A- A+
Fatti & Conti

Secondo round del botta e risposta tra il quotidiano La Repubblica e Marco Tronchetti Provera. L’argomento del contendere è la richiesta di chiarimenti che la Consob ha fatto a Tronchetti Provera stesso, a Unicredit e alla società Lauro 61, di cui il numero uno di Pirelli è azionista di riferimento, in merito all’Opa su Camfin. Brevemente i fatti: nei giorni scorsi il quotidiano del gruppo L’Espresso pubblica un “inside” in cui entra a gamba tesa sull’Opa, parlando di una richiesta di ulteriori chiarimenti da parte della Consob e malignando che il prezzo di acquisto delle azioni Camfin (0,80 euro) fosse stato “manipolato” prima della trattativa. In cambio, Malacalza avrebbe chiesto un pingue pacchetto azionario in Pirelli. Già ieri su Affari abbiamo riportato la smentita fatta da Lauro 61. Oggi però riprende la querelle dopo che La Repubblica ha titolato oggi “Nessun patto con Malacalza, ma Consbo gela Tronchetti”, facendo intendere che l’Opa è comunque a rischio. La replica di Marco Tronchetti Provera non si è fatta attendere, attraverso una nota di MTP SpA.

“In merito all’articolo comparso oggi su Repubblica – recita il comunicato - si precisa che il documento consegnato da Marco Tronchetti Provera a Vittorio Malacalza non è in alcun modo collegato all’Opa su Camfin, annunciata il 5 giugno 2013, poiché risale a più di un anno prima: 12 maggio 2012. In quell’epoca, l’ipotesi di un’Opa con Clessidra, Unicredit e Intesa SanPaolo, Gruppo Acutis e famiglia Rovati non era neppure stata immaginata né erano in corso contatti finalizzati a questa operazione con tali soggetti. Il documento di maggio 2012, quindi, non poteva in alcun modo collegare l’acquisto di azioni Camfin e l’acquisto di azioni Pirelli, essendo l’Opa successivamente effettuata su Camfin lontana perfino dall’essere immaginata. Tale documento, come argomentato in modo puntuale nell’ambito della risposta alle richieste formulate da Consob, risale a un periodo antecedente la nascita della situazione conflittuale (luglio-agosto 2012) fra Mtp Spa e MCI, ed è prova di uno dei vari tentativi del dottor Tronchetti di definire con MCI uno scioglimento amicale della partnership a livello GPI e Camfin”. Il documento cui fa riferimento la nota è quello in cui, già oltre un anno fa, si cercava di trovare un prezzo equo per le azioni Camfin in possesso della famiglia Malacalza.

“In più occasioni – aggiunge la nota – Vittorio Malacalza aveva manifestato la volontà di uscire dall’azionariato di queste ultime e di avere direttamente azioni Pirelli. MTP, per non perdere l’opportunità di ingresso di partner internazionali che avevano manifestato interesse a intervenire nell’azionariato di Camfin, propose a Vittorio Malacalza di conferirgli apposito mandato prima di avviare qualsiasi contatto al riguardo. Il mandato a Tronchetti Provera, peraltro mai conferito a causa delle successive vicende conflittuali, avrebbe contenuto l’indicazione del prezzo minimo a cui vendere le azioni Gpi e Camfin detenute da MCI a partner internazionali”. Tutto chiarito quindi? Non proprio, tanto che la nota emessa da MTP SpA continua ancora.

“Tale documento in nessun modo può interpretarsi come prova del disegno di un’operazione unitaria di ‘scambio’ di azioni Camfin con azioni Pirelli. Questa chiave di lettura, magari “suggestiva”, travisa il ruolo del dottor Tronchetti che non avrebbe potuto “imporre”, né a maggio 2012 né a giugno 2013, la cessione di azioni a soggetti indipendenti e autonomi né tantomeno costringerli ad accettare condizioni economiche a loro non gradite. L’ipotesi prospettata di un mandato, come detto poi non attuatasi, teneva conto degli ancor buoni rapporti che all’epoca intercorrevano tra i soci. Situazione che, come noto, mutò, tanto che quando si studiò l’Opa su Camfin di Lauro 61 fu promossa a 0,80 euro a prescindere dalla disponibilità dei Malacalza a cedere le loro azioni. Senza quindi alcun riguardo per eventuali loro interessi o esigenze particolari, né tantomeno prospettando scambi con azioni Pirelli nell’ambito di un’Opa che considerava la possibilità di vederli rimanere in Camfin”.

Ma è la chiosa finale che dimostra come il rapporto tra Tronchetti Provera e certa stampa rischi di essere definitivamente incrinato dopo le scaramucce degli ultimi giorni. “Ancora una volta si deve quindi stigmatizzare il trasferimento strumentale alla stampa di informazioni parziali e fondate sulla decontestualizzazione di resoconti e documenti riservati che se rappresentati e inquadrati in modo corretto offrono invece tutt’altro scenario. Per questo gli interessati intraprenderanno ogni più opportuna iniziativa legale”.

Tags:
repubblicatronchetti proveracamfin

in vetrina
Zoe Cristofoli lascia Fabrizio Corona. Cristofoli-Corona addio: ecco perchè

Zoe Cristofoli lascia Fabrizio Corona. Cristofoli-Corona addio: ecco perchè

i più visti
in evidenza
Carlotta Maggiorana è Miss Italia Dal film con Brad Pitt alla corona

Spettacoli

Carlotta Maggiorana è Miss Italia
Dal film con Brad Pitt alla corona

Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Al Salone di Hannover sbarca il pick-up RAM

Al Salone di Hannover sbarca il pick-up RAM

Abiti sartoriali da Uomo, Canali

Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.