Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Premio Birra Moretti Grand Cru 2016: la Giuria con 19 Stelle

Tra i giurati Giuliano Baldessari: vincitore della prima edizione del Premio

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PREMIO BIRRA MORETTI GRAND CRU 2016: 19 STELLE PER UN VINCITORE.

IL 7 NOVEMBRE, DA EATALY MILANO SMERALDO, I PIU’ GRANDI CHEF E SOMMELLIER SCEGLIERANNO IL MIGLIOR GIOVANE CHEF ITALIANO UNDER 35

8 chef e 3 sommelier compongono la giuria davanti alla quale si sfideranno i 10 finalisti 
della 6° edizione del Premio dedicato ai giovani talenti della cucina italiana

Tra i giurati Giuliano Baldessari: vincitore della prima edizione del Premio

Fondazione Birra Moretti svela i nomi della giuria che, il prossimo 7 novembre sarà chiamata a decretare l’atteso vincitore della sesta edizione del Premio Birra Moretti Grand Cru, il primo concorso nazionale per Chef e Sous-Chef under 35, organizzato in collaborazione con Identità Golose.

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ecco i dieci finalisti Under 35

Scoprire, far emergere e valorizzare i talenti: una missione che si concretizza, ancora di più quest’anno, con il coinvolgimento in giuria di Giuliano Baldessari, oggi Chef stellato, nel 2011 primo giovane vincitore del Premio. Baldessari (classe 1977) farà parte della giuria di 19 stelle Michelin di fronte alla quale dovranno cimentarsi i dieci talenti in occasione della sfida finale che si terrà nelle cucine di Alice Ristorante. 

Ecco i nomi dei 13 giurati:

Claudio Sadler (Presidente)
Chef del Ristorante Sadler** di Milano 

Giuliano Baldessari
Chef del Ristorante Aqua Crua* di Barbarano Vicentino (VI)
vincitore nel 2011 della 1° edizione del Premio Birra Moretti Grand Cru

Cristina Bowerman
Chef del Ristorante Glass Hostaria* di Roma

Roberto Cerea
Chef del Ristorante Da Vittorio*** di Brusaporto (BG)

Carlo Cracco
Chef del Ristorante Cracco** di Milano

Alessandro Giani
Maître de Maison dell’Enoteca Pinchiorri*** di Firenze

Paolo Marchi
Ideatore e curatore di Identità Golose - The International Chef Congress

Davide Oldani
Chef del Ristorante D’O* di Cornaredo (MI)

Alfredo Pratolongo
Vice-Presidente della Fondazione Birra Moretti

Marco Reitano
Sommelier del Ristorante La Pergola*** dell’Hotel Rome Cavalieri di Roma

Davide Scabin
Chef del Ristorante Combal.Zero* di Rivoli (TO)

Alberto Tasinato
Restaurant Manager del Ristorante Seta* del Mandarin Oriental Hotel di Milano

Viviana Varese
Chef di Alice Ristorante* presso Eataly Milano Smeraldo

Il Premio Birra Moretti Grand Cru, importante piattaforma di scouting per il mondo della ristorazione d’autore che, fino a oggi, ha coinvolto oltre 870 giovani talenti, invita le giovani promesse della cucina a cimentarsi nell’ideazione e preparazione di piatti che prevedano l’utilizzo della birra fra gli ingredienti e in abbinamento.

Il Premio in pillole
Per partecipare al Concorso, i giovani chef e sous-chef hanno inviato alla Segreteria organizzativa la ricetta di un piatto salato o dolce ispirato al tema portante della competizione, ovvero la ‘Cucina Regionale Italiana – Piatti salati e dolci della tradizione italiana’, che prevedesse l’utilizzo di una delle sedici birre della famiglia Birra Moretti come ingrediente e in ricettazione. Sedici specialità dalle caratteristiche differenti, in rappresentanza dei diversi stili birrari, tutte accomunate da un elevato standard qualitativo.
In palio, per il vincitore, un premio finale del valore di 10 mila euro da scegliersi fra: un tour, in cinque tappe, per due persone, lungo le vie del gusto in ristoranti stellati di fama internazionale: il Noma a Copenaghen, il Mugaritz o l’Arzak a San Sebastian, l’Astrance di Parigi, La Madia a Licata, il Piazza Duomo ad Alba; una fornitura di attrezzature professionali per la cucina; una fornitura d'arredo tavola; una fornitura di prodotti alimentari.

Il voto popolare 
Anche quest’anno, il pubblico sarà chiamato a decretare la propria ricetta preferita, tra le dieci finaliste, tramite voto online sull'apposito mini-sito all'interno della piattaforma www.identitagolose.it, fino al 31 ottobre.

La Fondazione Birra Moretti 
Il Premio Birra Moretti Grand Cru è promosso dalla Fondazione Birra Moretti, una fondazione di partecipazione senza fini di lucro, che ha l’obiettivo di accrescere la cultura della birra in Italia.  
La valorizzazione del talento è oggi tra i principali obiettivi della Fondazione Birra Moretti e questo concorso, che porta innovazione all’intero comparto della birra e del food, offre realmente una possibilità a tanti giovani di mettersi in luce, gareggiando davanti ad una giuria pluristellata. Non a caso, i vincitori delle passate edizioni oggi stanno compiendo passi importanti nel mondo dell'alta ristorazione. 

 


Il Regolamento completo del Concorso può essere consultato su 
www.fondazionebirramoretti.it - www.birramoretti.it - www.identitagolose.it.


La Fondazione Birra Moretti, iscritta nel registro della Prefettura nel 2015, opera senza fine di lucro e ha lo scopo, ai fini del raggiungimento di finalità di pubblica utilità, di migliorare la cultura della birra in Italia, attraverso la diffusione della cultura della birra a tavola, lavorando su driver che generano un impatto positivo sulla vita culturale, economica e sociale del nostro Paese. La Fondazione Birra Moretti è una Fondazione di Partecipazione che si basa sulla partecipazione di coloro che condividono la passione per la birra o nutrono interesse per le opportunità che essa può offrire per sostenere la crescita e il benessere del Paese, e decideranno di diventarne sostenitori.


LA GIURIA DEL PREMIO BIRRA MORETTI GRAND CRU 2016

CLAUDIO SADLER, Presidente di Giuria – Chef Ristorante Sadler (Milano)

Claudio Sadler è sinonimo di solidità e così il suo Ristorante Sadler (due stelle Michelin). Non che si tratti di un conservatore in senso stretto, ma di un purista e di un innovatore prudente. Milanese di nascita e per passione, sebbene il suo cognome arrivi dal Trentino e sua mamma sia mantovana; per lui è più che naturale praticare una cucina italiana in senso lato. Si è formato nelle cucine di grandi ristoranti ed hotel, ha insegnato per molti anni all’Istituto Professionale Servizi per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera Carlo Porta di Milano. È titolare dei Ristoranti Sadler e Chic’n Quick ed è presidente dell’associazione Le Soste. Un’azienda di catering porta il suo cognome. Ha pubblicato svariati libri di cucina.


GIULIANO BALDESSARI – Chef Ristorante Aqua Crua (Barbarano Vicentino – Vicenza)

Classe 1977, Giuliano Baldessari coltiva la sua passione per la cucina da quasi vent’anni. È nell’estate del 1992, infatti, che si cimenta per la prima volta come apprendista cuoco in un ristorante di Roncegno (TN), suo paese natale. Dopo numerose esperienze professionali in Italia, Germania e Francia, approda nel 2003 al pluristellato ristorante Le Calandre di Sarmeola di Rubano in provincia di Padova, dove ricopre il ruolo di sous-chef. Nel 2011 vince la prima edizione del Premio Birra Moretti Grand Cru, rivelando una grande maestria nell’utilizzo della birra in cucina. Attualmente è chef del ristorante Aqua Crua di Barbarano Vicentino (VI). A dicembre 2015 si aggiudica la sua prima stella Michelin. È uno dei giurati della versione italiana di Top Chef, cooking show televisivo in onda a partire dal prossimo autunno su Discovery Channel. È alla sua prima esperienza nel ruolo di giurato del Premio Birra Moretti Grand Cru.


CRISTINA BOWERMAN - Chef Ristorante Glass Hostaria (Roma)

Nel 1992, Cristina lascia la Puglia con in tasca una laurea in giurisprudenza col massimo dei voti e si trasferisce negli States, dove prepara crêpe e cappuccini da Higher Ground, coffee house di San Francisco, e nel frattempo continua gli studi forensi. Il DNA culinario però emerge prepotente. Consegue così la sua seconda laurea in Arti Culinarie all'università del Cordon Bleu in Texas. Tornata in Italia per una pausa "momentanea", nel 2006 varca la porta del suo Glass Hostaria, luogo in cui sperimentare la sua cucina netta ma morbida, provocatoria ma con testa, riconoscibile, sincretica, gustosissima. Nel 2010 guadagna, unica donna in quell'anno, la stella Michelin. “Non voglio essere statica” ama ripetere. E, infatti, nel quartiere Prati, nel cuore di Roma, nel 2012 ha aperto anche Romeo con il proprio compagno di lavoro Fabio Spada. Nel 2013 è eletta Chef dell'anno da Identità Golose. Nel 2014 arriva la pubblicazione del libro con Mondadori "Da Cerignola a San Francisco e ritorno – La mia vita di chef controcorrente." Nel 2015, è stata una degli Chef Ambassador di Expo Milano 2015. La Bowerman story è un antidoto contro i luoghi comuni. Si può vivere nel rione per eccellenza di Roma e utilizzare solo l’inglese per parlare con la brigata. Si possono cucinare, dentro lo stesso menu, la seppia con spinaci e bonito, i raviolini di parmigiano e le animelle glassate. Fusion-contemporaneo-tradizionale-locale.


ROBERTO CEREA - Chef Ristorante Da Vittorio (Brusaporto - Bergamo) 

Figlio di Bruna e Vittorio è cresciuto dentro le cucine del ristorante di famiglia. Durante il suo periodo di formazione ha frequentato le scuole professionali di Richemont e Lenôtre e ha collaborato con i grandi chef Michel Troisgros e Roger Vergé. È un cuoco curioso e aperto a nuove esperienze, il cui principale obiettivo è quello di soddisfare i propri clienti. La sua predilezione per i primi piatti si è tramutata in una serie di ricette golose e suadenti, che si richiamano alla più alta tradizione della cucina mediterranea. Nel 2009 il ristorante sotto la sua conduzione, al fianco dei fratelli Enrico, Francesco, Rossella e mamma Bruna, acquisisce la terza stella Michelin.

CARLO CRACCO - Chef Ristorante Cracco (Milano)

Carlo Cracco, nato a Vicenza, classe 1965, dopo l'istituto alberghiero cucina da Gualtiero Marchesi a Milano (1986). Dopo una serie di stage da Alain Ducasse a Montecarlo e Alain Senderens a Parigi, è chef dell'Enoteca Pinchiorri a Firenze (1991), 3 stelle Michelin nel 1994. Nel 1994, il ritorno da Marchesi all'Albereta. Due anni dopo, il primo ristorante di proprietà: Le Clivie di Piobesi d'Alba (Cuneo), 1 stella l'anno successivo. Nel 2001, si apre il capitolo milanese di Cracco-Peck, 2 stelle Michelin nei 3 anni successivi. A luglio 2007 rileva la gestione del locale per intero. Nel 2013 gestisce la linea di cucina di Carlo e Camilla in Segheria a Milano.


ALESSANDRO GIANI - Maître de Maison Enoteca Pinchiorri (Firenze)

Classe 1972, Alessandro Giani ha iniziato il suo percorso all’Istituto Alberghiero Saffi dopo una maturità classica in Spagna, a Barcellona. Si dedica anima e corpo al lavoro di sala, frequentando i corsi dell’AIS e ottenendo, nel 1999, il titolo di sommelier. 
In quello stesso anno approda all’Enoteca Pinchiorri e dal 2003 ne diventa direttore di sala. Cinque anni dopo, riceve la nomina di miglior maître d’Italia per la Guida Veronelli con una menzione speciale per le conoscenze legate alla birra.
Oltre alle doti relazionali e umane, condizione primaria del suo impegno in sala, le competenze di Alessandro Giani spaziano da una vasta conoscenza dei vini, di come vanno conservati e serviti, alla passione per tutto quanto è legato al lavoro del barman: egli si occupa non solo dei cocktail che sono serviti in Enoteca, ma ha anche approfondito l'arte della preparazione dell'espresso, ottenendo nel 2009 il certificato di "Espresso Italian Specialist".
È alla sua prima esperienza nel ruolo di giurato del Premio Birra Moretti Grand Cru.


DAVIDE OLDANI – Chef Ristorante D’O (Cornaredo - Milano)

Davide Oldani, una stella Michelin, è ideatore della cucina pop - alta qualità e accessibilità. Ha aperto nel 2003 il suo ristorante, il D’O, a Cornaredo, in provincia di Milano, suo paese d’origine. Dopo un anno di attività, le più autorevoli guide gastronomiche lo annoverano fra i grandi chef della cucina italiana. Le esperienze precedenti l’apertura del D’O lo vedono a fianco di Gualtiero Marchesi, Albert Roux, Alain Ducasse, Pierre Hermé. Nel dicembre 2008 riceve l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano. È stato nominato Ambassador EXPO 2015 e nello stesso anno è stato chiamato a partecipare come speaker al World Business Forum di Milano. Dal 2008 a oggi, ha pubblicato 6 libri.  Nel 2016 ha inaugurato un ristorante a Manila e ha aperto il suo nuovo D’O, un’evoluzione del precedente, per poter realizzare una cucina più “grande”, capace di confrontarsi con altre cucine nel nostro Paese e non solo. La sua attività di designer rispecchia quella di cuoco: tavoli, sedie, piatti, posate e bicchieri sono ispirati al pop, semplici, funzionali, eleganti. Noto a livello internazionale, rappresenta l’Italia dell’agroalimentare a Rio de Janeiro in occasione dei Giochi Olimpici 2016.


MARCO REITANO – Sommelier Ristorante La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri (Roma) 

Professionalmente, Marco Reitano nasce e cresce a La Pergola (3 stelle Michelin), dove entra poco più che ragazzo per mantenersi agli studi ricoprendo un po’ tutti i ruoli. Poi arrivano i corsi da sommelier, i periodi di formazione nelle più importanti zone vitivinicole del mondo e le collaborazioni con le più rinomate guide di vini. Nel 2001 si aggiudica l’Oscar del Vino come miglior sommelier. La carta dei vini de La Pergola è insignita del prestigioso Grand Award dalla rivista Wine Spectator, che la annovera tra le 70 migliori al mondo. È Presidente dell’associazione ‘Noi di Sala’ che promuove il mestiere di sala nell’ambito dell’alta ristorazione. È inoltre tra gli ideatori ed organizzatori della manifestazione estiva Vinòforum.

 

DAVIDE SCABIN – Chef Ristorante Combal.Zero (Rivoli - Torino) 

Da una trattoria in un angolo del Piemonte a un ristorante modernissimo in cui la tradizione incontra l’intelligenza complessa ed eclettica dello chef patron Davide Scabin. Il suo Combal.Zero (1 stella Michelin) vive di stagioni di ricerca e studio di nuovi piatti. Cuoco in continua evoluzione, rivoluzionario nel pensiero e rigoroso nell'azione, sarebbe capace di ricostruire un ristorante da capo. Ma forse lo fa già tutti i giorni mescolando tecnica e materia senza retoriche da territorio o da cucina d'avanguardia e cercando invece stimoli nel suo lavoro e dai suoi commensali. Senza contraddizioni, capace di ragionare e stupire, di proporre il piatto creativo dell'anno o il miglior prodotto del territorio. Ma solo quando esiste davvero. E di recente, una grande soddisfazione per lui: nel giugno 2016 il suo ristorante è rientrato nel novero dei migliori al mondo, al 46° posto, secondo la classifica ‘The world's 50 best', una sorta di Oscar della cucina, promossa dalla prestigiosa rivista inglese Restaurant. È alla sua prima esperienza nel ruolo di giurato del Premio Birra Moretti Grand Cru.


ALBERTO TASINATO – Restaurant Manager Ristorante Seta del Mandarin Oriental Hotel (Milano) 

Nato a Ivrea nel 1985, Alberto Tasinato è oggi sommelier e restaurant manager del ristorante Seta (1 stella Michelin) del Mandarin Oriental, noto hotel extra-lusso nel cuore della Milano più glamour. Al Seta, dove oggi gestisce una squadra di 24 collaboratori, ci arriva a fine 2015 dopo un percorso assolutamente netto: diploma all’alberghiero di Biella e una serie di esperienze significative al Trussardi alla Scala con Andrea Berton, al Plateau di Londra, al Pellicano con Antonio Guida, al V Piano al fianco di Matteo Torretta. Come direttore ha anche curato il pre-opening del ristorante Berton Milano.  È alla sua prima esperienza nel ruolo di giurato del Premio Birra Moretti Grand Cru

 

VIVIANA VARESE – Chef Alice Ristorante – Eataly Milano Smeraldo (Milano)

È il marzo del 2007, quando Viviana Varese apre il ristorante Alice in viale Adige a Milano. Prima aveva gestito Il Girasole, un’insegna nel Lodigiano. Prima ancora cucinava nella trattoria di famiglia in quel di Salerno. A Milano comincia presto a farsi notare cucinando il pescato che Sandra Ciciriello intercetta al mercato ittico di Milano. I successi si susseguono e, nel novembre 2011, Michelin fa cadere dall'alto la stella. Una cucina in prevalenza di pesce (ma la sua minestra maritata è imperdibile) che compone secondo schemi suoi e solo suoi: il sapido e il vivace, il crudo e il cotto, il colore e il calore, somme di ingredienti spesso numerosi che tuttavia mai sgomitano fra loro. Nel marzo del 2014 una nuova svolta: Viviana trasferisce Alice all’interno della nuova sede di Eataly Smeraldo di Milano. Nel 2015 è entrata a far parte del Consiglio Direttivo dell’Associazione Le Soste ed è stata nominata Chef Ambassador di Expo Milano 2015. L’avventura continua.

 


PAOLO MARCHI – Ideatore e promotore di Identità Golose

Milanese, classe 1955, Paolo Marchi ha lavorato per 31 anni a Il Giornale, sport e cronache acquolinose, testata che ha lasciato nel marzo 2011 per dedicarsi a tempo pieno a Identità Golose di cui è ideatore e curatore da sempre. Ama scrivere e fotografare. Marchidigola è il suo blog, scrivere è la sua passione tanto che lo scorso autunno è uscito “XXL. 50 piatti che hanno allargato la mia vita”. Godibilissimo: 50 piccole-grandi storie autobiografiche collegate ad altrettante ricette che gli hanno cambiato la vita. Nel 2014, nell’ambito de Il Premiolino (il più antico riconoscimento giornalistico italiano) ha vinto il Premio Birra Moretti per la Diffusione della Cultura Alimentare, destinato a quel giornalista ‘che si è distinto sui temi connessi alla tradizione alimentare del nostro Paese e che si è dimostrato capace, attraverso i suoi articoli e i suoi servizi, di stimolare fra i lettori l’amore per la cucina, il piacere del mangiare sano, informato, corretto e, comunque, mai del tutto a caso.’


ALFREDO PRATOLONGO – Vice-Presidente Fondazione Birra Moretti e Direttore Comunicazione e Affari Istituzionali di HEINEKEN Italia
 
Il percorso professionale di Alfredo Pratolongo è caratterizzato da esperienze sia in primarie agenzie di comunicazione sia in aziende italiane e multinazionali, fra cui McDonald’s Italia dove, oltre a quello di Direttore della Comunicazione, ha anche ricoperto il ruolo di Vice Presidente della Fondazione per l’infanzia Ronald McDonald Italia. Dal 2005 è Direttore Comunicazione e Affari Istituzionali di HEINEKEN Italia, dal 2015 ricopre il ruolo di Vice Presidente della Fondazione Birra Moretti. 

 


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