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L’ultimo grido d'allarme lanciato sul baratro della Crisi economica arriva dall’Ivass – Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni: il problema, come spesso ripetuto in svariati altri settori economici del nostro Paese, è anche le già care tariffe delle assicurazioni auto continuano a registrare ulteriori aumenti.

L’ultimo pretesto per gravare sulle tasche dei contribuenti è l’applicazione di nuove imposte provinciali alle assicurazioni auto (nell’80% dei casi delle provincie italiane), a causa del Decreto sul Federalismo approvato nel 2011 e che ha di fatto trasferito alle Provincie la riscossione di questa imposta. Ciò ha provocato, come reazione, un innalzamento vorticoso dei premi assicurativi.

L’Ivass ha quindi chiesto al Premier Letta di prendere urgentemente in considerazione una rivisitazione di questo trasferimento di balzelli che vanno sempre e solo a pesare sulle spalle dei contribuenti, nella fattispecie sotto la loro veste di automobilisti.

Il Governo di Enrico Letta ha risposto celermente, promettendo interventi pressoché immediati anche in considerazione dell’annoso problema della disomogeneità dei costi assicurativi fra Nord e Sud della Penisola: la bilancia, come risaputo, è da anni molto più pesante per gli automobilisti meridionali, costretti a pagare annualmente migliaia di euro per assicurare il proprio mezzo di locomozione rispetto ai fratelli settentrionali.

Inoltre, allo studio dell’Esecutivo c’è la possibilità di aprire il mercato assicurativo per ottenere un abbassamento dei prezzi conseguente alla maggiore competizione fra agenzie assicurative. Pecore nere d’Europa.

L’Ivass, inoltre, sottolinea anche come ancora una volta l’Italia, nelle classifiche statistiche internazionali, sia da un lato ai primissimi posti fra le tariffe assicurative più esose d’Europa e dall’altro come, per la stessa ragione, il nostro Paese sia il meno capace di mettere in campo strategie competitive in questa particolare fetta di mercato.

Sempre più spesso, inoltre, gli italiani abbandonano le assicurazioni tradizionali e rivolgono i loro risparmi verso le più economiche tariffe assicurative online. Il mercato tradizionale ne risente e, come un cane che si mangi la coda, aumenta le tariffe per i suoi clienti.

Condiviso il quadro di analisi appena tracciato, appare chiaro come, attraverso la diffusa e ripetuta tendenza a esasperare i mercati, si rischi solo di generare effetti negativi agli stessi protagonisti che fino ad oggi, pur nell’attuale scenario di crisi, hanno continuato a trarne vantaggi economici.

Tags:
ivasstariffeassicurazioni auto

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