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TASI: come e quanto si paga in ritardo?

In collaborazione con www.professionisti.it

L’“ora x” è già scattata: il termine ultimo per il pagamento della TASI era lo scorso 16 giugno. E se, per i motivi più svariati, il contribuente non ha saldato il suo debito con l’Agenzia delle Entrate? Niente paura: è possibile mettersi in regola in ritardo. Vediamo come e quanto sarà necessario pagare.

Il ravvedimento operoso
Anche la TASI permette ai contribuenti di avvalersi del ravvedimento operoso, la possibilità di pagare il tributo prima della ricezione di una cartella di pagamento. L’unica differenza sono gli interessi di mora e le eventuali sanzioni. Non è una misura rara, in Italia: è prevista anche per l'IMU, la cui scadenza ha coinciso con quella dell'imposta di cui stiamo trattando. Gli interessi si calcolano a partire dal giorno successivo alla scadenza, con un tasso dello 0,5%. Ma si faccia attenzione al fatto che i comuni potrebbero aver deliberato per un importo diverso: invitiamo i cittadini a rivolgersi agli uffici addetti e a verificando quanto contenuto nella delibera comunale. La cifra da corrispondere per la TASI dovrebbe essere già nota al contribuente. Per comodità dei nostri lettori, procediamo con un semplice esempio al calcolo degli interessi. Se l'importo della TASI è di 80 euro e il contribuente paga in ritardo di 30 giorni, la somma da pagare sarà precisamente di 80 euro + [(80 x 0,5%)/365] x 30: cioè 0,03 centesimi. La formula da utilizzare per calcolare qualsiasi importo è la seguente: importo TASI + [(importo TASI x tasso interesse annuo) / 365] x giorni di ritardo

Le sanzioni
Ma oltre all'interesse - dalle cifre piuttosto irrisorie, come dimostrato nell’esempio precedente - dovranno essere corrisposti gli importi delle sanzioni. Esse variano in base ai giorni di ritardo e sono di diverse tipologie, applicate secondo lo schema seguente:

  • entro 14 giorni: 0,2% giornaliero della somma dovuta (0,16 euro al giorno secondo l'esempio precedente)
  • tra 15 e 30 giorni: 3% complessivo, a prescindere dai giorni di ritardo (2,4 euro secondo l'esempio precedente) 
  • tra i 31 ed i 90 giorni: 3,33% complessivo, a prescindere dai giorni di ritardo (2,66 euro secondo l'esempio precedente)
  • dopo 90 giorni: 3,75%, a prescindere dai giorni di ritardo ed entro il 30/06/2016 (3 euro secondo l'esempio precedente)

Attenzione, allora: dopo i tre mesi dalla scadenza, il ravvedimento operoso non è più utilizzabile da parte del contribuente. L’unica strada percorribile sono le sanzioni con importi fino al 30% dell'imposta non pagata. Quindi, per concludere, il tempo per ravvedersi c’è, ma non bisogna abusarne.

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