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Fatti & Conti
di Sergio Luciano
draghi

Un trappolone lobbistico contro Mario Draghi, “reo” - agli occhi dei tedeschi oltranzisti, ma non solo – di star difendendo “troppo bene” la stabilità dell'Unione europea. E' questa la lettura più diffusa, tra gli addetti ai lavori, sullo “scoop” del Financial Times circa gli 8 miliardi di perdite teoriche sommerse nei conti dello Stato italiano a causa di una serie di operazioni in titoli derivati fatte tra il '97 e il '99, in concomitanza con le trattative per l'ingresso dell'Italia nell'euro sin dalla prima fase. “Hanno messo i derivati nel ventilatore per gettare un'ombra contro Draghi, ma anche contro i suoi uomini che oggi, in Italia, sono ancora tutti in posizione chiave, come il direttore generale attuale del Tesoro Vincenzo La Via o la responsabile del debito pubblico Maria Cannata”. Ma cos'è, quest'interpretazione, un puro afflato sciovinistico, e fantozziano, a difesa di un bilancio pubblico schiacciato da un debito che ormai naviga verso il 130% del Pil, o un'interpretazione attendibile?

“Questo che posso dire è che tutti gli Stati europei hanno fatto derivati in quegli anni”, esclama Gianluca Garbi, ex “Draghi-boy” (anzi: il vero “golden boy” della squadra di Draghi al Tesoro). Garbi, oggi amministratore delegato e azionista di Banca Sistema, è stato a capo di Mts Spa (la società che gestisce il mercato telematico dei titoli di Stato) e di Euromts, il mercato paneuropeo dei Titoli di Stato, dal 1998 al 2007. Insomma, era uno che respirava minuto per minuto l'aria di quei mercati dove, secondo le accuse del foglio britannico, l'Italia avrebbe accumulato questo maxi-buco. “Tutti gli Stati hanno fatto grandi operazioni di derivati”, aggiunge, “sia per coprire emissioni di titoli denominati in valuta estera sia per prevenire eventuali oscillazioni dei tassi. Ma soprattutto mi sembra assurdo che qualcuno riesca a prezzare i derivati che ha il Tesoro italiano, o qualunque altro, senza avere in mano i contratti di cui sta parlando. Saranno migliaia, come fai a sapere qual è il valore mark-to-market?”

 

prodi 1

Fin qui uno che c'era e che queste cose le vedeva da vicino. Ma effettivamente tutti, sul mercato, sanno che anche Paesi finanziariamente certo più sani dell'Italia hanno coperto le loro emissioni internazionali con contratti derivati: dall'Olanda alla Finlandia, dal Belgio alla Francia alla stessa Germania. D'altronde la speculazione mediatica – ammesso che di questo si tratti – trova nel caso italiano un facile appiglio, ed anche una chiarissima e duplice concomitanza. L'appiglio va riletto nella storia faticosissima dell'”aggancio” dell'Italia all'euro. Nessun altro Paese europeo come il nostro riuscì a migliorare i parametri della propria finanza pubblica. Ancora nel '97 l'Italia, nonostante la pace salariale e le privatizzazioni, era molto perplessa sull'opportunità di conferire la lira all'euro da subito rispetto a quella di posticipare la sfida. “Prodi andò da Aznar a Madrid, sperando di trovare nel premier spagnolo un compagno di sventura e invece lo trovò determinatissimo a entrare subito con la sua peseta”, racconta un altro che “c'era”. “Capimmo di doverlo fare anche noi, ma era un gran problema perché il parametro del rapporto tra debito pubblico e Pil era già oltre il 100. Dovemmo farcelo perdonare offrendo in cambio il rispetto dell'altro parametro-chiave, cioè il rispetto del rapporto del 3% tra deficit e Pil. Tutta la strategia di governo dell'economia pubblica fu dunque rivolta a quello scopo. Anche a costo di imporre la famosa Eurotassa. Non lesinammo operazioni spericolate di window dressing, insomma di maquillage finanziario: per esempio quella sulle riserve auree della Banca d'Italia che furono passate all'Ufficio italiano dei cambi con plusvalenze favolose... E secondo alcuni esagerammo con i derivati”.

Ecco scoperta la logica delle accuse. Ma il loro scopo? Sicuramente intralciare l'operato di Draghi. Ma anche boicottare la conferma di La Via alla direzione generale del Tesoro, che secondo lo spoil system potrebbe essere messa in discussione.

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