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È vero, come titolava oggi un quotidiano cartaceo, che la Consob vuole accendere un “faro” sull’Opa lanciata da Lauro 61 (società che fa capo a Marco Tronchetti Provera) per l’acquisto di Camfin, chiedendo chiarimenti, oltre che a L61 a Unicredit e a MTP SpA? La risposta del numero uno di Pirelli non si è fatta attendere, con un comunicato che dovrebbe mettere la parola fine a una vicenda che rischiava di annodarsi su se stessa e di finire annoverata – più che tra i casi – tra i “casini” di Borsa. Secondo la testata che ha riportato la notizia, la Consob in particolare avrebbe chiesto chiarimenti in merito al prezzo dell’Opa lanciata da Lauro 61.

“Lauro 61 – si legge nella nota emessa dalla società –, nel confermare di aver ricevuto tale richiesta e di aver risposto con elementi fattuali che dimostrano al di là di ogni dubbio la correttezza dell'Opa sotto ogni profilo e l'assenza assoluta di qualsivoglia profilo di asserita criticità, la Società ritiene che non si possa in alcun modo ipotizzare una modifica del prezzo d'offerta poiché non ne sussistono né i presupposti né le ragioni”.

Le obiezioni sollevate dalla Consob riguarderebbero anche i tempi con cui è stata condotta l’Opa. Secondo l’organismo di controllo, infatti, sarebbe “sospetta” la quotazione data alle azioni (0,80 euro). Anche in questo caso Lauro 61 replica puntualmente: “Come già illustrato alla Consob e come risulta evidente nella documentazione acquisita dalla stessa Autorità, l'Operazione è stata sin dall’inizio impostata, anche nei suoi termini finanziari e con riferimento in particolare alla valutazione delle azioni Camfin a Euro 0,80, senza alcun coinvolgimento di Malacalza Investimenti e, anzi, in considerazione della sua posizione potenzialmente ostile, a prescindere da quest'ultima. Secondo lo schema originariamente ipotizzato, l'offerente avrebbe comunque acquistato una partecipazione rilevante in Camfin e avrebbe promosso l’OPA al prezzo di Euro 0,80 per azione, anche qualora MCI non fosse stata disponibile a cedere le partecipazioni detenute in Camfin e in GPI. E’ quindi un dato di fatto che il prezzo per l’acquisto delle azioni Camfin è stato fissato a 0,80 Euro da Lauro 61 in epoca non sospetta. Tale prezzo è stato determinato esclusivamente sulla base dell’andamento dei prezzi di mercato di Camfin”.

Non basta. Si era anche sollevato il sospetto che l’Opa di Lauro 61 su Camfin fosse stata possibile solo in cambio del via libera all’acquisizione di Malacalza di una quota in Pirelli. Ma anche qui, come si legge dal comunicato della società che fa capo, tra gli altri, a Marco Tronchetti Provera, la situazione non è stata del tutto chiarita dal quotidiano: “L’acquisto di azioni Camfin da parte di Lauro 61 e l’acquisto di azioni Pirelli da parte di Malacalza Investimenti sono due operazioni totalmente separate e che non hanno alcuna interdipendenza negoziale. È infatti inverosimile, oltre che priva di riscontri documentali, l'ipotesi che MTP e Unicredit abbiano potuto obbligare gli organi decisionali di due soggetti come Allianz e FonSai a cedere azioni Pirelli a un prezzo non ritenuto da loro congruo o vantaggioso. La stessa Consob, del resto, riconosce che Allianz e Fonsai hanno agito autonomamente e secondo proprie valutazioni di convenienza economica e non certo quali interposti di MTP e Unicredit. Risulta poi che nessun trasferimento di utilità o benefici di qualunque natura è avvenuto in favore di Allianz o Fonsai da parte di Lauro 61 o di alcuno dei suoi soci

Infine, un chiarimento sui ruolo di Marco Tronchetti Provera e di Unicredit: “Sono stati quindi totalmente travisati i ruoli attribuiti al dottor Tronchetti Provera e a Unicredit in relazione alla cessione delle azioni Pirelli e alle determinazioni degli aderenti al Patto Pirelli. In questo senso si ribadisce che il dottor Tronchetti Provera ha esclusivamente trasmesso una manifestazione d’interesse all’acquisto di azioni Pirelli, ma senza mai entrare nella trattativa (come espressamente riconosciuto da Allianz e Fonsai), limitandosi a svolgere le funzioni proprie del ruolo di presidente della Direzione del Sindacato di Pirelli. Altrettanto lineare è stato il comportamento di Unicredit che – anche alla luce di relazioni pregresse rese note perfino dalle cronache giornalistiche – ha messo solo in contatto soggetti e avviato lo scambio di informazioni fra gli stessi, ma esclusivamente come tramite e senza alcuna collusione”.

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