Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Mediapolis, concordato respinto
Addio al parco di divertimenti

tribunale

di Paola Serristori

Il sogno del parco di divertimenti a tema Mediapolis di Albiano di Ivrea, nel Torinese, si era infranto il 25 gennaio 2014 quando il Tribunale fallimentare di Ivrea ha nominato il commissario Massimiliano Basilio, commercialista di Torino. Ora quel sogno è definitivamente sfumato: la richiesta di concordato presentata da Mediapolis spa è stata giudicata inammissibile dal Tribunale. Il prossimo atto sarà il fallimento? Clear Leisure plc (ex Brainspark plc), la società capogruppo a cui fa riferimento Mediapolis, attraverso il Ceo Alfredo Villa fa sapere che andrà avanti: “Clear Leisure è tranquillissima e nella nostra strategia non cambia nulla. Mediapolis esiste ancora e la trattativa coi creditori andrà avanti. Non solo: continuerà a chiedere alla Regione di convocare la conferenza dei servizi, visto che non ha neppure risposto dall'agosto scorso. Da quanto stabilito dal tribunale, ora sono chiare alcune cose”. Anzi, rilancia: “Clear Leisure è disponibile a sostenere il progetto con una garanzia di 12 milioni, che vi erano offerte di investitori per 20 milioni e che la Regione Piemonte ha fatto la politica dello struzzo non dando alcuna certezza temporale”. Però la strada scelta sembra la più impervia: “Non presenteremo ricorso alla decisione del tribunale, semmai un altro concordato”. E preannuncia denunce e richieste danni se non si riaprirà il dialogo con l'interlocutore regionale. I giudici hanno motivato il rigetto della richiesta di concordato proprio valutando il lungo tempo intercorso dopo l'annuncio del progetto Mediapolis ed il “profondo rosso” dei conti, circa 20 milioni di passivo. Intanto è certo che si procederà con l'esame dell'istanza di fallimento della banca Leonardo, per un credito verso Mediapolis nell'ordine di 300 mila euro.

Una vicenda ingarbugliata, di cui si è detto molto e capito poco. Aprile 2012 doveva essere la data di avvio della prima fase di lavori. Dapprima l'annuncio di quello che doveva essere parco di divertimenti, centro commerciale, e molto altro. Il progetto, approvato l'11 giugno 2008, prevede un parco divertimenti a tema con un'area esterna di 148.000 mq (con un lago di 12.000 mq., canali e giochi d'acqua) indicata come “I giardini di Tivoli”, ed un'area indoor di circa 25.000 mq attrezzata con tecnologia cinema 4D, simulatori hi-tech, dark rides, ecc. ed entertainment-retail ad accesso libero con cinema multiplex di 6 sale, sala da ballo, museo del rock, ristoranti a tema ed alcuni studi televisivi visitabili dagli ospiti del parco. Ancora: hotel 4 stelle con 342 camere, galleria commerciale, food-store. Il tutto con un investimento di oltre 450 milioni di euro e previsioni di  1.600.000 di visitatori all'anno.

Nel 2010 un imprenditore del principato di Andorra, Claudio Plinio Gianascio, ha presentato una petizione per liquidare Brainspark Plc, quotata alla Borsa di Londra. Alla notizia, che aveva fatto scendere il valore del titolo, la società aveva emesso un comunicato: “I direttori di Brainspark sono in trattative con il creditore, partner d’affari, ex chief executive officer di Brainspark per quasi vent'anni e sono fiduciosi di raggiungere un accordo soddisfacente per tutte le parti prima della data dell’udienza”. In quell'occasione, Alfredo Villa, alla guida di Brainspark: “La società ha attualmente attivi che superano di oltre venti volte l'importo del credito”. Le associazioni ambientaliste, contrarie alla cementificazione dell'area (Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra Piemonte e Valle d’Aosta, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Pro Natura Torino, Wwf Piemonte) avevano replicato sostenendo che Mediapolis aveva avuto il supporto ed il favore delle istituzioni pubbliche,  ma che il progetto era fallimentare: “Nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2009, Mediapolis ha dichiarato una perdita di circa 500 mila euro (da sommarsi ai 4,5 milioni di euro degli esercizi precedenti), debiti per 10.419.548 euro, un valore dei terreni di 11.627.024 (quello di acquisto era 5.255.025) e un patrimonio netto di 6.164.500”. E' seguito un balletto di cifre. Clear Leisure prende il posto di Brainspark.

Se si pensa che del parco a tema si parla dal 2000 nell’ambito del patto territoriale del Canavese, non coglie di sorpresa che oggi i giudici di Ivrea evidenzino come siano trascorsi 10 anni dal Piano particolareggiato del Comune di Albiano (2003) senza che nulla di concreto sia avvenuto, a parte un avvicendamento interno di soci e manager, ed abbia respinto la richiesta di concordato. Sul sito web di Clear Leisure Plc si presenta come ex Brainspark plc, con quartiere generale a Londra e la maggiore parte delle sue attività in Italia. Il prospetto del gruppo appare articolato: da ORH dipendono Ora Hotel, Tour Operators, Ora Property Investments; a SIPIEM fanno capo Ondaland e la Terra di Endora; a SO SUSHI il segmento Sushi Restaurants Sosushi; alla voce Other Investments risultano Mediapolis Land, Bibop/Geosim, Ascend Capital/Classs Finance. A proposito di Mediapolis spa, i principali azionisti dichiarati sono Clear Leisure plc al 69,45% e Olivetti Multiservice. Nella sezione si trova un video con vedute dall'alto del terreno. A corredo, il testo che fa salire l'aspettativa per Mediapolis presentandola ad “un'ora di strada per 4 milioni di persone, due ore di strada per 12 milioni, entro tre ore di strada per 18-20 milioni, entro 4 ore di guida per 45 milioni”.

 


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