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Il 4 agosto la Notte Bianca del cibo italiano nel nome di Pellegrino Artusi

Da Rimini a Piacenza, passando per Bologna e naturalmente per Forlimpopoli. Parte dall’EmiliaRomagna il gran tour della Notte Bianca del Cibo italiano che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in accordo con quello delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali hanno proclamato per il 4 agosto nell’ Anno del Cibo Italiano, al fine di valorizzare il patrimonio enogastronomico nazionale, dedicandola a Pellegrino Artusi, nel giorno della sua nascita. Un tributo che riconosce e esalta il ruolo di Artusi, nato a Forlimpopoli e deceduto a Firenze, come testimonial perfetto della Notte Bianca. Con il suo ricettario, La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, presente in tutte le famiglie italiane e tradotto in tante lingue del mondo, Artusi realizza e aggrega una cucina nazionale che raccoglie e sintetizza le tante tradizioni locali, ricomposte in un mosaico che non appiattisce ma esalta le diversità. Il manuale artusiano, che ha viaggiato nelle valigie degli emigrati, è stato tradotto anche in tante lingue del mondo per un duplice ordine di motivi: sia per chi vuole conservare le proprie tradizioni sia per chi ama conoscere la cultura italiana. Sono tanti gli eventi previsti  nella Notte Bianca emilianoromagnola, cominciando da Forlimpopoli dove sotto la Rocca al calar del sole i sommelier Ais in alta uniforme presenteranano i migliori vini di tutta la regione nella terza tappa estiva di Tramonto DiVino il road show del gusto che promuove gli abbinamenti vino-cibo territoriali con i Consorzi dei prodotti a marchio Dop e Igp e poi show cooking e laboratori didattici in collaborazione con i Musei del Gusto, mostre d’arte e musica dal vivo.

Dall’entroterra alla costa, nel 110° anno dalla nascita il Grand Hotel di Rimini, non si è fatto scappare l’occasione di celebrare Artusi con ricette del manuale preparate dallo chef Claudio Di Bernardo, dimostrazioni di pasta tirata a mano dalle Mariette e una mostra di disegni sul cibo realizzati dall’altro grande maestro romagnolo, Federico Fellini. Anche FICO Eataly World -il Parco del Cibo più grande del mondo a Bologna- festeggia la Notte Bianca del cibo italiano dedicata ad Artusi con la mostra “100-120-150 Pellegrino Artusi e l’unità italiana in cucina”. La Notte Bianca del Cibo entrerà a far parte anche delle proposte delle nuove destinazioni turistiche regionali con visite guidate, degustazioni  presso il Castello Pallavicino di Varano, i Castelli di Gropparello, di Bianello e di Sarzano, Casa del Correggio a Borgovecchio e l’Agriturismo Il Cavazzone a Viano. E ancora, visite guidate, degustazioni di vini, cene con menu a base di piatti dal ricettario artusiano , prodotti tipici, sono i protagonisti delle iniziative proposte dalla Destinazione Romagna dove a partire da Forlimpopoli osterie diffuse ricorderanno Artusi, tra i lidi Ferraresi e le colline Ravennate, tra i dolci pendii e le rocche ed i borghi di Forlì-Cesena e Rimini. Che sia l’Emilia-Romagna, locomotiva italiana per la gastronomia di qualità, a fare da capofila per gli eventi della Notte Bianca non stupisce affatto. “Siamo la Regione che detiene il record italiano ed europeo dei prodotti di eccellenza”, sottolinea Simona Caselli, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna. “Sono ben 44 tra Dop ed Igp, oltre a 393 specialità iscritte nell’elenco dei Pat (Prodotti agroalimentari tradizionali) per un fatturato delle imprese emilianoromagnole di questo circuito stimato in oltre 2,7 miliardi di euro. L’agroalimentare di qualità è quindi il nostro biglietto da visita sui mercati internazionali. Insieme ad un ambasciatore della cucina italiana come Massimo Bottura, miglior chef al mondo, Casa Artusi, punto di riferimento internazionale per la cucina emiliano-romagnola e Parma città Unesco della Gastronomia. Stiamo accelerando sul versante della promozione e dell’internazionalizzazione delle imprese -dichiara Caselli- e siamo impegnati in vari progetti all’estero, con particolare attenzione sui mercati emergenti”. L’export agroalimentare regionale ha superato l’anno scorso quota 6,2 miliardi (+5%), consolidando un trend di crescita che prosegue da parecchio tempo.

Iniziative come la Notte Bianca del cibo sono, dunque, un indicatore e un attrattore potente per lo sviluppo di un turismo attento, alla ricerca di nuovi interessi nel nome dell’identità territoriale e del buon vivere. Lo precisa Andrea Cosini, titolare dell’assessorato al Turismo. “Il cibo è cultura e tradizione, legame col territorio e traino di promozione turistica. “Non a caso la nostra Food Valley è indicata tra le motivazioni che hanno spinto la prestigiosa guida Lonely Planet a incoronare l’Emilia-Romagna come prima meta Europea nel Best in Europe 2018 davanti a nazioni come Spagna e Olanda. Un segno ulteriore dell’attrattività delle nostre eccellenze enogastronomiche che sono ormai ampiamente conosciute e riconosciute fuori dai confini regionali e nazionali. E lo dimostrano i dati dei flussi turistici sempre in crescita che a, fine 2017, hanno premiato le città e i territori della nostra regione con cifre record: presenze che hanno sfiorato i 57 milioni -3,4 milioni in più rispetto al 2016- e arrivi oltre i 12 milioni, con un aumento considerevole sia della clientela nazionale (+6,9% gli arrivi e +5,6% le presenze) che di quella internazionale (+7,6 gli arrivi e +8,9 le presenze). E oggi celebriamo al meglio l’Anno del cibo italiano con un ventaglio di eventi che vedranno il clou sabato 4 agosto, nel ricordo del giorno di nascita dell’Artusi, indiscussa figura di riferimento che con la “Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” ha contribuito a formare generazioni di cuochi e a costruire l’identità degli italiani a tavola. Un ulteriore tassello della nuova strategia turistica regionale che con la Destinazione Emilia, Destinazione Romagna e Bologna Città Metropolitana, APT Servizi e le istituzioni, con un forte gioco di squadra, punta a valorizzare le bellezze della regione per promuovere sempre più percorsi esperienziali di impatto”.

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forlimpopolibolognaemiliaparma capitale cultura 2020

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