Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

I gelati di Renzi non bastano più
Spending review: dove sono i tagli?

Nel 2011 il totale della spesa pubblica ammontava a 742,5 miliardi di euro, di cui 490,5 di spesa corrente. La sola spesa corrente è salita a 503,5 mld nel 2012, 517,3 mld nel 2013 e dovrebbe raggiungere i 534,8 miliardi nel 2014. E’ di tutta evidenza, quindi, che i 17 miliardi di tagli alla spesa programmati dal commissario Cottarelli per il 2015 sono briciole

renzi gelato

di Guido Beltrame

Abbiamo avuto il “Salva Italia” di Monti, il “Destinazione Italia” di Letta e ora arriva lo “Sblocca Italia” di Renzi. Abbiamo avuto, come commissari alla spendig review: Bondi (unico che ufficialmente ha lavorato senza compenso), Canzio (passato praticamente sotto silenzio) e ora Cottarelli. Denominatore comune dei decreti e dei commissari? La totale assenza di tagli alla spesa pubblica. Nel 2011 il totale della spesa pubblica ammontava a 742,5 miliardi di euro, di cui 490,5 di spesa corrente. La sola spesa corrente è salita a 503,5 mld nel 2012, 517.3 mld nel 2013 e dovrebbe raggiungere  i 534.8 miliardi nel 2014. E’ di tutta evidenza, quindi, che i 17 miliardi di tagli alla spesa programmati dal commissario Cottarelli per il 2015 sono briciole insignificanti!! Il problema è che, per fare tagli significativi alla spesa pubblica, bisogna, inevitabilmente, assumere delle decisioni impopolari e dolorose. Si sperava le potesse prendere Monti, slegato come era dai partiti politici, ma non lo fece. Non le ha prese Letta e non le sta prendendo Renzi. Ha tradito Letta con la scusa che la crisi richiedeva interventi urgenti: sono passati più di sei mesi ma non c’è traccia di importanti e decisivi provvedimenti strutturali.

Alla fine del 2010 il governo Cameron, varò un doloroso ma significativo programma di austerity da 80 miliardi di sterline (100 mld di euro), con tagli che portarono alla perdita di circa 500 mila posti di lavoro, in quattro anni, nella PA. Tre anni e mezzo dopo, poco più dei mille giorni che il nostro Premier inizia a prendere come traguardo temporale (alla faccia della pressante urgenza di febbraio…), il Regno Unito ha registrato il miglior incremento del Pil tra i Paesi del G7 (+0.8 nel secondo trimestre del 2014), molto meglio della tanto decantata locomotiva tedesca. L’allora leader dell’opposizione inglese, il labourista Ed Miliband, definì i tagli come una “scommessa irresponsabile” sull’occupazione e l’economia. Possiamo affermare che Cameron ha ampiamente vinto la scommessa, il nostro Premier, come pure i suoi predecessori, invece non vogliono proprio giocare, ma così facendo la partita si perde sicuramente! E così anche nello “Sblocca Italia” non c’è traccia di tagli, neanche le sforbiciate alle municipalizzate in perdita sistematica; speriamo solo che il Governo non demandi ai Comuni o altri Enti la scelta di quali municipalizzate chiudere, sarebbe una manovra meschina che denoterebbe ulteriore mancanza di coraggio da parte del Premier.

Una famosa canzone di Lucio Battisti iniziava con questi versi: “Il carretto passava e quell’uomo gridava: gelati!... al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti”. Battisti preveggente? Non lo sappiamo, di certo, per molte famiglie italiane, i soldi finiscono prima del 21 del mese. A luglio 1000 lavoratori al giorno (!) hanno perso il posto di lavoro, nessuno dei quali lavorava nella pubblica amministrazione; e il Premier distribuisce, orgogliosamente, gelati…


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