiore flessibilità sulla rateizzazione del debito da pagare. Il decreto ha già influenzato Equitalia tanto che già dal primo luglio l'agenzia di riscossione crediti ha diffuso una guida contenente alcune indicazioni sui nuovi modi di operare. Questo perché, pur non essendo ancora stato convertito in Legge il DL, è stata già emanata la direttiva con anticipo per garantire una certa tutela al contribuente.

Chi riceve una cartella esattoriale non dovrà più temere di perdere la propria abitazione. Il divieto di pignoramento della prima casa infatti è una delle più importanti novità introdotta dal “Decreto del Fare”. A tal fine, l'immobile deve risultare l'unico non di lusso di proprietà del destinatario della cartella esattoriale e risultare al catasto destinata ad uso abitativo (a prescindere dal reale uso che poi se ne faccia). Anche chi ha già subito un pignoramento ha qualche speranza di non perdere la casa. Equitalia, in attesa di ulteriori chiarimenti da parte del decreto, ha infatti disposto la sospensione delle aste delle abitazioni principali già pignorate se queste sono l'unica casa del debitore, se il debito non è superiore ai 120mila euro e se l'ipoteca è stata registrata entro gli ultimi sei mesi.Neppure i beni d'impresa, cioè quelli necessari all'attività professionale del contribuente, possono essere pignorati. Equitalia, per questi, mantiene la facoltà di espropriare gli immobili per un quinto del loro valore solo se gli altri beni in possesso del debitore non raggiungono la cifra del debito da pagare.

Le novità previste per la rateizzazione dei debiti invece, consentono al contribuente di dilazionare fino a 120 rate l'importo da pagare a fronte delle attuali 72. Anche per le cifra per le quali è già in corso il pagamento delle rate è possibile portale la dilazione al tetto massimo previsto. In questo caso però il debitore dovrà dimostrare di avere una condizione economica grave e quindi essere impossibilitato ad assolvere il debito. Per poter ottenere la rateizzazione più lunga, ha specificato Equitalia, è necessario attendere la conversione in legge del DL 69/2013 mentre è già applicata la disposizione per la quale il diritto di rateazione decade dopo un mancato pagamento di otto rate invece di due com'era finora.

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