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Roncato: “Il made in Italy? Vince grazie a qualità e innovazione”

di Paola Serristori

Made in Italy-tecnologia-leggerezza sono le carte vincenti della storica azienda Valigeria Roncato, sede a Campodarsego, Padova, caso esemplare di imprenditoria familiare che ha saputo mantenere il ruolo di player internazionale del settore, alla pari coi marchi stranieri per gamma di prodotto ma con la superiorità immediatamente riconoscibile del design italiano, il tutto restando in Italia. L'attuale presidente Giovanni Roncato iniziò giovanissimo a lavorare col padre Antonio, negli Anni Quaranta. Valigeria Roncato Spa, logo RV, è stata fondata trent'anni dopo, ma con un know-how tale da diventare subito il maggiore produttore mondiale di valigie 24 ore. I figli Enrico, Cristiano, Alessandra, Andrea, hanno ereditato idee e la passione per la ricerca di sempre nuovi materiali per realizzare il sogno di ogni viaggiatore: un bagaglio facile da spostare.

Il Made in Italy ha un forte appeal per il design e la tradizione delle aziende, dove una famiglia segue direttamente la produzione. Roncato Valigeria ha in più anche l'alta tecnologia. E, se vogliamo ricordarlo, il fatto di essere basata nel Nord-Est, che è considerato la “locomotiva” dell'economia italiana. Tutto questo background dovrebbe sconfiggere in partenza ogni competitor.

In qualità di amministratore delegato, ma anche di erede della tradizione di famiglia, Cristiano Roncato considera che pianificare la strategia di un'azienda che è rimasta in Italia consenta di partire alla conquista del mercato con un valore aggiunto, o è vero il contrario, che penalizza l'alto costo del lavoro, dell'energia, e quanto altro?
“Quella di rimanere in Italia è una scelta in parte dettata dalla volontà di preservare l'alta qualità dei nostri materiali e garantire l’artigianalità. Delocalizzando le aziende, si perde in parte il controllo sulla produzione, e non è sempre possibile trovare manodopera qualificata. L'italianità fa parte del DNA della nostra azienda fin dalla sua fondazione, nonostante siamo aperti verso l'esterno e l'estero. Abbiamo sempre puntato sull'innovazione, tecnologica e stilistica, non legandoci in modo statico alla tradizione, ma evolvendo in modo armonioso coniugando questi due aspetti, avanguardia e tradizione. Esempio perfetti di questo connubio, la linea di valigeria Uno Zip. Ma il 'made in Italy' fine a se stesso non basta più: bisogna coniugare innovazione e tecnologia. Il vantaggio di rimanere in Italia, infatti, si rivela effettivo solo coniugato con l'innovazione: sia nella forma di utilizzo, sia nei materiali utilizzati. L'alto costo della manodopera e dell'energia sono sicuramente punti negativi, ma quello che incide maggiormente sono i costi di ricerca e sviluppo. Gli sgravi ci sono, ma dovrebbero essere aumentati”.

Quali sono state, a suo parere, le scelte lungimiranti che il fondatore e poi tutta la famiglia hanno fatto per costruire la realtà di oggi di Roncato Valigeria?
“La scelta più lungimirante compiuta dal fondatore è stata sicuramente quella di passare da una produzione artigianale a una industriale, compiendo il salto da semplici terzisti a industriali. L’attenzione dimostrata verso la realtà storica del momento e le necessità dei consumatori dimostrata fin dalla nascita di Valigeria Roncato è ancora ben viva nell’azienda di oggi. Fondamentale anche la scelta di mantenere in Italia il ciclo produttivo, creando un valore aggiunto”.  

Quali sono attualmente le quote del mercato estero ed interno che avete e quelle a cui puntate?
“L'estero rappresenta per noi più del 40% del fatturato. È una quota che sta crescendo di anno in anno e la sua crescita rappresenta un’ottima occasione per valorizzare al massimo i prodotti top di gamma e di promuovere il made in Italy. Puntiamo ad incrementarlo significativamente l'export entro i prossimi 5 anni”.

Che cosa serve per conquistare oggi i mercati: è vero che nel mondo “c'è fame di Made in Italy”? E quali strumenti occorrono per diffondere l'immagine del know-how italiano?
“Prima di tutto il prodotto e poi la certificazione Made in Italy che ne è un rafforzativo, saper anche proporre prodotti fortemente industrializzati con un’importante vena di artigianalità. In un'epoca di globalizzazione in cui si sta progressivamente perdendo il savoir faire e il know-how artigianale, l’Italia rappresenta ancora una fantastica eccezione in questo senso. Per diffondere e difendere questo capitale di conoscenza, lo strumento più efficace è proporre prodotti validi e convincenti che sappiano guadagnarsi la fiducia dei propri consumatori. Bisogna anche fare grossi investimenti in marketing e comunicazione perché arrivi chiaro e forte il messaggio al consumatore”.

Wireless Roncato
 

Al tempo d'oggi ideare una valigia è come creare una macchina da Formula Uno. Quanto investite in ricerca?
“Investiamo una cospicua fetta del nostro fatturato nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie e materiali. La similitudine con la Formula 1 è assolutamente calzante. I prodotti vengono ideati nell'ufficio stile, impegnato in una costante ricerca, in seguito si realizzano dei prototipi che verranno testati. Devono rispettare criteri estremamente rigidi in termini di performance e resistenza. Una delle grandi sfide degli ultimi anni è quella di creare trolley in grado di soddisfare i limiti di peso e di volume imposti dalle compagnie aeree pur mantenendo una certa capienza e praticità. Anche  il segmento business ci hanno posto davanti a interessanti sfide che pensiamo di aver vinto con le nostre ultime linee, tra cui la Wireless, pensava appositamente per offrire il massimo comfort e praticità a chi per lavoro o per piacere deve muoversi trasportando pc, tablet e altro. Ogni componente del prodotto è studiato singolarmente e diventa estremamente importante che la combinazione di tutti gli elementi non sia una semplice somma funzionale ma si tramuti in un'esperienza piacevole per i nostri consumatori. Il nostro investimento nella ricerca non comprende solo l'ideazione e lo sviluppo dei prodotti,  ma anche la ricerca e la crescita di nuovi talenti. Per questo scommettiamo sui giovani e sosteniamo programmi di istruzione come quello attivo con Scuola Italiana Design (SID)”.

Ci sono novità nelle linee di prodotto?
“Abbiamo lanciato delle linee Premium molto esclusive e delle edizioni limitate che sono state studiate per una distribuzione molto selezionata e adatte ad un contesto mondiale nel quale ci stiamo muovendo, con l'obbiettivo espresso prima di incrementare le vendite all’estero. Per la nuova stagione, ci siamo anche concentrati molto sul segmento viaggio business. All’ultima edizione della fiera ILM- Offenbach abbiamo presentato tre linee completamente nuove: City, Connection e Wireless. Esse presentano innovazioni estetiche e funzionali più che tecniche ed i nuovi trolley si basano sulla struttura a nido d'ape, nostro brevetto esclusivo, interamente progettata e realizzata in Italia, che li rende così leggeri e resistenti. Ci siamo superati ancora una volta con il Trolley porta PC della linea Connection, con borsa pc estraibile inclusa, che è il pc trolley Roncato più leggero in assoluto. Abbiamo lanciato queste linee per rispondere alle esigenze più pressanti dei viaggiatori che hanno bisogno di spostarsi velocemente e avere tutto a portata di mano, specialmente nelle procedure di check-in”.

In Francia, Medef, associazione degli imprenditori d'Oltralpe, sta elaborando un piano per sollecitare il ritorno della negoziazione del lavoro all'interno delle aziende, che dovrebbero avere la libertà di disporre dei dipendenti in un orario di lavoro più esteso, per fare fronte alla concorrenza globale senza delocalizzare. Le sembra una strada percorribile?
“Incrementare la flessibilità oraria può certamente essere una strada per agevolare le aziende europee che non delocalizzano ad arginare la concorrenza degli altri Paesi. Nella nostra contrattazione attuale esistono già strumenti che permettono di modulare l'orario di lavoro nei periodi di maggiore richiesta produttiva”.  

Quali provvedimenti Lei auspica da parte del governo?
“Innanzitutto ripartire con le grandi opere in Italia per far ripartire tanti settori della nostra economia e quindi i consumi. Poi, detassare la ricerca e sviluppo in senso lato, non solo nell’acquisto di macchinari ma anche sulle risorse umane; detassare il reinvestimento degli utili in azienda e fare in modo che ritorni la voglia agli investitori di reinvestire in Italia. Continuare sulla strada già intrapresa con la semplificazione della burocrazia”.

Tags:
roncatomade in italyinnovazione
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