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Segreti e delizie della femme fatale del vino: intervista a Isabella Sala

Incontrare di persona Isabella Sala è come fare un passo in un fatato mondo di classe e di eleganza femminile senza tempo. Bellissima, bionda ed eterea, un viso che risulta un mix conturbante tra Claudia Gerini e la Patsy Kensit dei tempi d'oro, ti conquista con un semplice e delicato gesto della mano curatissima e affusolata o con un civettuolo battito di ciglia nell'abbassare lo sguardo per nascondere un rossore involontario nel momento in cui le si rivolge un complimento. 

Ma, per dirla con il Visconte Di Valmont-John Malkovich alla splendida Madame De Tourvel-Michelle Pfeiffer nelle Relazioni Pericolose, "la bellezza è l'ultima delle sue qualità". Già perché Madame Sala è una finissima analista politica che ha trasformato la sua passione per la cultura del vino in una professione parallela di grandissimo successo, tanto da diventare una delle wine philosopher e influencer più seguite e apprezzate sul web.

Nei suoi post su Instagram, le diciamo ipnotizzati dai suoi occhioni, ribadisce spesso che il suo primo libro letto è Le Petit Prince di Antoine de Saint-Exupery. Visto che, secondo lo scrittore, tutto si gioca nei primi sei anni di vita, viene spontaneo chiederle com'è stata la sua infanzia...  

Sono nata nella piccola città di Aosta dove l’amore per la natura e le cose semplici lasciano un segno indelebile. Sono cresciuta senza televisione, fra i libri e i giornali letti da due genitori caldi, empatici, molto diversi tra loro ma complementari. Per quanto riguarda la mia vita, come accade per tutti, c'è tantissimo da raccontare. Sono stata una ragazza avventurosa e curiosa, ho viaggiato molto, visto quasi tutta l’Africa, preso il brevetto da paracadutista, pilotato aerei, fatto un corso da croupier, studiato il cinese (che oggi leggo e scrivo anche). Il Piccolo Principe è il libro dell'infanzia, ma ho tantissimi libri prediletti. Uno su tutti, il Don Chisciotte, quello che più è in grado di conciliare ironia, sogno, idealismo.

isabella sala vino
 

E' vero che porta con sé ovunque vada tutte le sue poesie preferite?

Sì, da Shakespeare a Borges porto sempre con me le mie poesie preferite. O meglio, dentro di me: le ho imparate tutte a memoria… per non rischiare di perderle e averle sempre accanto.

E per quanto riguarda la sua vita professionale, che - da quello che traspare da ciò che scrive - appare assai variegata? 

La mia prima esperienza lavorativa è stata la radio, il fascino del non svelato, a 19 anni. Per quanto riguarda la scrittura, scrivo da tutta la vita, dalle ingenue poesie adolescenziali, ai racconti, fino agli esordi con la redazione giornalistica delle radio, innovativa con il primo tg video web, passando per una vita intera di scritti ‘per gli altri’, con tutta la ‘gavetta’ possibile: uffici stampa tra i più svariati (dal festival per il cinema del Casino de la Vallée ed ai concerti… fino a diventare Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Consiglio Superiore della Magistratura), ghost writer per politici (dai sindaci fino ai politici nazionali) alcune esperienze autorali ed editoriali.

Da spin doctor e analista politica di successo, com'è approdata al mondo del vino, e com'è riuscita a farne una professione parallela tanto gratificante?

Ho sempre amato coltivare anche le mie passioni. Ed è proprio da una delle passioni che è nata l’idea di comunicare il vino. Comunicare la storia, la cultura e l’eleganza di un popolo attraverso uno dei prodotti che ne tracciano da sempre l'essenza fondamentale… il vino.

E' giusto dire, dunque, che il suo approccio al mondo del vino coniuga l'esperienza artistica a quella sensoriale?

Sì, quel che tengo a veicolare riguarda ovviamente i sensi del vino, la moda del vino, il linguaggio del vino, e al tempo stesso, come dicevo prima, la geografia di uno Stato, la cultura di un popolo, la Storia di una nazione. E quindi dopo una vita dietro le quinte, a consigliare gli altri, a scrivere per gli altri, ho deciso di metterci la faccia, aprendo un profilo instagram per sperimentare. Nato nello scorso giugno, ha già 127.000 follower, con un giro di migliaia di mail che chiedono consigli e approfondimenti. Ed e così che stanno per uscire un blog e un sito con l’amico e collega Luca Radicchi (grande sommelier ed esperto e docente ai nascenti sommelier), e con lui un progetto ancora più ampio: Semidivino.

isabella sala luca radicchi
Isabella Sala con il socio Luca Radicchi

Che cos'è Semidivino, in due parole?

Non è soltanto un sito, ma un vero e proprio brand (c’è già qualche sponsor) che organizza eventi, promuove idee, produce video guide, il tutto nella più limpida autonomia. Nessuna casa vitivinicola sponsorizzerà Semidivino, quindi qualunque commento, critica, consiglio, da parte di Isabella, Luca e dei loro collaboratori saranno quindi frutto di una indipendente opinione professionale. (quante persone decidono di perseguire lo scopo dell’indipendenza a qualsiasi costo?). Il social è attualmente letto in Cina, Giappone e America…

Progetti a breve e lunga scadenza?

Semidivino sta già operando con esperienze ibride, come un evento di abbinamento arte e vino, di successo. Prossimamente altri eventi: musica e vino, moda e vino, letteratura e vino. Molti gli amici che stanno credendo nell’idea e che la sostengono dalla prima ora: un grande imprenditore radiofonico del nord Eugenio Pavetto, l’esperto di comunicazione e produzione di eventi Claudio Calì, il fotografo di fama mondiale Mario Guerra, il regista internazionale John Giordano. Parteciperò anche alla Dodicesima edizione dello Street Talk di Andrea Villani, che va in onda in tutta Italia attraverso 17 emittenti televisive, assieme a molti personaggi dell'arte, dello spettacolo, del giornalismo e della narrativa.

Lei è riuscita a trasportare la cultura millenaria del vino sulle piattaforme digitali contemporanee. Non è stato difficile per una persona come lei, che subisce il fascino della classicità?

No, non è stato difficile. Questa è una mia prerogativa: posso essere modernissima per quanto riguarda l’utilizzo di ogni tecnologia appena nata, così come classica per i miei gusti letterari e artistici. Mi destreggio bene, fortunatamente, con i social media, ma provo ancora il romantico desiderio di una lettera scritta a penna, apprezzandone la ponderata lentezza.

E la sua vita privata e sentimentale? Immaginiamo stuoli di uomini ai suoi piedi pronti a fare pazzie per una femme fatale come lei... 

In effetti, c'è uomo molto importante nella mia vita (arrossisce). Mio figlio. Sono mamma, molto mamma, di un ragazzo che sta diventando un uomo. E sono fiera della persona che è.

Risposta molto diplomatica... Come passa la sua giornata, oltre a parare gli assalti degli ammiratori (anche molto celebri), ad analizzare il magma proteiforme della politica italiana e a deliziare i cultori con le sue dissertazioni sul vino?

Faccio molto sport.  Lo amo, perché la linfa vitale del corpo in movimento mi infonde energia, ballo fin da bambina. Quanto al resto, mi sveglio con la musica classica e vado a dormire con il jazz.

Lei ha un figlio che studia all'Università. Escludendo che lo abbia avuto a dieci anni, come riesce a sembrare una trentenne, qual è il suo segreto? Un vino miracoloso di cui soltanto lei conosce la composizione segreta?

(Ride delicatamente). Il mio segreto, se c'è, è l'ironia. Cerco  di  ironizzare sempre, quando posso, anche su me stessa, anche se da una bionda spesso non ce lo si aspetta…

Nelle sue foto indossa sempre delle splendide perle... c'è un significato recondito?

Le perle sono di mia madre, che non c'è più, e indossarle è un modo per averla sempre con me e per ricordarmi delle mie radici. Come nella vita, radci profonde che abbiano attecchito bene, e uno sguardo pulito verso il sole, possono dare un vino capace di raccontare una grande storia. Quanto alle perle, se ha notato, mi piace spesso abbinarle ad abiti scuri, poiché piacciono le nette contrapposizioni, anche nelle mie preferenze per i vini. I forti contrasti rappresentano il mio essere sempre agli antipodi, anche con me stessa. Come le perle bianche su un tubino nero... 

isabella sala vino
 

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