Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Usura bancaria, è anche colpa della magistratura

L'avvocato Biagio Riccio, della Fondazione SDL, rivela ad Affaritaliani.it come il fenomeno dell'usura bancaria continui a verificarsi in Italia anche a causa di una magistratura che non è mai disposta a essere al fianco dei cittadini

crisi

Di Marco Scotti
@marcoscotti83

Con due sentenze del 25 marzo e del 3 aprile, il Foro di Milano ha fissato un punto fermo nell’annosa diatriba sull’anatocismo, condannando tre banche (Ing, Deutsche Bank e Bpm) a sospendere con effetto immediato la pratica della richiesta di “interessi sugli interessi”. Perché questo è l’anatocismo: se qualcuno riceve un credito da 100 euro, con un interesse del 10%, l’anno dopo avrà maturato un debito da 110 euro. Se però la banca applica gli interessi sugli interessi, il debito sarà da 111 euro, l’1% in più. Il fenomeno è molto più significativo di quanto si pensi: oltre 2 miliardi di interessi non dovuti soltanto nel 2014. Fino agli anni ’90 del secolo scorso il fenomeno era circoscritto e nel 1999 la Cassazione ne dichiarò la nullità. Ma il Cicr (il Comitato Interministeriale Credito e Risparmio) ha introdotto l’anno successivo la possibilità di applicarlo,purché riguardi gli interessi sui debiti e sui crediti. Per capire meglio di che cosa si tratta il fenomeno dell’anatocismo, Affaritaliani.it ha intervistato l’avvocato Biagio Riccio della Fondazione SDL.

Avvocato Riccio, al fenomeno dell’anatocismo era stato dato un giro di vite con la riforma del Tub (Testo Unico Bancario) entrata in vigore il 1° gennaio 2014 che prevede che l’interesse si calcoli unicamente sul capitale. Ci vuole spiegare perché, a oltre un anno di distanza, ci troviamo ancora con banche che praticano gli “interessi sugli interessi” indisturbate?
Per un motivo sostanzialmente semplice, ovvero che la magistratura italiana non è assolutamente a difesa dei correntisti, ma è uniforme e prona alle condizioni di potere del ceto bancario e in particolare alla Banca d’Italia. Quando si deve calcolare il tasso effettivo globale, cioè quello che deve corrispondere il correntista che ha beneficiato di una linea di credito, la magistratura si uniforma alle direttive e alle istruzioni della Banca d’Italia. Mentre la legge penale, all’articolo 644 codice penale prevede che il TEG sia calcolato tenendo conto di tutte le commissioni tranne le imposte e tasse. Secondo Bankitalia non si deve tenere in considerazione la commissione di massimo scoperto per esempio e l’effetto anatocistico. Se nel TEG non inseriamo queste remunerazioni non c’è mai usura. Se invece valutiamo con attenzione questo tasso e consideriamo anche altre remunerazioni, per esempio le spese di istruttoria o quelle della polizza assicurativa che accompagna il mutuo, scopriamo che al correntista viene praticata l’usura. Ma la magistratura, e in particolare il Tribunale di Milano, si è sempre dimostrato più vicina alle banche che ai cittadini. Servirebbe una rivoluzione culturale, perché oggi la banca è contro l’imprenditore, non gli è vicina. Cosa che invece non accadevano 40 anni fa, per esempio nel periodo della ricostruzione post-bellica.

L’anatocismo è un fenomeno particolarmente grave nel nostro paese?
Il problema dell’anatocismo è quasi un problema minore, rispetto alla segnalazione errata alla centrale rischi. Questo è, a mio avviso, il fenomeno più grave: se, per esempio, un imprenditore contesta un estratto conto o una rata di mutuo, ma anche una bolletta telefonica o dell’energia, la banca immediatamente lo segnala alla centrale rischi senza neanche che vi sia un contradditorio e questo provoca che anche altri istituti di credito, appena vedono la segnalazione alla centrale, rompono ogni rapporto bancario. Così l’imprenditore si ritrova a vivere drammaticamente la crisi di liquidità. E la crisi di liquidità ingenera un meccanismo a cascata: si va nelle aule fallimentari, ci sono i licenziamenti, c’è il reddito ridotto, la domanda si comprime e si arriva addirittura ai suicidi di cui si è tanto parlato in questi anni di crisi. Questo comportamento improprio della banca si chiama, in termine tecnici, rottura abusiva di una linea di concessione di credito, che nasce per un’errata segnalazione. Potrà accadere in seguito che  il magistrato stabilisca che quella segnalazione alla centrale rischi sia iniqua, m intanto il danno si è verificato.

Non esiste un modo per tutelare chi venga colpito da un’errata segnalazione?
In questo paese non esiste una norma che dica che qualora una banca segnali in modo sbagliato alla centrale debba essere punita. Le banche, in sostanza, sono le principali responsabili della creazione di una crisi della liquidità, che comporta uno stato di insolvenza e i fallimenti di molte imprese.

Come riconoscere se il proprio prestito o mutuo presenta delle irregolarità? Quali voci bisogna analizzare?
Purtroppo un correntista qualsiasi non possiede gli strumenti per valutare se vi sono irregolarità nella sua linea di credito. Bisognerebbe munirsi di una perizia, fornita da esperti di diritto bancario che scandaglino a fondo il credito per capire se è regolare o meno. Io faccio parte di una fondazione, la SDL, che si occupa di aiutare tutti coloro che, per un motivo o per un altro, ritengono di essere stati vittime di ingiustizia e vessazioni del ceto bancario.

Torniamo alla pronuncia del Foro di Milano: le tre banche (Bpm, Deutsche, Ing) si difendono sostenendo che il sistema normativo non è completo. E’ davvero così?
Queste banche si nascondono dietro questa formulazione, ovvero che la riforma del Tub non è valida in attesa del parere del Cicr. Ma la delibera del Cicr non è una fonte normativa, è una mera emanazione di un atto interno di un comitato interministeriale. Tutte queste pronunce dovrebbero essere allineate, invece in Italia continua a esserci una variegata interpretazione di una norma che è tombale. Nel 2000, la delibera del Cicr, che di fatto reintroduceva l’anatocismo, è stata giudicata incostituzionale dalla Consulta. Anche tutti i tentativi successivi sono di fatto caduti nel vuoto: praticare gli interessi sugli interessi è una consuetudine che non è in alcun modo consentita dalla legge. Ma, come dicevo prima, la magistratura ha sempre un occhio di riguardo per il sistema bancario.

Come mai il Cicr non si è ancora pronunciato dopo oltre 16 mesi?
Per la ragione che dicevamo prima, perché il Comitato ha tentato di reintrodurre l’anatocismo già dal 2000 e da allora, seppur con scarsi risultati, si è sempre tenuto in una posizione quasi ostruzionista.

Quali strumenti hanno i cittadini per difendersi?
Trovare una magistratura che sia più vicina. I cittadini si muovono sostanzialmente senza una rete di protezione, proprio perché i giudici sono tendenzialmente più vicini al sistema delle banche invece che essere dalla parte del cittadino. Senza le associazioni di tutela dei consumatori, o le fondazioni come SDL, il cittadino è lasciato da solo. Ed è una preda fin troppo facile per il sistema del credito.

Un’ultima domanda: dal punto di vista dell’anatocismo, il nostro paese è in situazione analoga rispetto ad altri stati europei o vive una situazione di arretratezza?
Siamo arretrati. Se un imprenditore si trova in difficoltà, la banca può decidere di chiedere un’ingiunzione di pagamento, che si può ottenere con una sola frase: un funzionario prende dei documenti e scrive “il credito è certo, liquido ed esigibile” (Estratto di conto, deriva dal TUB art. 50). Questa è una supremazia che si riconosce alle banche, le quali in modo unilaterale scrivono che il credito è esigibile. A quel punto riescono a ottenere con il processo telematico un’ingiunzione di pagamento e  iscrivono un’ipoteca giudiziale sui beni del debitore. I suoi beni possono andare all’asta nei mesi successivi. E qui c’è l’ennesimo paradosso: la banca potrebbe essere l’assegnataria di quei beni, e decidere di venderla attraverso la concessione di un mutuo. In questo modo però guadagna tre volte: con gli interessi applicati sulla prima linea di credito; con l’acquisizione dell’immobile del debitore; con il mutuo concesso. Ma questo comportamento, questa supremazia del sistema bancario, non è conforme alla legislazione europea. 


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