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Food
Fratelli La Bufala, novità in Italia e non solo...

di Michele Pizzillo

Internazionalizzazione, gestione diretta dei locali sparsi lungo la Penisola e ampliamento dell’offerta gastronomica. Queste le tre iniziative studiate da Paolo Aruta, amministratore unico della “A Cento Spa” proprietaria dei Fratelli la Bufala, Mamma Oliva, Vulkania e Sorelle Capitone, per dare una “rispolveratina” al brand Fratelli la Bufala che dopo la prematura morte del fondatore, Geppy Marotta, sembra che si fosse un po’ appannato. 

Su questo Aruta non è d’accordo, ammette, però, che “operavamo un po’ sottotono e, questo, qualcuno, lo ha interpretato come una sorta di ridimensionamento delle nostre attività”. Invece, a Milano, dove l’imprenditore napoletano ha scelto di presentare la nuova strategia del brand Fratelli la Bufala, spiega la strategia di massiccia internazionalizzazione del gruppo con la nuova apertura, domenica 10, a Shanghai, nel Hopson One Mall che fa seguito a quella già avvenuta il 15 febbraio a Izmir, in Turchia, nel centro commerciale MaviBahce. 
Sempre in aprile ci saranno due aperture a Dubai, nel Dubai Marine International Club e nello shopping mall “Dubai Festival City Centre; mentre a giugno è prevista un’altra apertura a Dubai, all’Arabian Rabches e il debutto dell’insegna “Fratelli la Bufala” a Jeddah, in Arabia Saudita, nello Stars Evenue Mall. E, così, i Fratelli la Bufala sparsi per il mondo diventano una ventina, dove spiccano i quattro locali di Londra che si trovano in posizioni veramente strategiche. Una internazionalizzazione che fa bene alla pizza (il marchio completo è Fratelli la Bufala – Pizzaioli Emigranti) e alla proposta gastronomica napoletana, ma anche il made in Italy in genere perché, ha sottolineato Aruta, con la scelta di mettere al centro della nostra proposta gastronomica la bufala, abbiamo ampliato anche la selezione dei prodotti nazionali, prevalentemente biologici, che saranno utilizzati nelle nostre cucine. E, a Milano, per sottolineare l’importanza di questa scelta, Aruta si è fatto accompagnare da altri tre concittadini che lo sosterranno in questa scelta: lo chef Fabio Bisanti che si occuperà di realizzare le ricette del nuovo menù; il pasticcere-attore Germano Bellavia che proporrà dessert a base di latte e di ricotta di bufala, e Renato Rocco presidente della filiera bufalina e fondatore del Bufala Fest che alla prima manifestazione ha portato sul lungomare di Napoli più di 100.000 visitatori.

Paolo Aruta, Fabio Bisanti, Germano Bellavia, Renato Rocco
 

Sembra, a questo punto, che Aruta, più che evidenziare l’importanza dell'articolata attività che divide con Lelia Castellano, vedova di Geppy Marotta, è impegnato in una sorta di rilancio della bufala. “Potrebbe anche essere così. Sono convinto che per lungo tempo non abbiamo compreso a pieno  l’importanza di questo animale visto che oltre a produrre latte di qualità, è un eccezionale animale da carne che oltretutto è priva di colesterolo”, è la risposa dell’imprenditore napoletano. 

Quindi, il ritorno alle origini. Cioè alla bufala. Ritorno alle origini che dovrebbe anche rivoluzionare tutta la gestione dei 64 locali a marchio “Fratelli la Bufala” o, meglio, la metà delle pizzerie-ristoranti ancora in franchising. Torneranno ad essere, in Italia,  tutti a gestione diretta e in franchising all'estero. “Solo così possiamo gestire meglio la nostra offerta gastronomica, senza dover condividere con altre persone le nostre strategie commerciali e, in modo particolare, la scelta di prodotti visto che siamo impegnati a dimostrare a tutti che la Campania è terra di ottimi prodotti alimentari”. Tant’è vero che tutto quello che offrono i locali di “A Cento Spa”, sono certificati da una struttura pubblica, l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, e dotati di codice qr in modo che chiunque può seguire la filiera produttiva.
A questo punto si può solo dire: ai tavoli dei Fratelli la Bufala, ma anche di Mamma Oliva, Vulkania e Sorelle Capitone, è come se ti servissero un piatto trasparente. Mentre la Campania dovrebbe essere grata a Geppy Marotta di aver avuto l’intuizione di creare questi locali e, di riflesso, anche all’allora sconosciuto Lorenzo Cherubini, non ancora il famoso Jovanotti, di cui Marotta era manager. Con i soldi guadagnati con un tour organizzato in Campania, il pr napoletano ha creato i “Fratelli la Bufala – pizzaioli emigranti”.

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